Una delle principali caratteristiche di una fornitura di energia elettrica è la potenza impegnata, che può essere verificata consultando le informazioni riportate in bolletta.
La potenza “standard” è di 3 kW. Tale valore può essere incrementato su richiesta del titolare della fornitura. Si tratta di un’operazione semplice e accessibile a tutti.
In linea di massima, chi usa tanti elettrodomestici in contemporanea può richiedere un incremento della potenza impegnata, arrivando, ad esempio, a 4,5 kW.
Ricordiamo che è sempre possibile scegliere una nuova tariffa luce (con potenza impegnata più alta rispetto al contatore standard da 3 kW). Per individuare l’opzione giusta basta consultare il comparatore di SOStariffe.it.
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Come funziona una fornitura da 3 kW
Per chi ha una potenza impegnata da 3 kW non è possibile utilizzare più elettrodomestici in contemporanea, soprattutto considerando apparecchiature con un assorbimento elevato.
Ci sono alcuni aspetti da chiarire. Innanzitutto bisogna tener conto di una tolleranza del 10% che permette un prelievo continuativo fino a 3,3 kW.
In aggiunta, è possibile assorbire fino a 4 kW per un massimo di 3 ore consecutive. Superato questo limite, il contatore salta per superamento della potenza disponibile.
Superando il muro dei 4 kW, invece, il distacco sarà immediato, senza margini di tolleranza di alcun tipo.
Quali elettrodomestici utilizzare con 3 kW
Non c’è una regola precisa per quanto riguarda il numero di elettrodomestici utilizzabili con una fornitura dotata di una potenza impegnata di 3 kW.
Bisogna tener conto, infatti, dell’assorbimento massimo dei vari elettrodomestici che si hanno in casa. Ecco alcuni esempi:
- Asciugacapelli: 1.800 – 2.200 W
- Condizionatore con Inverter: 1.000 W (all’accensione) / 300 W (a regime)
- Ferro da stiro: 1.500 – 2.000 W
- Forno elettrico: 2.000 – 2.500 W
- Frigorifero: 300 W
- Lavatrice / Lavastoviglie: 2.000 – 2.500 W
- Microonde: 800 – 1.200 W
I valori indicati servono solo a titolo di esempio, ma possono aiutare a capire quali sono i margini di utilizzo degli elettrodomestici in casa. Ad esempio, utilizzando il forno elettrico e la lavatrice insieme c’è il rischio di vedere il contatore “saltare” a causa del superamento del margine di tolleranza previsto dalla normativa.
Il consiglio per chi ha un contatore da 3 kW è di utilizzare un solo elettrodomestico ad alto assorbimento per volta (forno, lavatrice, lavastoviglie etc.) oltre ad altri elettrodomestici ad assorbimento ridotto (come il frigorifero). Per chi ha esigenze particolari, invece, è possibile passare a una potenza impegnata da 4,5 kW oppure 6 kW.
Come aumentare la potenza impegnata?
Per incrementare la potenza impegnata della propria fornitura è possibile:
- richiedere l’incremento al proprio fornitore; nella maggior parte dei casi, si tratta di una pratica che può essere gestita in autonomia, tramite l’area clienti o l’app del proprio fornitore
- cambiare fornitore richiedendo l’attivazione di una fornitura di energia elettrica con la potenza impegnata desiderata
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Quanto costa aumentare la potenza rispetto a quella standard di 3 kW?
L’aumento della potenza impegnata prevede un costo una tantum che si divide in due voci:
- una quota potenza da riconoscere al distributore, pari a 62,30 euro per ogni kW aggiuntivo, fino a 6 kW
- una quota fissa da riconoscere al fornitore pari a 23 euro
Come cambia la bolletta
L’aumento della potenza impegnata comporta un aumento dei costi fissi in bolletta. Il passaggio da 3 a 4,5 kW si traduce in una spesa di circa 35 euro in più all’anno mentre da 3 a 6 kW è prevista una spesa extra di circa 70 euro ogni anno.