Come si calcola la corrente elettrica

Quanto consumano i nostri elettrodomestici? È la domanda che fatalmente ci poniamo ogni volta che la bolletta della luce risulta più alta di quanto ci aspettassimo. Individuare il colpevole è essenziale per tagliare i costi, ma consuma di più un climatizzatore di classe energetica A o un frigorifero A+? E tra il phon e una stufetta elettrica? Capire come si calcola la corrente elettrica consumata è il primo passo per orientarci verso consumi più corretti, risparmiando e al tempo stesso proteggendo l’ambiente.

Bolletta-Enel
Spesso alcuni elettrodomestici hanno consumi anomali che fanno lievitare i costi in bolletta

I misuratori di consumi elettrici

Per calcolare la corrente elettrica consumata esistono vari sistemi. Ci sono, certo, le etichette, e gli elettrodomestici dotati di una certificazione energetica riportano anche il consumo medio espresso in kilowattora. Ma quanto è affidabile questo valore? È una stima della media dei consumi oppure la punta massima? Ecco perché esistono prese elettriche conta energia che aiutano a tenere sotto controllo i consumi: si tratta di comuni prese con pulsantiera e display che visualizzano il valore della corrente elettrica consumata nel tempo.

Usare questi misuratori con elettrodomestici come frigoriferi o lavastoviglie (quelli che di solito consumano di più) è particolarmente indicato perché la loro richiesta di energia non è mai costante.

Come calcolare la corrente elettrica

Per quanto riguarda la formula di calcolo dell’energia elettrica consumata, questa si ottiene moltiplicando la potenza (misurata in Watt e riportata su ogni etichetta, o calcolabile moltiplicando tra di loro il valore di corrente o amperaggio espresso in ampere e il valore di tensione espresso in volt) per il numero di ore in cui l’elettrodomestico viene attivato.

A questo punto il numero ottenuto indicherà, in Wattora (Wh), l’energia consumata.

Per calcolare il costo, basta a questo punto prendere il nostro valore in kWh (cioè i Wattora divisi per 1000) e moltiplicarlo per il costo della corrente. Teniamo conto che in presenza di una fornitura per l’energia elettrica con fasce orarie (bioraria o trioraria), il prezzo non sarà sempre lo stesso, ma varierà: di norma sarà più basso alla sera (dopo le 19 o le 20, e prima delle 7 o delle 8 del mattino successivo) e nei weekend. Ecco perché, se il 70% dei propri consumi è concentrato in queste fasce orarie, può essere conveniente abbandonare la propria tariffa monoraria e passare a una di queste offerte.

Tagliare la bolletta? Basta cambiare operatore

Anche dopo aver adeguato i nostri consumi, è possibile che la bolletta della luce sia ancora troppo alta. In questo caso il modo migliore per abbattere ulteriormente i costi è cambiare fornitore, approfittando delle tante offerte sempre valide: i vantaggi per chi effettua lo switch sono molti, dal blocco del prezzo relativo alla componente energia per uno o due anni a “pacchetti” di energia bonus, passando per l’assicurazione della casa.

Esistono infatti offerte come tutte quelle di eni o Semplice di Enel Energia che prevedono un servizio di assistenza in caso di guasti, con coperture per vari interventi (ad esempio idraulico, fabbro, vetraio, tecnico riparatore elettrodomestici e scaldabagno) e, in alcuni casi, anche l’alloggio pagato in hotel se la casa è diventata inagibile in seguito al guasto. Così, oltre al risparmio dovuto da un minor prezzo dell’energia, si può spendere di meno grazie alla copertura assicurativa.

Cliccando sul pulsante qui sotto potrete comparare tra di loro le offerte per l’energia elettrica più convenienti, scegliendo quella maggiormente adatta alle proprie esigenze. Imparando come si calcola la corrente elettrica e come si sceglie la fornitura migliore il vostro portafoglio tornerà finalmente a respirare.
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