CGIA, a fine anno una scadenza fiscale ogni due giorni

E’ in arrivo una pioggia di scadenze fiscali: così la CGIA avverte gli italiani sul pesante calendario di scadenze fiscali di fine anno. In effetti, sono 25 tra novembre e dicembre, praticamente una ogni due giorni. Si tratta di una stangata di 91 miliardi di euro che verseranno al fisco imprese e famiglie italiane a fine anno. La CGIA ha anche conteggiato circa 100 tasse che gravano attualmente sui contribuenti italiani.

CGIA, a fine anno una scadenza fiscale ogni due giorni

A novembre e dicembre le imprese e le famiglie italiane dovranno versare oltre 91 miliardi di euro di imposte, con ben 25 scadenze fiscali, una ogni due giorni. L’Ufficio studi della CGIA ha stilato una lista con tutte le tasse che dovranno pagare gli italiani, che sono 100, tra ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai lavoratori autonomi, l’Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, TARI, il versamento dell’ultima rata dell’IMU e della TASI.

Una pioggia di scadenze – denuncia il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – che potrebbe mettere in seria difficoltà moltissime piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. Un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato per le aziende: oltre all’impegno con il fisco devono corrispondere anche le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico costituirà un vero e proprio stress test”.

Un centinaio di tasse gravano sugli italiani

Tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi, la CGIA ne ha contate un centinaio di tasse che attualmente gravano sugli italiani.

In una nota la CGIA menziona le seguente come le più “curiose”:

  • l’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale: una sorta di tassa sulla tassa;
  • l’imposta provinciale di trascrizione: una tassa che si paga alle Province quando si acquista una macchina nuova;
  • l’imposta sulle riserve matematiche: balzello in capo alle società di assicurazione;
  • le sovraimposte di confine sui gas, gli spiriti, i fiammiferi, i sacchetti di plastica non biodegradabili, la birra e gli oli minerali: sono tasse doganali che devono pagare aziende importatrici/esportatrici.

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Le tasse sono molte, ma per il contribuente tipo la maggior parte sono sconosciute: questo perché la maggior parte del gettito, spiega la CGIA, si concentra su pochissime voci.

Nel 2013, l’83% del gettito tributario è stato garantito dalle prime 10 imposte, che sono:

  1. Irpef;
  2. IVA;
  3. Ires;
  4. Irap;
  5. imposta sugli oli minerali;
  6. IMU;
  7. imposta sui tabacchi;
  8. addizionale Irpef regionale;
  9. ritenute sugli interessi e altri redditi da capitale;
  10. l’imposta sul lotto.

Per il 2014, spiega l’Ufficio studi della CGIA, tra imposte e tributi lo Stato e le Autonomie locali incasseranno 487,5 miliardi di euro. Ma si sfiorano i 704 miliardi di euro se si aggiungono anche i contributi sociali, pari a poco più di 216 miliardi.

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