Certificazione energetica degli edifici: circa la metà degli italiani non la rispetta.

In Italia solo il 53% degli immobili in vendita è in regola con la certificazione energetica, e solo l’11% di 60.000 annunci pubblicati da privati rispetta l’obbligo di avere l’attestato di classificazione energetica (ACE) valido. Mentre il Trentino Alto Adige può vantare l’80% dei propri immobili certificati, in Puglia, Sicilia o Basilicata meno del 25% degli edifici hanno un documento valido di attestazione dei consumi energetici. Perché gli italiani non rispettano la legge sulla certificazione energetica degli immobili?

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Secondo un recente studio condotto dal portale Immobiliare.it, il 47% degli edifici in vendita nel nostro Paese non hanno una certificazione energetica valida, malgrado sia trascorso un anno dall’entrata in vigore della legge che introduce l’obbligo della classificazione energetica degli immobili in vendita o in affitto.

L’attestato di classificazione energetica è uno strumento di trasparenza di molto valore per il consumatore perché consente di conoscere, prima ancora di acquistare o affittare l’abitazione, quanto sarà il consumo di energia elettrica approssimativo dell’immobile.

Carlo Giordano, Amministratore Delegato del portale online Immobiliare.it, ha rilasciato una dichiarazione dove spiega che “Quello che emerge dalla nostra indagine, è che per evitare i costi della perizia, sovente si ricorre ad un’autocertificazione in classe G, pratica peraltro non legalmente valida né consentita, con l’intento di classificare realmente l’immobile solo all’atto del rogito; questo è espressione di una forte resistenza da parte dei proprietari che, scoraggiati dai lunghi tempi di vendita, sono disposti a spendere solo dopo aver trovato l’acquirente”.

Secondo l’analisi, su più di 60.000 annunci privati solo l’11% ha una certificazione valida; negli annunci gestiti da agenzie immobiliari indipendenti invece il 46% delle volte si menziona l’attestato, nel 58% per quelli proposti da intermediari affiliati a grandi gruppi e nel 97% per quelli gestiti direttamente dai costruttori. Per questi ultimi, però, vale la pena ricordare che la classificazione energetica è un obbligo sin dalla fase progettuale.

Dal punto di vista Regionale quelli che sono messi meglio sono gli abitanti del Trentino Alto Adige, con l’80% di immobili certificati; nelle Regioni vicine i percentuali scendono (Veneto 62%, Valle d’Aosta 58%, Lombardia 57%), fino a raggiungere i livelli di certificazioni più bassi in Puglia (24%), Sicilia (23%) e Basilicata (19%).

Come si redatta l’attestato di certificazione energetica?

L’attestato va redatto dopo analizzare gli indici di prestazione energetica del sistema di raffrescamento, di riscaldamento e di produzione di acqua dell’edificio.

Per farla semplice, un immobile messo bene dal punto di vista energetico (Classi A+, A e B) avrà alta efficienza energetica e bassi consumi; uno in classe G invece comporterà una spesa energetica annua superiore e sarà molto più inquinante per l’ambiente.

In Italia le certificazioni sono poche, e quelle che ci sono non parlano bene dei nostri edifici: infatti tra gli immobili provvisti di ACE, solo il 30% si trova nelle classi energetiche A+, A e B.

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