Calo del petrolio, quali le prossime strategie di eni?

L’amministratore delegato di eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato pochi giorni fa di non essere preoccupato dall’andamento (in costante ribasso) dei prezzi del petrolio, ma oggi Andrea Greco e Luca Pagni su Repubblica ricostruiscono una situazione che presenta delle criticità per gli operatori del settore.

Eni-Lucius
Situazioni da definire anche per Rete Snam e Saipem

Secondo Repubblica, ogni dollaro in meno per barile toglie a Eni 100 milioni di euro di utili netti, per un totale di 6,6 miliardi di meno rispetto al picco del Brent a 115 dollari (oggi è a 49). Questo comporta una limatura di investimenti, spese e strategie, valida anche per Saipem e Snam Rete Gas.

Secondo Mediobanca Securities, vanno tagliate le stime del gruppo: le attese sugli utili eni sono state infatti ridotte del 44% per il periodo 2015-2017. Il crollo dei prezzi, secondo la banca d’affari, potrebbe rallentare il piano di cessioni.
Scopri eni LINK
Ovviamente la questione non riguarda solo eni: secondo Moody’s, con una quotazione sui 60 dollari nel 2016 le compagnie del Nord America dovranno ridurre gli investimenti in capitale del 30-40%.

Eni starebbe quindi puntando su progetti ed esplorazioni a breve ritorno (ad esempio in Africa Occidentale), mentre investimenti più a lungo termine e costosi come Kashagan e Mamba sono in sofferenza. Per Saipem, infine, c’è il rischio di una ricapitalizzazione, mentre la situazione di Snam è migliore ma con la crescita delle rinnovabili la concorrenza in Italia continua ad aumentare.

Commenti Facebook: