Bollette salate: i sei errori da evitare

La bolletta energetica è troppo elevata? Ogni volta che vi arriva la bolletta avete un sussulto? Probabilmente non state prestando la giusta attenzione al risparmio. Esistono degli stratagemmi da seguire per cercare di contenere il più possibile l’importo della fattura per l’erogazione dell’energia. Vediamo quali sono i sei errori più comuni e come evitarli.

lampade
Ecco gli errori da evitare per pagare meno la bolletta dell'energia

Le bollette salate dell’energia elettrica sono spesso causa di malumori. Adottando abitudini di consumo attente ed evitando alcuni errori è possibile risparmiare decine di euro all’anno.

1.Scordarsi di effettuare l’autolettura

Non effettuare l’autolettura e fidarsi dei consumi stimati da parte del gestore è un errore grave. Spesso i consumi non reali sono affidati a dati storici che potrebbero falsare anche di molto il consumo reale. Nei periodi evidenziati in bolletta è buona norma comunicare al fornitore i propri dati di lettura. L’invio dell’informazione può avvenire tramite call center e spesso anche online in piena autonomia a qualsiasi ora del giorno.

Quando arriva la bolletta verificata l’esatta corrispondenza tra quanto comunicato e quanto fatturato. La lettura del consumo avviene direttamente dal contatore premendo il tasto grigio in corrispondenza del display fino a individuare il menu relativo al consumo.

2.Non contattare il gestore in caso di ritardi 

Non arriva la bolletta e non si fa nulla (meglio così non pago…). E invece no, i ritardi nell’invio potrebbero corrispondere a bollette più gonfie in occasioni future. Meglio quindi contattare quanto prima il proprio gestore e comunicare l’anomalia. Vi eviterà grattacapi nei mesi successivi.

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3.Non accertarsi circa il corretto profilo tariffario

Un altro errore è legato alla convinzione di rientrare in un certo profilo tariffario mentre si sta pagando per un altro. Questo può accadere per un errore, una mancata attivazione o mancato cambio di tariffa. In ogni caso è possibile controllare l’effettiva tariffa applicata ed offerta attiva controllando direttamente in bolletta. In prossimità dei dati di consumo si trova un riquadro che riassume il profilo di spesa e tutte le informazioni tariffarie necessarie. Una verifica di tanto in tanto aiuterà ad avere la certezza di pagare il giusto.

4.Pagare bollette andate in prescrizione

Accettare il pagamento di una bolletta dichiarata non pagata senza effettuare ulteriori verifiche su importo e soprattutto data di fatturazione. Può capitare che il fornitore lamenti un mancato pagamento. Potrebbe trattarsi di un’anomalia, potrebbe essere effettivamente un caso di mancanza dell’utente o anche una dimenticanza del fornitore. Qualunque sia il caso comunque, qualora siano passati più di 5 anni nulla più è dovuto. La richiesta di pagamento va infatti in prescrizione (a prevederlo è l’articolo 2948 comma 4 del Codice Civile).

Sappiate che qualora la richiesta dovesse arrivare a ridosso della scadenza, da quel momento ripartono altri 5 anni. In questo periodo il vostro gestore può continuare a pretendere la dimostrazione del pagamento (ovvero la ricevuto) o esigere il pagamento di quanto dovuto.

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5.Mancata verifica del rispetto contrattuale

Non accertarsi che il contratto sia rispettato rappresenta un ulteriore errore da evitare. Fidarsi quando ci sono contratti di mezzo non è mai raccomandabile. Il consiglio è verificare sempre che sia espressamente tutto esplicitato in bolletta e che i termini dell’offerta scelta siano rispettate. Se sono previsti omaggi o sconti extra è giusto che questi vengano calcolati correttamente. Se avete scelto una tariffa bioraria per poter risparmiare la sera è giusto che questa sia applicata correttamente. Verificate in questo caso che vi sia corrispondenza tra fascia oraria e prezzo stabilito.

6.Mancato confronto delle offerte nel libero mercato

L’ultimo errore è non confrontare le tariffe nel mercato libero. Non effettuare comparazioni ed accettare l’offerta commerciale in essere può rivelarsi un gravissimo errore che vi potrebbe costare anche più di 100 euro all’anno. La liberalizzazione del mercato ha favorito la concorrenza, i fornitori in estrema concorrenza tra loro propongono quindi offerte che potrebbero essere molto vantaggiose (sicuramente più economiche delle tariffe applicate nel mercato a maggior tutela). Approfittando della comparazione di SosTariffe.it potrete identificare con facilità la tariffa migliore.

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