Bollette energia e gas errate: cosa fare?

Avete il sospetto di aver ricevuto una bolletta errata dell’energia elettrica o del gas? La prima cosa da fare è chiamare gli uffici commerciali dell’azienda interessata e chiedere chiarimenti con la bolletta errata sottomano e le bollette dei mesi precedenti. Se, come succede spesso, le risposte ottenute lasciano a desiderare e non fanno chiarezza, è possibile, come prima via, fare un reclamo scritto tramite raccomandata.

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Come fare la raccomandata

 

La raccomandata con ricevuta di ritorno è l’unico documento che fa sì che il reclamo abbia valore legale. Ricordarsi dunque di fare solo raccomandate A/R. I dati da inserire inizialmente sono: nome dell’utente ed indirizzo servito della fornitura, nome ed indirizzo del destinatario ed il codice utente che si trova in ogni bolletta della luce e che è associato all’utenza singola.

Il reclamo, invece,  dovrà essere espresso nel corpo della raccomandata, sottolineando gli importi che si ritengono incorretti e se possibile rettificati da un calcolo, specificare se il pagamento è già stato avvenuto o meno e richiedere la restituzione della parte che si ritiene eccedente rispetto al dovuto.

Assicurarsi di inviare, con la raccomandata, le fotocopie delle bollette ricevute da contestare.

 

Dopo la raccomandata di reclamo

 

La raccomandata può ottenere due possibili risultati a seconda dell’accettazione o meno del rimborso da parte del gestore di elettricità o gas. 

A) Nel caso il gestore riconosca l’errore, dovrà restituire l’importo versato in eccesso da parte dell’utente entro i 90 giorni, mediante l’accredito in bolletta, con un assegno circolare, o su conto corrente. Se il gestore eccede i 90 giorni di tempo, i giorni di ritardo accumulati vengono conteggiati per un risarcimento: se il rimborso avviene tra il 90 esimo e il 180 esimo giorno, l’indennità sarà di 20 euro, si raddoppia se il gestore paga tra il 180 e il 270esimo, nel caso ecceda questa tempistica l’indennità sarà di 60 euro.

B) Il gestore può non accogliere il rimborso motivando o meno la sua decisione o non rispondere alla raccomandata. Questa seconda possibilità richiede l’intervento dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ( AEEG).

 

Come reclamare all’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas

Tocca all’utente segnalare il caso allo Sportello per il Consumatore di Energia (sede a Roma).  Questo intervento rimane comunque solo sanzionatorio per il gestore attraverso una multa ma non esecutivo del rimborso, che spetta comunque al gestore. Pur non essendo quindi questa una strada che permette il recupero dei soldi pagati in eccesso, nel caso siano essi già stati pagati, è importante informare del caso lo sportello per il Consumatore dell’AEEG, poichè più consumatori dimostrano di conoscere i propri diritti, più facile è contrastare un comportamento illecito grazie al moltiplicarsi dei casi multati.  E’ possibile presentare il reclamo :

 

  • Per posta a: Sportello per il consumatore di energia c/o Acquirente Unico via Guidubaldo Del Monte 72, 00197 Roma
  • Per Fax al Numero Verde 800 185 025
  • Via e-mail all’indirizzo reclami.sportello@acquirenteunico.it

 

Ricordarsi che prima di fare reclamo allo Sportello è necessario aver presentato un reclamo scritto all’azienda ed aver atteso la risposta scritta che la Società deve fornire entro i 40 giorni.

Le soluzioni che il consumatore può adottare nel caso B, ovvero quando il gestore non accoglie la restituzione dell’importo, sono o la conciliazione o, in ultima istanza, la via legale.

 

Se il gestore non accoglie: la conciliazione 

L’azione invece volta ad ottenere il rimborso e non solo a denunciare il caso, è invece la conciliazione. Se dopo 40 giorni solari dalla data di invio del reclamo, il cliente non avrà ricevuto risposta o avrà ricevuto un risposta insoddisfacente, potrà richiedere l’apertura di una pratica di conciliazione paritetica.

Durante la conciliazione viene garantito l servizio, nel caso fosse stato interrotto a causa del reclamo o del mancato pagamento. Il conciliatore cercherà una soluzione che possa soddisfare entrambi. E’ possibile fissare l’udienza della conciliazione tramite associazioni di consumatori o enti gestori.

 

Ultima strada: la via legale 

Nel caso di mancata conciliazione, l’ultima possibilità è denunciare al gestore di giustizia ordinaria. non è richiesta la presenza di avvocati se il valore della causa non super le 500 euro, citando i gestore presso il Giudice di pace oralmente e personalmente in cancelleria(sempre che l’importo sia inferiore ai 2500 euro).

 

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