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Bimbi e scuola digitale: tutte le novità

Basta perdere tempo coi videogiochi? Tutt’altro: è ora di programmarli. Tra le tante novità del Piano Nazionale Scuola Digitale, lanciato a fine novembre dal Ministro Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, c’è perfino Minecraft, il popolarissimo gioco sandbox creato da Markus “Notch” Persson e venduto a Microsoft alla cifra stratosferica di due miliardi e mezzo di dollari: verrà usato come strumento didattico. Ma la lista delle innovazioni è lunga, e questa settimana è il momento per metterle in vetrina.

Bimbi e scuola digitale: tutte le novità

La settimana del codice, tutta da riprendere

Dal 7 al 15 dicembre, infatti, le scuole italiane apriranno le porte a genitori, cittadini e associazioni per mostrare le novità del Piano Nazionale Scuola Digitale, con il coding che rivestirà un ruolo centrale, in occasione dell’iniziativa planetaria “Hour of Code”. Lo stesso Ministero dell’Istruzione, affinché questi eventi siano organizzati al meglio e possano mostrare tutte le potenzialità del nuovo approccio, ha creato un kit apposito da inviare alle scuole nonché organizzato un concorso, #ilmioPNSD, per premiare i migliori 5 video realizzati dagli studenti e dedicati alle attività di questa particolarissima settimana digitale.

I videoclip potranno essere caricati, sulla stessa pagina web dell’iscrizione, entro le 23.59 del 18 dicembre 2015, con una durata massima di 180 secondi; in palio 7.170 euro alla scuola prima classificata e 6.000 euro a ciascuna delle istituzioni scolastiche classificate dal secondo al quinto posto, da destinarsi all’acquisto di hardware e strumenti informatici.

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Microsoft mette in campo anche Minecraft per l’educazione

L’antipasto è stato servito durante l’Edu Day romano organizzato da Microsoft, quando il CEO di Microsoft Italia, Carlo Purassanta, ha illustrato le iniziative dell’azienda – in particolar modo con la divisione Education, di cui Francesco del Sole è nuovo responsabile – per la digitalizzazione della scuola italiana.

L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 600 tra studenti, docenti e dirigenti scolastici italiani, ha esplorato le nuove pratiche e le sfide che bisognerà affrontare per innovare fortemente la scuola, secondo il Piano presentato da Damien Lanfrey e Donatella Solda, Ideatori del Pnsd Segreteria Tecnica MIUR.

Come ha ricordato Purassanta, «in Italia ci sono circa 25 computer ogni 100 studenti, dato ancora esiguo se si considera che i ragazzi di oggi sono i primi veri nativi digitali e necessitano di strumenti e metodologie di apprendimento vicini al loro modo di essere e di interagire. Come Microsoft, però, siamo anche convinti che la loro introduzione nelle scuole da sola non sia sufficiente a costruire le competenze del futuro. Crediamo nel ruolo degli educatori e dei dirigenti scolastici, che devono essere protagonisti del processo di modernizzazione del sistema scolastico».

E c’è pure il giocatissimo Minecraft, che la stessa azienda si è aggiudicata qualche tempo fa per una cifra record: nel corso dell’evento, infatti, Fabio Santini e Marco Vigelini hanno introdotto le novità nella didattica date dall’introduzione di questo gioco-non gioco di tipo sandbox, che può essere usato come strumento per apprendere i principi della matematica e per stimolare la creatività, la capacità di risolvere problemi e il teamworking.

Una scuola ancora troppo indietro

Una ricerca di Idc ha infatti mostrato come secondo gli stessi docenti un giorno alla settimana dell’anno accademico viene in sostanza sprecato, dedicato com’è ad attività time-consuming che non aggiungono valore: ore preziose che potrebbero essere impiegate meglio, ad esempio con l’introduzione del coding, una competenza sempre più preziosa in un mondo che cambia.

Secondo un’altra ricerca del Cremit, invece, il 70% non ha mai sperimentato il coding, e i 74% dei genitori non ne ha mai sentito parlare; il 34% degli studenti, però, vorrebbe che fosse inserito nelle lezioni, così come il 75% dei docenti lo vede come un potenziale ottimo strumento per diversificare le modalità di insegnamento. L’importanza degli “e-skills” è il tema anche del position paper presentato nei giorni scorsi al Parlamento Europeo a Bruxelles dalla Ecdl Foundation, intitolato «Computing and Digital Literacy: Call for a Holistic Approach».

Microsoft in questo senso è molto attiva, con il progetto Programma il Futuro, che ha insegnato il codice a oltre 309mila studenti in 16.500 classi durante l’anno scolastico 2014-15, YouthSpark, con programmi di formazione tecnologica che hanno l’obiettivo di favorire l’accesso di ragazzi e ragazze alle competenze digitali e occasioni di avvicinamento al mondo del lavoro e dell’imprenditoria, e ancora Student Advantage, Progetto Dirigenti Innovativi, Microsoft Innovative Educator, Microsoft Showcase Schools, Edu Connect, Teacher Ambassador.

Negli Apple Store per imparare a programmare

Anche Apple si prepara a fare la sua parte all’interno della settimana dedicata alle scuole digitali: in tutti gli Store del pianeta (compresi quelli italiani), infatti, giovedì 6 dicembre verranno organizzati workshop gratuiti della durata di un’ora e dedicati a tutti i bambini dai sei anni in su, con ospiti sviluppatori e organizzazioni che promuovono l’insegnamento dell’informatica. Per alcuni di questi eventi sarà previsto anche il podcast su iTunes. IPad e iPhone sugli scudi, insomma, per bambini sempre più abituati a usare questi dispositivi anche in mobilità per collegarsi alla Rete.
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Il coding nelle scuole in Italia e in Europa

In Italia, l’anno scorso le attività promosse dal Ministero dell’Istruzione hanno interessato 304.761 studenti e 2.066 scuole, per un totale di 16.336 classi; le regioni che hanno aderito con maggiore entusiasmo sono state Lombardia, Puglia e Campania, e oltre agli insegnati di informatica e matematica hanno aderito anche insegnanti di lettere (28%), scienze (22%), storia (12%) e arte (6%). Quest’anno l’obiettivo è raggiungere 1 milione di studenti, 3 milioni nell’arco di 5 anni.

Intanto nel resto d’Europa il coding nel curriculum scolastico è ormai una realtà: addirittura già dalle primarie per Estonia, Francia, Spagna e Slovacchia, e dopo il Regno Unito stanno per unirsi anche Belgio, Finlandia, Polonia e Portogallo. Da ricordare anche il piano del Governo, per un miliardo di euro, finalizzato a rendere più interattive e connesse le scuole italiane, dalla banda larga alla formazione degli insegnanti.

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