Biglietti aerei: ecco perché costano tanto malgrado il crollo del greggio

Malgrado il crollo del prezzo del petrolio, i biglietti aerei continuano a costare lo stesso. La colpa è della «fuel surcharge», una tassa introdotta 10 anni fa quando il greggio costava il doppio, per tutelare le compagnie aeree di eventuali oscillazioni del costo del barile. Compagnie che adesso incassano più del doppio, mentre i passeggeri continuano a sborsare prezzi elevati per i biglietti aerei.

prezzo biglietti aerei
I prezzi dei biglietti aerei non scendono per colpa di una tassa che incide anche per il 50%

Il costo del barile attualmente appena supera i 57 dollari, quasi la metà rispetto a settembre 2014, quando sfondava i 100 dollari. Tuttavia, i prezzi dei biglietti aerei non hanno subito variazioni.

Tutto è colpa della «fuel surcharge», il supplemento per il carburante introdotto 10 anni fa, quando il greggio costava il doppio, per tutelare le compagnie aeree dalle oscillazioni del prezzo del barile.

Il quotidiano “Il Messaggero” ha indagato al riguardo, dimostrando che questa tassa costituisce una parte importante nella cifra finale pagata dai passeggeri e applicata dalle compagnie sulle principali linee nazionali e internazionali, tranne quelle low-cost.

Un ragionamento simile ci facevamo a gennaio, parlando dei prezzi della benzina. Con un prezzo del petrolio crollato del 53%, almeno fino a quel momento la benzina e il gasolio non sembravano essersi adeguati al ribasso. In effetti, i carburanti erano scesi soltanto del 14%;  nel frattempo i margini delle compagnie salgono, ma secondo l’UP i prezzi industriali sono in linea con quelli europei.

Quanto incide questa tassa nel prezzo del biglietto?

Spesso è possibile leggere la voce, che è chiaramente esplicitata in fattura, e che va da un minimo di 20 euro a un massimo di 400. Finora, spiega il quotidiano, pochissime compagnie hanno tagliato i propri listini, visto il minimo storico raggiunto dal barile.

Quanto pesa la fuel surcharge sul prezzo finale del biglietto? Troppo, perfino la metà. Il Messaggero ha analizzato alcune tratte e scoperto che, ad esempio, per un volo di andata e ritorno Milano-Berlino con la nuova Alihad questo balzello ammonta a 73 euro su un totale di 190 euro, cioè quasi la metà.

Da Roma a Sydney con la compagnia Etihad si pagano 1.400 euro, di cui 340 corrispondono alla fuel surcharge.

Secondo le compagnie, non è possibile ridurre i prezzi dei biglietti perché loro devono acquistare in anticipo grosse quantità di carburanti, e perciò solitamente il valore della fuel surcharge non corrisponde alla quotazione del prezzo del greggio.

Tuttavia, c’è da dire che il prezzo del barile è in discesa da ormai più di 6 mesi, tranne per una piccola risalita verificatasi in questi ultimi giorni. E i passeggeri si chiedono: quanto più deve scendere il barile per rivedere la fuel surcharge?

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