Banda ultra larga: Telecom con Fastweb, il Governo con Enel

Se Telecom e Fastweb hanno voltato le spalle alla cosiddetta operazione Metroweb, il Governo sembra avere un asso nella manica. L’esecutivo guidato da Matteo Renzi vorrebbe affidare a Enel un ruolo di primo piano in materia di Strategia italiana per la banda ultra larga, stando alle indiscrezioni diffuse da Claudio Tito sulle pagine online de la Repubblica. Il gruppo italiano aveva inviato lo scorso aprile una lettera ad AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) per comunicare la propria disponibilità a partecipare al piano per il dispiegamento della fibra ottica nel Belpaese. 

Il Governo vorrebbe Enel dalla sua per la banda ultra larga
Le infrastrutture di Enel per dispiegare la fibra ottica

Naufragata l’operazione Metroweb, con Telecom Italia e Fastweb che vogliono ballare da sole e sfruttare appieno il rame, il Governo presieduto da Matteo Renzi sembra intenzionato ad affidare a Enel un ruolo di primo piano in materia di Strategia italiana per la banda ultra larga.

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Enel possiede reti di tipo aereo e cabine di distribuzione in grado di ospitare cavi in fibra ottica e apparati per le telecomunicazioni. E il maggior azionista del gruppo italiano è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il 25,5% del capitale.

Le infrastrutture possedute da Enel potrebbero pertanto essere impiegate per rendere disponibile la banda ultra larga anche nelle aree cosiddette a fallimento di mercato, peraltro «senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio» e in 3 anni anziché in 5, stando alle indiscrezioni diffuse da Claudio Tito sulle pagine online de la Repubblica.

Indiscrezioni che hanno generato effetti pressoché immediati in Borsa, con il titolo di Telecom Italia in pesante calo e con alcuni analisti a dichiarare che il progetto avrebbe implicazioni negative per il gruppo di telecomunicazioni.

«La banda ultra larga è obiettivo strategico. Non tocca al Governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque», sono invece le parole che Renzi ha pubblicato sul proprio profilo Twitter a poche ore dalla diffusione delle indiscrezioni.

Di certo, c’è che Enel ha già comunicato la propria disponibilità a fornire un contributo al piano governativo in materia di banda ultra larga, con una lettera indirizzata lo scorso aprile ad AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Una missiva nella quale Enel ricorda di aver già siglato accordi quadro con Infratel Italia e con i principali operatori di telecomunicazioni nazionali per realizzare tratte di rete per servizi di accesso in fibra ottica, e di poter appunto contribuire al dispiegamento dei cavi.

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Enel ha da guadagnare da una rete di accesso a banda ultra larga, perché questa «costituisce il prerequisito per la diffusione di funzionalità innovative per gestire la rete di distribuzione (Smart Grids), quali ad esempio l’automazione evoluta della rete e la migliore integrazione delle Energie Rinnovabili, e per abilitare la fornitura di nuovi servizi di rete quali la Mobilità Energetica, le Smart cities, l’Internet of Things», spiega la società nella lettera.

Entro la fine di maggio, il Governo «dovrà determinare modalità e quantificazione degli incentivi per costruire la nuova rete», ricorda Tito. Entro la fine del mese, quindi, le carte sul tavolo di Renzi in materia di banda ultra larga dovrebbero essere svelate in via definitiva.

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