Banda larga: l’Italia non sa nemmeno come utilizzarla!

Sembra che ogni  studio effettuato sulla penetrazione della banda larga in Italia confermi la nostra arretratezza al riguardo, ma questa volta si parla anche di utilizzo. Lo studio in questione, Connectivity Scorecards e Broadband Study commissionato dal network Nokia-Siemens al professor Leonard Waverman della London Business School, infatti, vuole tracciare un benchmark di come i paesi utilizzano l’ICT (Information and Communication Tehnology) per sostenere la crescita economica e incrementare la produttività.

Viene subito evidenziato che se si aumentasse dell’ 1% la diffusione delle connessioni a banda larga, la produttività di un paese sviluppato aumenterebbe dello 0,1%. Questo dato purtroppo sembra non valere per il Belpaese, per cui il livello di diffusione delle connessioni a banda larga non è ancora correlato con l’aumento della produttività. Segno che non sappaimo ancora sfruttare al meglio le potenzialità di Internet e della rete in generale. Sembra che non ci sia ancora la cultura della crescita economica guidata dall’innovazione, i particolare la volontà da parte dei consumatori e soprattutto delle imprese di utilizzare la tecnologia in modo economicamente vantaggioso.

Nel ranking totale l’Italia è posizionata solamente al diciannovesimo posto e risulta molto interessante il “Case study: Svezia e Italia”. Da questo approfondimento emerge, infatti, che dal 1980 al 1997 la crescita dell’Italia è stata significativamente più veloce ripetto a quella Svedese. Il problema è che dal 1998 al 2007 la crescita della produttività della Svezia non solo ha superato quella Italiana del periodo precedente, ma è stata di quasi un punto percentuale più alta. Al contrario la produttività del Belpaese è drasticamente calata, passando dal 1,96% del primo periodo allo 0,39% del secondo, segno che non si è investito minimamente nelle nuove tecnologie.

ogni  studio effettuato sulla penetrazione della banda larga in Italia confermi la nostra arretratezza al riguardo, ma questa volta si parla anche di utilizzo. Lo studio in questione, Connectivity Scorecards e Broadband Study commissionato dal network Nokia-Siemens al professor Leonard Waverman della London Business School, infatti, vuole tracciare un benchmark di come i paesi utilizzano l’ICT (Information and Communication Tehnology) per sostenere la crescita economica e incrementare la produttività.

Viene subito evidenziato che se si aumentasse dell’ 1% la diffusione delle connessioni a banda larga, la produttività di un paese sviluppato aumenterebbe dello 0,1%. Questo dato purtroppo sembra non valere per il Belpaese, per cui il livello di diffusione delle connessioni a banda larga non è ancora correlato con l’aumento della produttività. Segno che non sappaimo ancora sfruttare al meglio le potenzialità di Internet e della rete in generale. Sembra che non ci sia ancora la cultura della crescita economica guidata dall’innovazione, i particolare la volontà da parte dei consumatori e soprattutto delle imprese di utilizzare la tecnologia in modo economicamente vantaggioso.

Nel ranking totale l’Italia è posizionata solamente al diciannovesimo posto e risulta molto interessante il “Case study: Svezia e Italia”. Da questo approfondimento emerge, infatti, che dal 1980 al 1997 la crescita dell’Italia è stata significativamente più veloce ripetto a quella Svedese. Il problema è che dal 1998 al 2007 la crescita della produttività della Svezia non solo ha superato quella Italiana del periodo precedente, ma è stata di quasi un punto percentuale più alta. Al contrario la produttività del Belpaese è drasticamente calata, passando dal 1,96% del primo periodo allo 0,39% del secondo, segno che non si è investito minimamente nelle nuove tecnologie.

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