Banda larga, Italia ancora in coda rispetto al resto d’Europa

Non accenna ad arrestarsi il deterioramento del posizionamento dell’Italia nel comparto della banda larga. L’Istat evidenzia infatti come la diffusione di internet e banda larga sia di 15 punti percentuali rispetto a quanto avviene in Europa, ponendo l’Italia allo stesso livello di Bulgaria, Grecia e Portogallo.

Confindustria Veneto pubblica un Rapporto sullo stato della banda larga
Confindustria Veneto pubblica un Rapporto sullo stato della banda larga

Secondo quanto afferma l’Istituto nazionale di statistica, il 54,8% della popolazione italiana a partire dai sei anni utilizza internet, e il 33,5% lo fa quotidianamente. Una percentuale notevolmente inferiore al 70% dell’Unione Europea a 27 Paesi membri, con una divergenza che permane anche per quanto attiene l’accesso a internet in banda larga (55% in Italia, contro il 73% della media europea).

Insomma, come anticipato la posizione italiana nei confronti dell’Europa è la stessa di Bulgaria, Grecia e Portogallo, ed è lontana anni luce da quanto avvien e in Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo (con quota superiore al 90%).

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A livello territoriale, ad essere più svantaggiato è il Mezzogiorno, con Campania e Calabria a costituire i fanalini di coda in tutto lo Stivale. Di contro, la provincia autonoma di Bolzano e il Veneto sono le uniche aree d’Italia a poter gareggiare ad armi pari con gli standard continentali.

Rimane inoltre un ultimo problema, di natura generazionale: se infatti la quasi totalità dei giovani tra i 15 e i 24 anni accede al web (e più della metà lo fa tutti i giorni), tra le famiglie costituite da sole persone over 65 solamente il 12,2% dispone di una connessione a banda larga.

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