Banche deboli dovranno chiudere: le dichiarazioni di Draghi

Secondo quanto affermato dal presidente della Bce, le banche più deboli d’Europa “dovrebbero uscire dal mercato”, replicando pertanto quanto già avvenuto negli Stati Uniti, dove le banche che hanno chiuso sono state dieci volte di più rispetto a quelle del vecchio Continente.

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Secondo quanto comunicato da Draghi, “nel caso in cui ci fossero debolezze metteremmo in luce e prenderemmo le appropriate contromisure. I mercati e gli investitori devono sapere esattamente lo stato delle banche europee: vogliamo la massima trasparenza” considerato che solamente in questo modo, prosegue ancora il numero 1 della Bce, “gli investitori saranno pronti a fornire ulteriori capitali al sistema bancario”.

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Sull’andamento dell’economia dell’area euro, Draghi ha poi dichiarato come la deflazione (cioè, una diminuzione dei prezzi derivante dal calo della domanda e dei consumi) non sia attualmente l’ipotesi più probabile, con rischi “limitati”. In ogni caso, il presidente Bce ricorda come “se la situazione dovesse richiederlo, qualsiasi strumento potrebbe essere utilizzato, inclusi i tassi negativi sui depositi”.

Ad ogni modo, aggiunge poi Draghi, l’utilizzo delle risorse a disposizione della Banca Centrale non potrà che dipendere dallo scenario. “Ad esempio se i mercati del denaro dovessero fermarsi reagiremmo in maniera completamente diversa che se ci fosse un rallentamento della situazione economica” – conclude Draghi.

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