Assicurazioni e ciclismo: casco obbligatorio per i trevigiani

La Federciclo di Treviso ha introdotto per i propri tesserati il casco obbligatorio anche durante gli allenamenti di ciclismo. La norma è di tipo federale, non è prevista dal Codice della Strada, per cui non sono previste sanzioni, tuttavia la sua introduzione è essenziale per la sicurezza e per ottenere il risarcimento dalle assicurazioni. Rimanere vittime di un incidente mentre si pratica sport non è ipotesi remota, ma senza le giuste precauzioni non si otterrà il risarcimento.

Incidente di sport. Senza precauzioni nessun risarcimento

Non è importante che la norma non sia contemplata dal Codice della Strada: la Federciclo di Treviso ha ritenuto opportuno introdurla per rendere gli allenamenti di ciclismo più sicuri ma anche per una questione di assicurazioni. Inizialmente il casco obbligatorio era previsto soltanto durante la gara, ma a causa del rischio incidente durante lo sport la federazione ha esteso l’obbligatorietà anche ad altre ipotesi.

La disposizione riguarderà allo stesso modo i tesserati come i cicloamatori, ma solo in Italia costituisce una novità: in Germania e Olanda il casco è obbligatorio per tutti sotto i 16 anni. Le cose stanno diversamente per i motociclisti, i quali (a differenza del ciclismo) devono fare riferimento al Codice della Strada e portare sempre il casco.

Per i motociclisti il casco è obbligatorio per ragioni di sicurezza ed anche qui, in caso di incidente (non solo per chi pratica sport a livello agonistico) c’entrano le assicurazioni. Gli amanti delle due ruote sono tenuti a stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile (Rc moto) pena l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada e la mancata erogazione del risarcimento.
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