Anagrafe unica 2016: tutte le novità

Manca un anno all’avvio della fase operativa dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, il servizio che – a partire dal 2016 – farà un po’ di ordine nelle banche dati gestite dalla pubblica amministrazione: un database integrato che attingerà da oltre 50 mila diverse fonti, e che servirà a semplificare le relazioni tra i cittadini e la PA. Ma come funziona?

Passi in avanti verso l'introduzione dell'Anagrafe unica
Passi in avanti verso l'introduzione dell'Anagrafe unica

L’Anagrafe nazionale della popolazione residente (d’ora in poi, per comodità, Anpr), è uno dei progetti principali del piano di Crescita digitale, già disciplinato da un decreto del Presidente del consiglio dei ministri datato 10 novembre 2014, e ora in corso di accelerazione verso l’ora del subentro.

L’introduzione del piano sarà comunque graduale, a partire dal “popolamento” del database dell’Anpr con i dati dei sistemi informativi Ina e Aire, nel corso del quale si provvederà al controllo delle informazioni che contribuiscono alla determinazione del codice fiscale, confrontandolo poi con quelle dell’anagrafe tributaria. In questa fase, che è prevista per la seconda parte del 2015, i Comuni che riceveranno le segnalazioni di eventuali anomalie dovranno rimuoverle e provvedere al nuovo invio dei dati, con le modalità attualmente previste.

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Successivamente, nel 2016, dovrebbe prendere il via la fase operativa, con conseguenti semplificazioni per la vita di tutti i giorni, come avviene con la fruizione delle comuni interfaccia di utilizzo dei servizi pubblici con una semplice connessione ADSL. Tuttavia, il condizionale è d’obbligo: ostacoli di natura tecnologica potrebbero infatti porre i bastoni tra le ruote dello snellimento delle procedure di ottenimento delle informazioni. Sia sufficiente considerare, in merito, che le 9.400 amministrazioni censite gestiscono 54 mila banche dati utilizzando 270 differenti applicativi informatici e schemi di salvataggio. Migliaia sono invece le estensioni e le diverse modalità di archiviazione utilizzate dalla pubblica amministrazione.

Insomma, la volontà di rispettare i tempi sembra esservi. Quello che invece rappresenta un’incognita è la possibilità di far dialogare concretamente i database in tempi congrui, attraverso i sistemi unici che raccoglieranno le informazioni in modo snello e ridurranno gli sprechi.

Come dichiarato da Palazzo Chigi al Corriere delle Comunicazioni, i tempi di realizzazione scadono entro il 2016, e già entro la fine del 2015 una platea di 26 Comuni pilota (per un totale di 6 milioni di residenti) fungerà da test, prima del dispiegamento integrale del prossimo marzo.

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