Altroconsumo: prestiti difficili da ottenere colpa pratiche scorrette

In Italia è sempre più difficile ottenere un prestito personale. Secondo una recente indagine di Altroconsumo, nel nostro Paese c’è poca trasparenza, la privacy è a rischio e ci sono troppi casi di banche che impongono di acquistare la polizza che loro vendono insieme al finanziamento. L’indagine è stata condotta in 9 città italiane e sulla base delle sue osservazioni Altroconsumo denuncerà pratiche scorrette e comportamenti illeciti a Bankitalia, Antitrust, Ivass e il Garante della privacy.

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L’indagine di Altroconsumo parla molto male sulle banche in Italia in materia di prestiti personali, o almeno su quelle visitate in 9 città italiane.

In effetti, tutti gli istituti presi in considerazione impongono al cliente l’apertura di un conto corrente presso la propria filiale come condizione per richiedere un prestito personale.

Nel 63% dei casi non è stato consegnato il modulo informativo precontrattuale, il SECCI, obbligatorio per legge perché fondamentale per confrontare i diversi preventivi. In effetti, non consegnando questo modulo, il cliente non è nelle condizioni migliori per fare una scelta consapevole.

Non consegna il contratto prima della firma il 94% delle banche visitate, e il 35% concede il finanziamento unicamente se si acquista insieme la polizza che la banca o finanziaria stessa vende: una violazione del Codice del Consumo. La polizza poi è molto costosa, con una media 771 euro, ma con richieste per il premio di oltre i 1.800 euro a Verona e oltre 1.500 a Genova.

D’altronde, come spiegato da Altroconsumo, se si chiede al cliente di fornire dati reddituali e personali lo si sta obbligando a dare informazioni non necessarie in fase precontrattuale. La conseguenza? Il cliente firma l’autorizzazione all’uso dei dati per accesso alle Centrali rischi private, e in questa maniera potrebbe non poter più procedere con altre richieste di informazioni e preventivi da confrontare.

In questa fase, spiega l’associazione, non è necessario avviare una preistruttoria, perché il cliente potrebbe scegliere altri prodotti. Così è vincolato, non rispettandosi affatto la sua libertà di confronto e scelta.

Per questo motivo, Altroconsumo segnalerà tutte queste pratiche scorrette e comportamenti illeciti a Banca d’Italia, all’Autorità garante della Concorrenza e del mercato, il garante per la privacy e Ivass.

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