Acea, Lanzillotta spinge ancora per la privatizzazione

Prosegue serrato il duello tra la senatrice di Scelta Civica  Linda Lanzillotta e il Comune di Roma per il futuro di Acea: a un mese dalla prima bocciatura, la senatrice in commissione Affari Costituzionali alla Camera ha avanzato un nuovo emendamento al Milleproroghe per chiedere la privatizzazione della multitutility, che ad oggi è partecipata per il 51% dal comune di Roma, procedendo inoltre a licenziamenti nelle municipalizzate per motivi economici.

Acea
Dopo lo stop di dicembre, nuovo tentativo della senatrice di Scelta Civica

Il Pd ha manifestato la sua netta opposizione, così come il sindaco Ignazio Marino che, rifacendosi al risultato del referendum 2011, ha ribadito che l’acqua deve restare pubblica. Rispetto alla prima formulazione della proposta, oltre alla privatizzazione di Acea l’emendamento al Milleproproghe prevede da parte del Comune anche la «separazione delle attività di gestione del ciclo dei rifiuti da quelle di mera raccolta e spazzamento».
Confronta offerte Acea
Qualche settimana fa aveva tenuto banco un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e l’Acea per la nomina di un manager esterno come direttore delle Relazioni esterne e comunicazione malgrado il reintegro del dirigente Maurizio Sandri. Intanto il debito di Roma Capitale, secondo il commissario straordinario per la gestione del debito pregresso Massimo Varazzani, è sceso di 7,5 miliardi di euro, cioè dai 22,4 miliardi del luglio 2010 a 14,9 miliardi, grazie a pagamenti, cancellazioni di debiti, risparmi da transazioni e rettifiche contabili: per questo, secondo Varazzani, le stime usate da Lanzillotta per motivare la privatizzazione di Acea non sarebbero corrette.

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