Data ACCENSIONE RISCALDAMENTO 2015

L’estate più calda da molti anni a questa parte sembra ormai un ricordo, e temperature piuttosto rigide, unite al maltempo, ci hanno ricordato che la stagione invernale 2015-2016 è ormai alle porte. Già in molti, oltre a mettersi un maglione in più, hanno guardato al termostato con aria speranzosa. Ma quali sono i giorni (e gli orari) di accensione del riscaldamento per le varie zone d’Italia?

Data ACCENSIONE RISCALDAMENTO 2015

Il regolamento italiano per l’accensione dei riscaldamenti

L’Italia è divisa in sei diverse zone climatiche, ognuna con date diverse per l’accensione del riscaldamento, così come il numero di ore in cui è possibile tenerlo acceso durante il giorno. Fuori da questi periodi è concesso accendere il gas e gli altri impianti termici solo con condizioni climatiche che ne condizionino l’esercizio, e con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria.

È comunque consentito il frazionamento dell’orario giornaliero in due o più sezioni, tenendo sempre presente che l’attivazione dell’impianto deve essere compresa tra le 5 e le 23. Di fronte a comprovate esigenze i Sindaci dei Comuni hanno la possibilità di ampliare o ridurre i periodi annuali di esercizio nonché la durata massima di accensione, dandone notizia puntuale ai cittadini. Ci vogliono sempre esigenze speciali per aumentare la temperatura massima, che per le abitazioni è di 20°C + 2°C di tolleranza (18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriale, artigianale e assimilabili).

Confronta le offerte gas »

Le zone climatiche

Queste le sei zone climatiche d’Italia:

  • Zona A: accensione dall’1/12, spegnimento dal 15/3, 6 ore al giorno.
  • Zona B: accensione dall’1/12, spegnimento dal 31/3, 8 ore al giorno. Vi rientrano le province di Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani.
  • Zona C: accensione dal 15/11, spegnimento dal 31/3, 10 ore al giorno. Vi rientrano le province di Imperia, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, Catanzaro, Cosenza, Ragusa, Cagliari, Oristano, Sassari.
  • Zona D: accensione dall’1/11, spegnimento dal 15/4, 12 ore al giorno. Vi rientrano le province di Verona, Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa C., Pisa, Pistoia, Prato, Siena, Terni, Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno, Roma, Viterbo, Chieti, Pescara, Teramo, Isernia, Avellino, Foggia, Matera, Vibo Valentia, Caltanissetta, Nuoro.
  • Zona E: accensione dal 15/10, spegnimento dal 15/4, 14 ore al giorno. Vi rientrano le province di Aosta, Alessandria, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Varese, Bolzano, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Vicenza, Gorizia, Pordenone, Udine, Trieste, Bologna, Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Campobasso, Potenza, Enna.
  • Zona F: nessuna limitazione. Vi rientrano le province di Cuneo, Trento, Belluno.

Le deroghe

Da ricordare che i comuni non compresi sono sottoposti a decisione del Sindaco, e che comunque le disposizioni non si applicano a:

a) agli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di minori o anziani, nonché alle strutture protette per l’assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri soggetti affidati a servizi sociali pubblici;

b) alle sedi delle rappresentanze diplomatiche e di organizzazioni internazionali, che non siano ubicate in stabili condominiali;

c) agli edifici adibiti a scuole materne e asili nido;

d) agli edifici adibiti a piscine, saune  assimilabili;

e) agli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili, nei casi in cui ostino esigenze tecnologiche o di produzione.