Il mercato libero in Italia: evoluzione dalla liberalizzazione per energia e gas. Il nuovo studio di Sostariffe.it

Che cosa è successo nei mercati di luce e gas dopo la liberalizzazione? A questo interrogativo ha cercato di rispondere il nuovo osservatorio di Sostariffe.it di recente pubblicazione. Lo studio ha analizzato l’andamento dei mercati dal 2006 al 2012 individuando il numero di famiglie con una tariffa del mercato libero attivata per ogni anno e poi calcolando il tasso di switching, ovvero la percentuale di cambio operatore, e confrontando tali dati con altri Paesi europei. Al centro del confronto europeo ci sono anche le percentuali di risparmio possibili con i mercati alternativi di luce e gas.

Il mercato libero di energia e gas: evoluzione dalla liberalizzazione

I risultati del nuovo studio di Sostariffe.it mostrano un’Italia che si sta affacciando timidamente ai mercati liberi di energia elettrica e gas dalla liberalizzazione avvenuta nel 2003 per il settore del gas e nel 2007 per la luce.

Le famiglie nei mercati liberi di energia e gas

Trascorsi pochi anni da questo cambiamento al 2012 le famiglie che hanno una tariffa del nuovo mercato sono circa il 22%, mentre nel 2011 quelle con una tariffa del mercato libero del gas erano quasi l’11%.

Il grafico elaborato da Sostariffe.it mostra, di seguito, l’evoluzione e la crescita dei due mercati nel periodo preso in considerazione.

L’evidenza maggiore è che i due mercati del gas e dell’energia hanno avuto sviluppi sicuramente diversi dato che nonostante sia stato liberalizzato quattro anni prima, il mercato presenta una percentuale di famiglie con una tariffa attivata che si aggira intorno all’11%.

Il confronto con i mercati europei

La particolarità di questo studio è, senza dubbio, il confronto effettuato a livello europeo. Sostariffe.it ha analizzato, infatti, il tasso di switching, ovvero le percentuali di passaggio ad altro operatore, italiano e l’ha messo a confronto con quello di altri Stati europei.

I grafici mostrano un’Italia a metà o in fondo alla classifica del cambio operatore per luce e gas. Altri Paesi europei, soprattutto quelli Nord europei, hanno un numero di passaggi maggiore rispetto al nostro, forse dovuti all’introduzione della liberalizzazione in tempi diversi oppure per una maggiore diffusione della cultura orientata al cambio di fornitore.

Gli italiani risultano, dunque,a ancora un po’ pigri nell’effettuare il passaggio dal servizio di Maggior Tutela, anche se nel nostro Paese il risparmio che si può ottenere non è di certo tra i più bassi d’Europa. L’analisi condotta a livello europeo sul risparmio che si ottiene con il mercato libero è riassumibile in due grafici elaborati da Sostariffe.it.

I risparmi per energia e gas in Italia sono del 14% e 13% in linea con la media europea, ma di sicuro questi sono risultati lontani da quelli raggiunti Svezia, Danimarca e Germania dove il risparmio sull’ex monopolista supera il 20% arrivando anche al 30%. 

Le conclusioni dello studio

Dall’analisi presentata in questo studio si può dedurre che l’Italia ha un tasso di cambio fornitore modesto sia per energia che per il settore del gas. Sono ancora molte, infatti, le famiglie che sono rimaste nel mercato tutelato dell’Aeeg senza approfittare delle promozioni sull’energia e gas.

Alberto Mazzetti, Co-Fondatore e Amministratore Delegato di SosTariffe.it ha commentato questo studio: ”Il tasso di switching del mercato del gas è aumentato grazie alla liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, infatti, prendendo come campione le migliaia di attivazioni richieste su SosTariffe.it, abbiamo rilevato che la maggior parte degli utenti effettuano un cambio di fornitore di energia e gas nello stesso momento. Un secondo dato interessante è che sul totale delle attivazioni richieste, una buona parte è stata effettuata da utenti già passati al libero mercato che cambiano nuovamente fornitore per cogliere nuove occasioni di risparmio”.

Per visionare e scaricare l’intero osservatorio è sufficiente cliccare qui.

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