Canali RAI che non si vedono oggi: come fare quando i canali RAI non si vedono


D’improvviso i canali RAI sono saltati e non riuscite più a risintonizzarli, ecco qual è il motivo di questo black out e come procedere per riavere il canali sul vostro televisore. Una guida semplice all’aggiornamento DVB T2 che sarà completato nel 2022

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Capita che le trasmissioni RAI risultino oscurate o che il programma che state guardando subisca interferenze. I motivi in genere sono da imputare a problemi nella linea di trasmissione della tv nazionale o alla ricezione del segnale del vostro apparecchio. C’è però anche un ulteriore motivo che si è andato ad aggiungere ai comuni problemi di collegamento, si tratta del passaggio al DVB T2.

Questa sigla indica una nuova tecnologia di trasmissione video digitale internazionale. Il DVB T2 permette di guardare le trasmissioni sul digitale terrestre in HD. Il Ministero dello Sviluppo ha stabilito che lo switch off in Italia dovrà essere completato entro il 20 Giugno 2022. Entro questa data tutte le reti televisive passeranno a trasmettere con lo standard DVB T2.

Questo passaggio impone però un adeguamento tecnologico degli apparecchi dei cittadini. Infatti i televisori acquistati prima del 2017 non risultano compatibili con i parametri di questa nuova tecnologia. Gli apparecchi obsoleti non riusciranno a risintonizzare in automatico i nuovi canali di RAI e Mediaset o i contenuti in HD trasmessi dalle pay tv, se si ha un televisore di vecchia generazione sarà necessario acquistare un decoder adatto alla tecnologia DVB T2.

I canali RAI non si vedono, i motivi

Per stabilire se la ragione per cui i canali RAI non sono più visibili sul vostro televisore si possono seguire più strade. Si deve innanzitutto provare a risintonizzare in modo automatico, o manuale, le reti sul proprio dispositivo. Sarà sufficiente accedere al menu Impostazioni del proprio televisore e procedere ad una nuova ricerca dei canali.

Se questa strada non porta ad una risoluzione del problema sarà bene anche accertarsi che non ci siano disservizi o problemi di trasmissione da parte dell’ente nazionale. Ci sono diversi numeri verdi che permettono di avere informazioni su problemi tecnici o amministrativi. I principali contatti del Servizio Clienti della RAI sono:

  • RispondeRai 800.93.83.62. Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9 alle 21. Lo stesso numero fornisce sia notizie su programmi e reti che su eventuali provvedimenti esattoriali

  • per chi chiama dall’estero il contatto è il +39.06.87.40.81.98

Per disservizi e altre questioni è attivo il servizio Pronto Rai, per poter utilizzare questo canale e prenotare un appuntamento telefonico con un operatore sarà necessario creare un profilo online. Una volta completata la registrazione dell’account si dovranno inserire le credenziali, poi si potrà scegliere il giorno e l’orario del contatto con l’addetto RAI. IL servizio funziona dal lunedì al venerdì nella fascia oraria dalle 9 alle 19.

Passare al DVB T2, cos’è e come funziona il nuovo digitale terrestre

Il problema per cui probabilmente non si è in grado di vedere i canali RAI in questo momento è per il passaggio dei canali alla trasmissione dei programmi in 8K. Se questo è il vostro caso non sarà però l’operatore RAI a poter risolvere il disservizio, per poter continuare a guardare i programmi sui canali della tv pubblica sarà necessario effettuare un test per capire se il televisore è compatibile con i nuovi standard. 

L’aggiornamento dei canali porterà tutte le emittenti televisive a trasmettere il segnale con il nuovo sistema di codifica. Il DVB T2 prevede un up grade dei programmi delle reti che saranno adeguati ad una visione in alta definizione. Il codice che permetterà questa novità è l’HEVC.

Il cambiamento sarà graduale per permettere ai cittadini di adeguare i propri dispositivi. La prima cosa da fare per capire se è necessario comprare accessori compatibili con il DVB T2 o se è necessario cambiare il proprio televisore è un semplice test.

Come si verifica se il televisore è compatibile

I sistemi sono due, si può cercare sul televisore uno dei canali in HD che sono già attivi. Ci sono numerosi canali che trasmettono in alta definizione, sono sintonizzati dal numero 501 in poi.

Un altro metodo per effettuare una verifica rispetto al fatto che il televisore riceva il segnale e trasmetta in HD consiste nel sintonizzarsi sui canali 100 o 200. Le smart tv o i dispositivi compatibili con il digitale terrestre di nuova generazione dovrebbero permettere di visionare i contenuti senza problemi.

Gli apparecchi che non possiedono i giusti requisiti e i televisori prodotti prima del 1° Gennaio 2017 non permetteranno di vedere nessuno dei canali test. Se il vostro dispositivo non dovesse risultare compatibile le soluzioni per continuare a guardare i canali RAI saranno due:

  • cambiare televisore

  • acquistare un decoder digitale di seconda generazione

In entrambi i casi si potrà contare su un bonus del MISE che contribuirà a coprire in parte o del tutto la spesa. L’importo del contributo è fisso, 50 euro, sia che si decida di acquistare un tv che un decoder.

Bonus Tv, a chi spetta e come chiederlo

Il MISE ha messo a disposizione di questa operazione per il passaggio degli apparecchi al digitale 2.0 un fondo da 150 milioni di euro nel triennio 2019-2022. Il contributo per l’acquisto dei decoder è riservato alle famiglie con ISEE inferiore a 20 mila euro.

Al singolo nucleo familiare spettano tra i 25 euro e i 50 euro da spendere per comprare un modello di dispositivo che renda compatibile il vecchio televisore con i nuovi standard. I decoder DVB T2 si collegano tramite presa scart, USB o HDMI, sono dei dispositivi che permettono di sintonizzare i canali in HD ma non vanno confusi con i device che connettono il televisore a internet.

Si può scaricare il modulo “Modalità per l’erogazione dei contributi in favore dei consumatori finali per l’acquisto di apparati televisivi idonei alla ricezione dei programmi con le nuove tecnologie trasmissive DVB-T2” si trova sul sito del MISE. Sulla domanda i contribuenti dovranno indicare il codice fiscale e l’indirizzo di residenza. Potrà presentare istanza per il bonus TV un solo componente della famiglia.

L’erogazione del bonus avverrà sotto forma di sconto all’acquisto, il cliente non riceverà quindi nessun accredito sul proprio conto ma un codice per la riduzione in compensazione presentando richiesta tramite F24. Per ottenere l’applicazione dello sconto si dovrà presentare il modulo del Bonus, copia del documento e del codice fiscale e consegnarli al negoziante presso il quale si compra il dispositivo. Il bonus potrà anche essere utilizzato per gli acquisti sulle piattaforme online, si dovrà seguire la procedura prevista dal negoziante.

La somma potrà essere richiesta fino alla fine del 2022 per l’acquisto di una precisa tipologia di dispositivi. Sul sito del MISE, nella sezione FAQ legata al bonus, si trova la lista dei prodotti per cui potrà essere speso il contributo TV. Si tratta di televisori, decoder satellitari, terrestri e via cavo.

Il televisore è compatibile? Il test

La procedura per verificare che i canali siano visibili anche in HD è semplice. I due canali a disposizione per il test sono il 100 e il 200, il primo è il canale RAI mentre il secondo è quello Mediaset. L’utente dovrà digitare il numero da sintonizzare sul proprio telecomando.

Una volta digitato il 100 sul televisore apparirà la scritta Test HEVC Main 10, in questo caso il dispositivo è compatibile con il nuovo digitale e non sarà necessario procedere ad altre operazioni. Se invece il canale mostra un messaggio di errore significa che si dovrà provvedere a dotarsi di un device compatibile.

C’è anche una terza via, sintonizzandosi sul 100 (o sul 200) l’utente potrebbe vedere ancora i programmi dell’emittente che trasmetteva su queste frequenze. Per procedere al test sarà necessario aggiornare la sintonizzazione dei canali e poi ritentare.

Se i canali RAI non si vedono, cosa fare?

Se la procedura di verifica non darà esito positivo digitando il canale 100 o 200 vi apparirà una schermata nera o con la scritta non disponibile. In questo caso l’utente dovrà decidere se cambiare l’apparecchio televisivo di casa o se acquistare solo un decoder DVB T2.

Il costo di questi device varia tra i 15 euro e i 70 euro, il prezzo dipende dalle funzioni e dagli accessori forniti con il dispositivo. Se si acquista un formato di decoder compatto, la versione easy, si pagherà meno rispetto dei Set box più complessi.

Ci sono anche delle soluzioni che permettono non solo di rendere compatibile il televisore con i nuovi standard del digitale, ma anche di collegarlo alla rete internet di casa. Questi prodotti sono i più costosi, ma abbonandosi ai servizi di pay tv o alle piattaforme di streaming tv spesso i device sono compresi nel costo dell’abbonamento. Per conoscere le migliori offerte pay tv si può utilizzare il comparatore di SOStariffe.it.

Uno studio del MISE ha stimato che siano circa 10 milioni gli apparecchi televisivi che dovranno essere adeguati a questa nuova tecnologia. Il DVB T2 aumenterà le prestazioni e migliorerà la qualità della visione portandola fino a 8K. Questa tecnologia permetterà di avere un segnale più pulito anche se l’antenna e il ricevitore sono molto distanti.

Le fasi del passaggio, cosa accadrà nel 2021 e nel 2022

Nel 2020 la transizione non è ancora avvenuta, se avete il dubbio che il vostro televisore non è in linea con i nuovi requisiti vi basterà non risintonizzare i canali per evitare che le trasmissioni si interrompano. Potrebbe però succedere che la visione si disturbata.

Nel 2021 inizieranno invece le disconnessioni. Da Settembre del prossimo anno le emittenti passeranno le proprie trasmissioni e la realizzazione dei contenuti nel formato MPEG 4. Con la nuova tecnologia la risoluzione dei contenuti sarà più elevata ma la quantità di dati trasmessa sarà inferiore.

Il calendario che seguiranno le Regioni per effettuare lo switch off sarà il seguente ed è stato deciso dal MISE:

  • entro il 31 Dicembre 2021 Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, province di Trento e Bolzano, Valle d’Aosta e Veneto

  • entro il 31 Marzo 2022 Campania, Lazio, Liguria, Sardegna, Toscana e Umbria

  • entro 20 Giugno 2022  Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Puglia e Sicilia

Cosa accade alle frequenze

Una delle ragioni che ha reso questo cambiamento necessario è stato il 5G. Cosa c’entra lo sviluppo della nuova rete mobile con la modifica dei canali televisivi? Se questa è la domanda che vi state ponendo, la risposta è da ricercare nell’assegnazione delle frequenze. I servizi digitali viaggiano su onde radio.

Nel 2019 sono state vendute le frequenze a 700 MHz, per liberare questi canali è stato necessario un trasferimento delle emittenti che utilizzano queste reti. Anche se i televisori dovessero essere compatibili con i nuovi standard di visione potrebbe essere necessario spostare le antenne, resettare e reinstallare la lista dei canali, effettuare una nuova ricerca.

 

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