L'Agenzia delle Entrate può controllare il canone RAI?


Il canone Rai è un’imposta che si deve pagare sul possesso di un apparecchio televisivo, a prescindere dal fatto che lo si utilizzi oppure no. Anche se si hanno diversi televisori in casa, il canone si paga una sola volta per singolo nucleo familiare. 

Fino a qualche anno fa, il pagamento del canone doveva essere effettuato tramite modello F24 e il tasso di evasione fiscale era altissimo. Da quando è stato addebitato direttamente sulla bolletta della luce, non pagarlo è diventato più complicato (non pagare il canone significherebbe non saldare un’intera fattura sull’energia elettrica). 

Chi non possiede un apparecchio TV, ma è titolare di un’utenza elettrica con tariffa residenziale, dovrà presentare la relativa dichiarazione sostitutiva di non detenzione per evitare di dover sostenere il canone. 

Come funzionano i controlli in caso di mancato pagamento del canone TV? Qual è il ruolo dell’Agenzia delle Entrate? Analizziamo la questione più nel dettaglio al fine di comprendere quali possano essere le conseguenze. 

Canone Rai non pagato e controlli Agenzia delle Entrate

Intanto, per rispondere alla domanda iniziale di questo articolo, è proprio l’Agenzia delle Entrate a occuparsi dei controlli sul pagamento del canone Rai. Il motivo è davvero molto semplice. 

Il canone Rai è un’imposta erariale, il cui soggetto titolare non è altro che lo Stato- Si tratta di un’imposta che si paga per il possesso di un bene, alla stregua di altre, quali l’IMU per la casa o il bollo per l’auto. 

L’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di poter accedere alle banche dati per poter verificare l’eventuale evasione del canone Rai in modo tale da poter procedere, in seguito, con la riscossione forzata. 

Come avvengono i controlli? 

Intanto, i controlli sul canone Rai non pagato, quindi sugli arretrati, possono essere effettuataifino alla loro prescrizione, che corrisponde a 10 anni. Quindi potranno avvenire per le imposte non pagate dal 2012 a oggi. 

È comunque bene ricordare che nel momento in cui si riceve una richiesta di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate per il canone Rai non pagato, i termini di prescrizione si interrompono e ricominciano esattamente da capo.  

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sul canone Rai avvengono nel seguente modo: si incrociano i dati presenti nelle diverse banche dati disponibili, individuando in primo luogo i soggetti che hanno dichiarato di non essere in possesso di un apparecchio televisivo. 

Potrebbe infatti accadere che, così come ci sono individui che operano in buona fede, ve ne siano anche altri che utilizzino questo escamotage in modo truffaldino, per farsi togliere l’importo del canone Rai dalla bolletta della luce e non pagarlo anche se utilizzano il televisore tutti i giorni. 

Cosa succede a questo punto? Nella pratica, tramite l’incrocio dei dati è possibile anche risalire all’eventuale intestazione di un contratto Pay TV. E perché qualcuno dovrebbe pagare per esempio Sky se non ha il televisore in casa? 

Conseguenza per mancato pagamento canone Rai

L’Agenzia delle Entrate interviene dunque con il recupero delle imposte non versate e con l’applicazione di una multa. In aggiunta, nei casi in cui sia stata inviata una falsa dichiarazione di non detenzione, si riceverebbe anche una denuncia per reato di false dichiarazioni

I controlli sugli arretrati del canone Rai non pagati possono avvenire:

  1. tramite controlli a campione;
  2. nei casi in cui siano sorti dubbi sulla veridicità di alcune dichiarazioni sostitutive ricevute. 

Ovviamente, l’unico modo per avere la certezza che chi ha inviato una dichiarazione di non detenzione in realtà abbia un televisore in casa consiste in una verifica da parte della Guardia di Finanza nell’abitazione dello stesso. Questo tipo di controllo può avvenire soltanto con l’autorizzazione del procuratore della Repubblica. 

Considerato che quanto appena esposto rappresenta un grave indizio di evasione fiscale, in una situazione simile è molto probabile che il giudice rilasci un mandato con il quale la Guardia di Finanza sarà autorizzata a fare un controllo nella casa del “sospettato”. 

Rimborso canone Rai pagamento ingiustamente: come funziona

Diverso è il caso in cui è stato pagato già il canone Rai sulla bolletta della luce pur non avendo un televisore in casa. Quali sono le soluzioni da adottare per riuscire a recuperare i propri soldi? 

Nella pratica, si può presentare telematicamente, dal sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, all’indirizzo Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV   – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

Ecco quali sono i principali motivi per i quali il rimborso canone Rai è legittimo:

  • il richiedente o un altro componente della sua famiglia anagrafica è in possesso dei requisiti di esenzione relativi ai cittadini che hanno compiuto il 75° anno di età con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro ed è stata presentata l'apposita dichiarazione sostitutiva;
  • il richiedente o un altro componente della famiglia anagrafica oppure è esente per effetto di convenzioni internazionali (diplomatici e militari stranieri) ed è stata presentata l'apposita dichiarazione sostitutiva;
  • il richiedente ha pagato il canone mediante addebito sulle fatture per energia elettrica, e lui stesso o un altro componente della famiglia anagrafica ha pagato il canone anche con modalità diverse, quindi il canone è stato pagato due volte;
  • il richiedente ha presentato la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchi televisivi da parte propria e dei componenti della sua famiglia anagrafica.

Anche in questo caso, i presupposti per poter ricevere il rimborso dovuto vengono verificati dall’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV . 

I rimborsi che vengono riconosciuti come validi sono erogati direttamente dalle imprese elettriche tramite accredito sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, in modo da assicurare l’effettiva erogazione entro 45 giorni dalla ricezione, da parte delle stesse imprese elettriche, delle informazioni utili all’effettuazione del rimborso, trasmesse dall’Agenzia delle Entrate.

Nella malaugurata ipotesi in cui il rimborso effettuato dall’impresa elettrica non dovesse andare a buon fine, allora sarà la stessa Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV a occuparsene. 

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