Veneto, il piano banda larga entra nel vivo con Telecom

Sta per partire la seconda fase del piano di sviluppo per la banda larga nel Veneto, un progetto che intende togliere una volta per tutte alla Regione il poco ambito titolo di “maglia nera” nelle connessioni ultraveloci, com’era nel 2009. L’investimento di 27,6 milioni di euro, con l’appoggio di Telecom Italia e Infratel, entro ottobre-dicembre porterà Internet veloce in 216 comuni, con una copertura del 98,3% del territorio.

Banda-larga
E con la terza fase del piano arriveranno le connessioni a 100 Mbps

Banda larga in Veneto, atto secondo

La seconda fase del piano è stata presentata dal vicegovernatore del Veneto Marino Zorzato, insieme al responsabile open access Nord Est di Telecom Italia, Paolo Malgarotto, e all’amministratore delegato di Infratel Italia, Salvatore Lombardo. Come ricorda Zorzato, «nel 2009 la metà delle centrali dislocate qui non era dotata di fibra ottica, il che significa che non si poteva utilizzare la banda larga».

La prima fase del piano si sta concludendo ora ed è stata avviata nel 2012, con l’infrastrutturazione del territorio grazie alla posa della fibra ottica: un investimento trentennale da 53 milioni di euro, per un totale di 332 interventi in 268 Comuni. La nuova fase si chiuderà entro l’anno e riguarda l’attivazione dei servizi di connettività da parte degli operatori.
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Il futuro a 100 Mbps

La terza e ultima fase verrà avviata il prossimo mese con un bando da 6 milioni di euro e finanzierà progetti territoriali per la banda ultra larga con una velocità di almeno 100 mega. Secondo Malgarotto, «risultati importanti si raggiungeranno già in questa fase. Oggi la velocità media va dai 7 ai 20 mega: una volta che avremo chiuso questo step, grazie all’avvicinamento della fibra ottica a casa o all’azienda, la velocità salirà a una media di 30 mega, con picchi potenziali fino a 50».

Il problema «ultimo miglio» finalmente superato

Si risolve così la paralisi degli ultimi anni, per la quale la fibra ottica era sì stata posata, ma la distanza dalle utenze era tale da renderla completamente inutile. Racconta Zorzato: «Un’assurdità che ci è costata qualche aspra discussione e che ora sarà risolta anche grazie al cofinanziamento del 50% da parte del governo e della Regione che, tramite i fondi UE, sono riusciti così a convincere Telecom ad investire sui territori meno remunerativi sul piano economico e di mercato».

Saranno 703 gli interventi operati in questo senso da Telecom Italia, che si è aggiudicata il bando di Infratel battendo Ngi; verranno adeguate 270 centrali e abilitate oltre 86mila utenze telefoniche, di cui metà, nella terza fase, potrebbero essere potenziate fino a 100 Mbps in download grazie ai servizi ultrabroadband.

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