UE: banda larga per tutti ma con risparmio energetico

Le direttive europee per i prossimi anni in tema di banda larga per gli stati membri dell’Unione prevedono una copertura di almeno la metà delle popolazioni di ogni paese entro un decennio, in maniera tale da ridurre il digital divide e offrire, quindi, un accesso al Web capillare per tutti.

Ma questo non è l’unico obiettivo dell’UE: contemporaneamente allo sviluppo e alla diffusione della rete Internet, infatti, l’UE vuole fare in modo che tale crescita non pesi troppo sull’ambiente e sia altamente sostenibile. Banda larga per tutti e impatto ambientale zero sembra essere il motto per il futuro del vecchio continente e la Commissione europea ha cercato di sensibilizzare le società TIC in occasione dell’ICT 2010 – Digitally Driven, tenutosi al Bruxelles Expo dal 27 al 29 settembre.

Secondo i dati resi noti dalla Commissione, il 15% dell’energia consumata globalmente nel settore è causato dalle apparecchiature a banda larga, sia a livello aziendale e nell’erogazione del servizio stesso, sia a livello dei consumatori (l’8% a livello UE) ed è causa di una buona fetta di emissioni di anidride carbonica. 10 aziende europee hanno già firmato un codice di condotta per ridurre tali consumi, optando per materiali di costruzione a basso consumo e rispettosi dell’ambiente.

Una maggiore attenzione in tal senso consentirebbe un risparmio non soltanto energetico, bensì anche nella spesa stessa che l’Unione Europea destina ogni anno al solo fabbisogno di elettricità: secondo quanto affermato da Neelie Kroes, il Commissario europeo per l’Agenda Digitale, si potrebbero risparmiare circa 4 miliardi e mezzo di euro annui se i codici di regolamentazione venissero seguiti ed adottati dalle società TIC dell’Unione.

Le strategie di riduzione dei consumi coinvolgono anche i centri di calcolo, già sottoposti ad un regolamento entrato in vigore dal 2008 e sottoscritto da oltre 30 società: anche in questo caso si punta ad ottenere un risparmio energetico facendo attenzione ad adottare “migliori soluzioni nella progettazione, nell’acquisto nel funzionamento di settori come quello software, architettura e infrastruttura IT, ad esempio per garantire una migliore gestione delle condizioni ambientali”.

Vedremo se i due obiettivi, ovvero la banda larga per tutti e il risparmio energetico, verranno raggiunti nei prossimi anni e l’Unione Europea potrà porsi come un continente all’avanguardia nel settore della tecnologia responsabile ad impatto zero.

e europee per i prossimi anni in tema di banda larga per gli stati membri dell’Unione prevedono una copertura di almeno la metà delle popolazioni di ogni paese entro un decennio, in maniera tale da ridurre il digital divide e offrire, quindi, un accesso al Web capillare per tutti.

Ma questo non è l’unico obiettivo dell’UE: contemporaneamente allo sviluppo e alla diffusione della rete Internet, infatti, l’UE vuole fare in modo che tale crescita non pesi troppo sull’ambiente e sia altamente sostenibile. Banda larga per tutti e impatto ambientale zero sembra essere il motto per il futuro del vecchio continente e la Commissione europea ha cercato di sensibilizzare le società TIC in occasione dell’ICT 2010 – Digitally Driven, tenutosi al Bruxelles Expo dal 27 al 29 settembre.

Secondo i dati resi noti dalla Commissione, il 15% dell’energia consumata globalmente nel settore è causato dalle apparecchiature a banda larga, sia a livello aziendale e nell’erogazione del servizio stesso, sia a livello dei consumatori (l’8% a livello UE) ed è causa di una buona fetta di emissioni di anidride carbonica. 10 aziende europee hanno già firmato un codice di condotta per ridurre tali consumi, optando per materiali di costruzione a basso consumo e rispettosi dell’ambiente.

Una maggiore attenzione in tal senso consentirebbe un risparmio non soltanto energetico, bensì anche nella spesa stessa che l’Unione Europea destina ogni anno al solo fabbisogno di elettricità: secondo quanto affermato da Neelie Kroes, il Commissario europeo per l’Agenda Digitale, si potrebbero risparmiare circa 4 miliardi e mezzo di euro annui se i codici di regolamentazione venissero seguiti ed adottati dalle società TIC dell’Unione.

Le strategie di riduzione dei consumi coinvolgono anche i centri di calcolo, già sottoposti ad un regolamento entrato in vigore dal 2008 e sottoscritto da oltre 30 società: anche in questo caso si punta ad ottenere un risparmio energetico facendo attenzione ad adottare “migliori soluzioni nella progettazione, nell’acquisto nel funzionamento di settori come quello software, architettura e infrastruttura IT, ad esempio per garantire una migliore gestione delle condizioni ambientali”.

Vedremo se i due obiettivi, ovvero la banda larga per tutti e il risparmio energetico, verranno raggiunti nei prossimi anni e l’Unione Europea potrà porsi come un continente all’avanguardia nel settore della tecnologia responsabile ad impatto zero.

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