Telecom Italia: NGN nel 2018 senza l’aiuto di nessuno

Franco Bernabè, Amministratore delegato di Telecom Italia, ha dichiarato che l’azienda entro il 2018 riuscirà “a fornire la banda ultralarga al 50% della popolazione, con 138 città cablate a una velocità da 100 megabit fino a un gigabit“.

Nell’intervista al Sole24Ore, l’AD ha sottolineato che “il piano prevede una prima fase nella quale cableremo 4 città già entro quest’anno, che diventeranno nove nel 2011 e tredici nel 2012″.  Dopo questa data, continua Bernabè “inizieremo la copertura di altre 51 città entro il 2015, con soluzioni di collegamento in fibra ottica fino ai cosiddetti ‘armadi, per poi portare direttamente la fibra nelle case al raggiungimento di certe soglie di penetrazione. Il piano sarà infine completato con altre 74 città entro il 2018, per un totale di 138 centri abitati”.

bernabe_telecom_NGN

L’amministratore delegato di Telecom, per quanto riguarda la possibile collaborazione con i suoi concorrenti per la NGN, non mostra alcun interesse, anzi al Sole ha affermato “Per noi la rete, la nostra rete è un fatto di vita o di morte, è l’essenza del nostro essere sul mercato e vogliamo continuare a mantenerne il presidio senza arroganza”.

Riguardo al piano dell’azienda Bernabè ha spiegato nell’intervista che “è l’unica cosa certa per il futuro delle telecomunicazioni del paese. Alla fine tutti usano la nostra rete in unbundling. E quando dico che andiamo avanti per la nostra strada non c’è arroganza, ma la consapevolezza del nostro ruolo. Non ci possiamo fermare in attesa che ci siano altre idee, altri piani”.

Secondo l’amministratore di Telecom “il problema di fare un’altra rete con altri player non si pone nemmeno e lo dico senza arroganza. Diverso è il discorso della condivisione delle infrastrutture passive: già oggi ne condividiamo moltissime e lo faremo ancora di più nel futuro”.

A differenza di Bernabè, Corrado Passera, AD di Intesa San Paolo e azionista di Telecom, è convinto che l’azienda di telecomunicazione dovrebbe far parte del consorzio per la NGN insieme a Fastweb, Vodafone e Wind, e ha dichiarato, in un intervista al Wall Street Journal che il nostro Paese dovrebbe “concentrare gli sforzi in una rete molto moderna ed efficace, perchè la concorrenza a questo livello non è il modo migliore possibile per investire il denaro”.

Corrado Passera ha anche ricordato che i 33 miliardi di euro di debito di Telecom saranno sicuramente un ostacolo alla realizzazione e al finanziamento del piano per la banda larga iniziato dall’azienda.

abè, Amministratore delegato di Telecom Italia, ha dichiarato che l’azienda entro il 2018 riuscirà “a fornire la banda ultralarga al 50% della popolazione, con 138 città cablate a una velocità da 100 megabit fino a un gigabit“.

Nell’intervista al Sole24Ore, l’AD ha sottolineato che “il piano prevede una prima fase nella quale cableremo 4 città già entro quest’anno, che diventeranno nove nel 2011 e tredici nel 2012″.  Dopo questa data, continua Bernabè “inizieremo la copertura di altre 51 città entro il 2015, con soluzioni di collegamento in fibra ottica fino ai cosiddetti ‘armadi, per poi portare direttamente la fibra nelle case al raggiungimento di certe soglie di penetrazione. Il piano sarà infine completato con altre 74 città entro il 2018, per un totale di 138 centri abitati”.

bernabe_telecom_NGN

L’amministratore delegato di Telecom, per quanto riguarda la possibile collaborazione con i suoi concorrenti per la NGN, non mostra alcun interesse, anzi al Sole ha affermato “Per noi la rete, la nostra rete è un fatto di vita o di morte, è l’essenza del nostro essere sul mercato e vogliamo continuare a mantenerne il presidio senza arroganza”.

Riguardo al piano dell’azienda Bernabè ha spiegato nell’intervista che “è l’unica cosa certa per il futuro delle telecomunicazioni del paese. Alla fine tutti usano la nostra rete in unbundling. E quando dico che andiamo avanti per la nostra strada non c’è arroganza, ma la consapevolezza del nostro ruolo. Non ci possiamo fermare in attesa che ci siano altre idee, altri piani”.

Secondo l’amministratore di Telecom “il problema di fare un’altra rete con altri player non si pone nemmeno e lo dico senza arroganza. Diverso è il discorso della condivisione delle infrastrutture passive: già oggi ne condividiamo moltissime e lo faremo ancora di più nel futuro”.

A differenza di Bernabè, Corrado Passera, AD di Intesa San Paolo e azionista di Telecom, è convinto che l’azienda di telecomunicazione dovrebbe far parte del consorzio per la NGN insieme a Fastweb, Vodafone e Wind, e ha dichiarato, in un intervista al Wall Street Journal che il nostro Paese dovrebbe “concentrare gli sforzi in una rete molto moderna ed efficace, perchè la concorrenza a questo livello non è il modo migliore possibile per investire il denaro”.

Corrado Passera ha anche ricordato che i 33 miliardi di euro di debito di Telecom saranno sicuramente un ostacolo alla realizzazione e al finanziamento del piano per la banda larga iniziato dall’azienda.

Commenti Facebook: