Tasse in calo di 19 miliardi: ecco a chi vanno i vantaggi

Dopo due anni di misure fiscali, le tasse sono effettivamente scese. L’alleggerimento fiscale di questo periodo corrisponde a 19,4 miliardi di Euro, a beneficio soprattutto di imprenditori e dipendenti, ma anche di consumatori, banche, proprietari di case, professionisti e pensionati. Ecco a chi vanno i vantaggi delle tasse in calo di 19 miliardi.

Le tasse sono effettivamente calate per imprese e dipendenti, ma anche per consumatori e autonomi

Tasse in calo di 19 miliardi: malgrado gli scetticismi, secondo una ricerca della società Twig, start up nel campo dei centri di ricerca economica, il Governo Renzi ha effettivamente ridotto le tasse, seppur non tutti abbiano beneficiato degli interventi nella stessa misura.
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A due anni dalla nascita dell’attuale governo (il 22 febbraio del 2014), le tasse sono scese di 19,4 miliardi, come conseguenza delle misure attuate con la Legge Stabilità 2015 e 2016 e diversi decreti economici varati da Renzi e il suo ministro dell’Economia Padoan.

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Chi beneficia di più del calo delle tasse?

1. Imprese

Al primo posto tra i più beneficiati dall’alleggerimento fiscale, come si evince dall’infografica qui sopra, ci sono le imprese, che in due hanno hanno subito un taglio di 13,1 miliardi sulle tasse. La maggior parte del calo, 10,1 miliardi, è stato grazie alla Legge Stabilità 2015, che ha azzerato l’Irap sul costo del lavoro (-5,6 miliardi) e i contributi sociali per le assunzioni stabili (-4,9 miliardi).

Di recente invece sono entrate in vigore la proroga della decontribuzione per i nuovi assunti (800 milioni) e l’abolizione dell’IMU su terreni agricoli e macchinari imbullonati, grazie alla Legge Stabilità 2016.

2. Lavoratori Dipendenti

Dopo le imprese quelli più beneficiati in questo bienni sono stati i lavoratori dipendenti. Quelli che percepiscono meno di 1.500 euro netti di stipendio mensile continuano a ricevere il bonus 80 euro per un totale di circa 9,5 miliardi euro nel 2016, a cui bisogna aggiungere i 400 milioni della defiscalizzazione dei premi di produttività in vigore dal 1° gennaio 2016.

3. Consumatori

L’eliminazione delle clausole di salvaguardia che avrebbero fatto scattare l’aumento dell’IVA nel 2016 ha beneficiato soprattutto i consumatori, che hanno evitato il prelievo di 13,5 miliardi. Poi c’è l’eliminazione, in questo biennio, degli impegni contratti da Letta, che ha portato a un calo delle tasse (IVA e accise) di 7 miliardi per i consumatori.

4. Proprietari di immobili

Nel 2016 i proprietari di prima casa eviteranno il versamento di 3,7 miliardi di Euro, con l’eliminazione della TASI sulla prima abitazione (tranne per i proprietari di castelli e ville di lusso).

5. Banche

Sul fronte delle banche c’è stato un sollievo pari a 600 milioni, con il decreto 83 del 2015 che consente agli istituti di credito di dedurre integralmente nell’esercizio in corso le svalutazioni e le perdite sui crediti, e non più in 5 anni.

6. Lavoratori autonomi e pensionati

Le tasse in calo di 19 miliardi trovano fra i beneficiari anche i lavoratori autonomi, con 500 milioni di Euro risparmiati grazie all’alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole partite IVA dei professionisti. Sul fronte dei pensionati over 75, quelli che percepiscono di meno ci hanno guadagnato con le misure di Renzi, perché è stato elevata la “no tax area“, cioè la soglia al di sotto della quale non si pagano tasse, da 7.500 a 8.000 euro.

Chi paga più tasse por “colpa” delle misure del Governo?

Tagli per alcuni, aumenti per altri. Quelli che perdono di più per via delle misure introdotte dal Governo Renzi sono il gioco d’azzardo (+3,2 miliardi) e la rendita finanziaria (3,6 miliardi quando è stata innalzata l’aliquota dal 20 al 26%).

Poi ci sono i 5,1 miliardi che arrivano dal rientro dei capitali dall’estero (voluntary disclosure) e dai provvedimenti sull’IVA per la grande distribuzione e per i fornitori dello Stato (reverse charge e split payment).

Infine, lo studio di Twig afferma che a copertura dei 19,4 miliardi di calo delle tasse sono stati i tagli alle spese per 1,5 miliardi al netto di nuovi interventi e per 17,9 miliardi da deficit.
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