TASI 2015: importo, scadenza e bollettini

Il 16 giugno 2015 ben 15 milioni di contribuenti in 5.279 Comuni sono chiamati a pagare le tasse sulla casa: l’acconto di IMU e TASI 2015. Anche quest’anno, non tutti i Comuni hanno già deliberato le aliquote, e i contribuenti faranno meglio a non aspettare i bollettini per versare l’imposta. Ecco tutte le informazioni su IMU e TASI 2015: importo, scadenza e bollettini.

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La prima scadenza IMU e TASI 2015 è il 16 giugno: ma quanto si paga e come?

Chi paga la TASI 2015?

La TASI va pagata da tutti i proprietari di immobili. Una parte della tassa è dovuta anche dagli inquilini con una quota compresa tra il 10 e il 30% del tributo, secondo il Comune.

Il pagamento della TASI comprende l’abitazione principale e le aree edificabili, tranne i terreni agricoli.

La TASI sostituisce l’IMU solo sulla prima casa: i possessori di seconde case, immobili di lusso e negozi dovranno pagare sia IMU e TASI (vedi Calcolo IMU 2014)

Aliquote TASI 2015: quali sono?

Ancora una volta, a un mese dalla scadenza, non si conoscono gli importi da pagare per IMU e TASI 2015 entro il 16 giugno, perché non tutti i Comuni hanno deliberato le aliquote per quest’anno.

Il termine per l’approvazione dei bilanci preventivi delle amministrazioni comunali, secondo quanto deciso dalla Conferenza Stato-Città, è stato rimandato al 30 luglio 2015; per questo motivo, malgrado i Comuni avrebbero dovuto stabilire l’aliquota TASI 2015 entro il 23 maggio, ancora non ne hanno fissato alcuna perché possono presentare i bilanci a luglio.

Se il Comune ha già deliberato aliquote e detrazioni IMU e TASI 2015, il contribuente dovrà fare riferimento alle delibere 2015 in sede di pagamento dell’acconto.

Quanto si paga per IMU e TASI 2015?

 

Di seguito riportiamo i calcoli del Corriere della Sera sull’acconto TASI e IMU nelle principali città, basati sulle aliquote e detrazioni del Calcolo TASI 2014 (cliccate per ingrandire):

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Scadenza TASI IMU 2015

Abbiano deliberato o no le aliquote, la prima scadenza è fissata per il 16 giugno 2015. L’Istituto per la finanza e l’economia locale (IFEL), fondazione costituita dall’ANCI, l’Associazione dei comuni italiani, ha ricordato che nei Comuni che non abbiano ancora deliberato l’aliquota TASI 2015 la legge prevede che «il contribuente è in regola se versa l’acconto IMU e TASI entro il 16 giugno 2015, sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per il 2014 (e risultanti sul sito del ministero dell’Economia, dipartimento delle Finanze)».

Eventualmente, ci saranno dei conguagli durante il pagamento del saldo IMU e TASI 2015, qualora fossero decise modifiche delle aliquote e delle detrazioni, le quali dovranno essere pubblicate sul sito MEF dai Comuni, entro il 28 ottobre 2015.

La seconda scadenza IMU e TASI 2015 è fissata per il 16 dicembre.

Come pagare TASI 2015: non aspettate i bollettini

Non c’è obbligo di invio dei bollettini per il pagamento della TASI 2015 da parte dei Comuni. Lo spiega l’IFEL, ricordando che «una lettura superficiale della legge di Stabilità 2014» ha portato a credere che le amministrazioni dovevano inviare i bollettini, ma «in realtà, non solo tale obbligo non emerge dalla normativa vigente, ma esso è nella pratica inattuabile». Questo perché, continua l’Istituto, non esiste «l’esatta conoscenza dei soggetti passivi» e perché «l’invio di modelli precompilati è incompatibile con la data di pagamento dell’acconto e confligge con la scadenza della dichiarazione TASI, fissata dalla legge al 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento».

Dunque, cosa intendeva la Legge Stabilità 2014 con l’espressione «i Comuni assicurano la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all’invio degli stessi modelli»? Secondo l’IFEL la legge rinviava a uno o più decreti direttoriali «ad oggi ancora non emanati» il compito di stabilire le modalità di pagamento della TASI, anche attraverso modelli «preventivamente precompilati» e inviati da parte dei Comuni.

Questi decreti non esistono, e quindi non c’è obbligo di inviare alcun bollettino «I Comuni – sottolinea l’IFEL – devono comunque assicurare servizi di assistenza al contribuente comprensivi della compilazione dei bollettini di pagamento, su richiesta del contribuente stesso».

Nei comuni più grandi vengono messi a disposizione dei contribuenti diversi servizi online, telefonici e con sportelli sul territorio, almeno Milano, Roma, Torino, Firenze e Napoli. Questi servizi hanno come obiettivo aiutare i contribuenti nel pagamento e il calcolo della prima rata TASI 2015, cercando di evitare che si ripeta una situazione caotica come quella verificatasi nel 2014.

Aumenti TASI – IMU: a chi toccano?

Secondo la CGIA di Mestre, nel 2015 IMU e TASI aumenteranno: se dal 2016 non verrà applicata la local tax sulla prima casa, la TASI rischia di salire al 6 per mille. Le stime arrivano da un’indagine della CGIA su un campione ristretto, perché sono poche, finora, le amministrazioni comunali capoluogo di provincia che hanno deliberato le aliquote e detrazioni dell’IMU e della TASI per il 2015.

Oltre la metà delle amministrazioni comunali che hanno già deliberato le aliquote IMU e TASI per il 2015 (tra cui Arezzo, Bologna, Livorno, Modena, Potenza, Rimini e Treviso), ha deciso un aumento IMU e TASI.

Nessun aumento nei comuni di Aosta, Carbonia, Pesaro e Rovigo, che riconfermano le stesse aliquote TASI 2014. Hanno deciso invece di diminuire il carico fiscale sui propri concittadini i sindaci di Enna e di Mantova.

A fronte di 1,5 miliardi di euro di mancati trasferimenti previsti per quest’anno – ha dichiarato Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – per assicurare i medesimi livelli dei servizi ai propri concittadini, la maggioranza dei sindaci sottoposti a questa analisi ha deciso di ritoccare all’insù le aliquote o di ridurre le detrazioni dell’IMU e/o della TASI“.

In effetti, secondo un’altra analisi della CGIA, come conseguenza della spending rewiew molti Comuni italiani subiranno un taglio importante, il cui si tradurrà quasi sicuramente in tasse comunali 2015 più salate per i contribuenti.

A quando la Local Tax?

Rimane ancora valida la proposta di una Local Tax, ovvero una tassa unica che andrebbe a sostituire una serie di tasse comunali a partire dal 2016, e che porterebbe 26 miliardi di euro nelle casse dei Comuni italiani, secondo la CGIA.

La nuova Local Tax doveva entrare in vigore nella seconda metà del 2015, e promette semplificare la vita ai contribuenti con un pagamento unico, ma è rinviata all’anno prossimo. «L’impostazione sulla quale sto insistendo col ministero dell’Economia e con Palazzo Chigi è di arrivare entro luglio a una bozza di lavoro» ha dichiarato qualche giorno fa il sottosegretario Pier Paolo Baretta, ammettendo che «Il problema è come la realizziamo».
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