Studio SosTariffe: Tariffe dati mobili troppo care

SosTariffe ha appena concluso uno studio sulle tariffe dati da utilizzare in mobilità su 17 Paesi dell’Unione Europea, Italia inclusa. E’ possibile trovare una panoramica completa oggi sul settimanale l’Espresso che ha visionato in anteprima le conclusioni dell’indagine.

Il risultato che emerge è per certi versi preoccupante. Non si tratta della spesa assoluta, allineata a una media Europea ma quanto alle tipologie di offerte con poco traffico incluso (e di scarsa qualità) e soprattutto alla consapevolezza d’uso di internet mobile nel nostro Paese.

Le tariffe italiane dei servizi internet mobile, destinate all’utenza privata, sono fra le più care d’Europa se andiamo a valutare il costo per singolo GB o ora di navigazione. Senza contare che l’Italia è l’unico paese ad avere lo scatto anticipato di 15 minuti nelle tariffe a tempo – tranne 3 Italia che però ha solo il 30% di share del mercato sulle chiavette e 9% sul cellulare

Se si considerano i prezzi, in termine assoluto, di ogni paese, (almeno 1Gb o 100 ore al mese) e “i profili di navigazione intensiva” (almeno 4 GB di traffico o 300 Ore al mese) l’Italia rientra nella media europea . Nello specifico in Europa si spende per il primo circa 25,59 euro (in Italia 19 euro) e per il secondo 31,16 euro (in Italia 30 euro).

paniere-medio-sos

Costi per il profilo di consumo quotidiano medio

paniere-consumo-intensivo

Costi per il profilo di consumo intensivo

Esaminando in dettaglio tutti i piani, si scopre che il prezzo italiano delle singole ore o GB è molto più alto rispetto all’estero

costo-medio-unitario-paniere1

Costo Medio unitario per il profilo di consumo medio

L’italia è all’ultimo posto tra i Paesi in Europa per il costo delle offerte a traffico incluso per il paniere di consumo intensivo mentre è al quintultimo per il paniere d’uso superando anche di 14 volte il costo unitario di Austra e Finlandia, i Paesi più convenienti.

costo-unitario-basket-uso-intensivo

Costo Medio unitario per il profilo di consumo medio

Accettando l’ipotesi che l’unico driver decisionale sia la convenienza dell’offerta, questo scenario resta tale escludendo altri fattori presi in considerazione dagli utenti nella scelta dell’operatore: affidabilità, fedeltà al brand, servizi specifici e altri aspetti qualitativi non misurabili con oggettività.

Circa la preferenza degli utenti per un profillo tariffario a tempo, si potrebbe sostenere l’ipotesi secondo cui la mancanza di una consapevolezza diffusa, per quanto riguarda la corretta percezione del rapporto costi / prestazioni, nel nostro Paese (accomunabile da questo punto di vista anche a Spagna e Grecia) abbia portato alla necessità di creare un’ampia gamma di offerte di navigazione a tempo (in ore), in un mercato certamente favorito da un’asimmetria informativa ancora elevata, che ha contribuito a generare una sorta di circolo vizioso a discapito delle offerta a traffico incluso (in gigabytes).

Ancora non è chiaramente comprensibile agli utenti quanta “navigazione“ permettano i quantitativi di traffico a GB incluso: i consumatori meno esperti si sentono, quindi, più propensi a scegliere offerte a ore dove possono chiaramente stimare il proprio fabbisognio.

Inoltre, la caratteristica italiana della tariffazione anticipata di 15 minuti su molte offerte che comprendono un quantitativo di ore incluso penalizza i navigatori italiani.

Il mercato italiano risulta ancora contestualizzato in un meccanismo di sistema ancora poco oleato e complesso, dove le tariffe scontano la grave lacuna della scarsa consapevolezza del mondo internet da parte degli utenti.

Non a caso, le tariffe medie “effettive”, una volta pesate con un metro di consumo sui costi unitari di traffico, si collocano, in maniera evidente, a un livello di prezzo ancora troppo alto portando, così,  l’italia ultimi agli ultimi posti tra i Paesi come convenienza effettiva. H3G è l’operatore italiano più conveniente valutato secondo il rapporto tra costo e traffico offerto.

L’auspicio è che, in un futuro non troppo remoto, aumenti da parte degli utenti la consapevolezza, e soprattutto l’attenzione degli strumenti utilizzati, e che le offerte dagli operatori di mercato possano prendere una direzione che porti a migliorare i rapporti con gli utenti, in termini di trasparenza e una migliore offerta, a prezzi più competitivi.

Grazie ad Alessandro Longo, Dario Salvelli, Stefano Quintarelli, Edoardo Giovanni Raimondi e Alberto Mazzetti

ha appena concluso uno studio sulle tariffe dati da utilizzare in mobilità su 17 Paesi dell’Unione Europea, Italia inclusa. E’ possibile trovare una panoramica completa oggi sul settimanale l’Espresso che ha visionato in anteprima le conclusioni dell’indagine.

Il risultato che emerge è per certi versi preoccupante. Non si tratta della spesa assoluta, allineata a una media Europea ma quanto alle tipologie di offerte con poco traffico incluso (e di scarsa qualità) e soprattutto alla consapevolezza d’uso di internet mobile nel nostro Paese.

Le tariffe italiane dei servizi internet mobile, destinate all’utenza privata, sono fra le più care d’Europa se andiamo a valutare il costo per singolo GB o ora di navigazione. Senza contare che l’Italia è l’unico paese ad avere lo scatto anticipato di 15 minuti nelle tariffe a tempo – tranne 3 Italia che però ha solo il 30% di share del mercato sulle chiavette e 9% sul cellulare

Se si considerano i prezzi, in termine assoluto, di ogni paese, (almeno 1Gb o 100 ore al mese) e “i profili di navigazione intensiva” (almeno 4 GB di traffico o 300 Ore al mese) l’Italia rientra nella media europea . Nello specifico in Europa si spende per il primo circa 25,59 euro (in Italia 19 euro) e per il secondo 31,16 euro (in Italia 30 euro).

paniere-medio-sos

Costi per il profilo di consumo quotidiano medio

paniere-consumo-intensivo

Costi per il profilo di consumo intensivo

Esaminando in dettaglio tutti i piani, si scopre che il prezzo italiano delle singole ore o GB è molto più alto rispetto all’estero

costo-medio-unitario-paniere1

Costo Medio unitario per il profilo di consumo medio

L’italia è all’ultimo posto tra i Paesi in Europa per il costo delle offerte a traffico incluso per il paniere di consumo intensivo mentre è al quintultimo per il paniere d’uso superando anche di 14 volte il costo unitario di Austra e Finlandia, i Paesi più convenienti.

costo-unitario-basket-uso-intensivo

Costo Medio unitario per il profilo di consumo medio

Accettando l’ipotesi che l’unico driver decisionale sia la convenienza dell’offerta, questo scenario resta tale escludendo altri fattori presi in considerazione dagli utenti nella scelta dell’operatore: affidabilità, fedeltà al brand, servizi specifici e altri aspetti qualitativi non misurabili con oggettività.

Circa la preferenza degli utenti per un profillo tariffario a tempo, si potrebbe sostenere l’ipotesi secondo cui la mancanza di una consapevolezza diffusa, per quanto riguarda la corretta percezione del rapporto costi / prestazioni, nel nostro Paese (accomunabile da questo punto di vista anche a Spagna e Grecia) abbia portato alla necessità di creare un’ampia gamma di offerte di navigazione a tempo (in ore), in un mercato certamente favorito da un’asimmetria informativa ancora elevata, che ha contribuito a generare una sorta di circolo vizioso a discapito delle offerta a traffico incluso (in gigabytes).

Ancora non è chiaramente comprensibile agli utenti quanta “navigazione“ permettano i quantitativi di traffico a GB incluso: i consumatori meno esperti si sentono, quindi, più propensi a scegliere offerte a ore dove possono chiaramente stimare il proprio fabbisognio.

Inoltre, la caratteristica italiana della tariffazione anticipata di 15 minuti su molte offerte che comprendono un quantitativo di ore incluso penalizza i navigatori italiani.

Il mercato italiano risulta ancora contestualizzato in un meccanismo di sistema ancora poco oleato e complesso, dove le tariffe scontano la grave lacuna della scarsa consapevolezza del mondo internet da parte degli utenti.

Non a caso, le tariffe medie “effettive”, una volta pesate con un metro di consumo sui costi unitari di traffico, si collocano, in maniera evidente, a un livello di prezzo ancora troppo alto portando, così,  l’italia ultimi agli ultimi posti tra i Paesi come convenienza effettiva. H3G è l’operatore italiano più conveniente valutato secondo il rapporto tra costo e traffico offerto.

L’auspicio è che, in un futuro non troppo remoto, aumenti da parte degli utenti la consapevolezza, e soprattutto l’attenzione degli strumenti utilizzati, e che le offerte dagli operatori di mercato possano prendere una direzione che porti a migliorare i rapporti con gli utenti, in termini di trasparenza e una migliore offerta, a prezzi più competitivi.

Grazie ad Alessandro Longo, Dario Salvelli, Stefano Quintarelli, Edoardo Giovanni Raimondi e Alberto Mazzetti

Commenti Facebook: