SOPA contro la pirateria online: mega sciopero su Internet in vista?

Nonostante le rassicurazioni da parte del presidente degli Stati Uniti Barak Obama, il SOPA (Stop Online Piracy Act), controverso disegno di legge in discussione in queste settimane nel Congresso Americano, sta mettendo in allarme gli utenti d’oltreoceano e del resto del mondo, nonché  le più grandi aziende e communities operanti in rete, che si preparano ad un vero e proprio sciopero “digitale”: le date possibili di questo stop potrebbero essere oggi o il 23 gennaio.

Una decisione che punta non solo ad una mera protesta, ma anche ad evidenziare il peso politico e sociale dei gruppi che attualmente rappresentano la maggior parte del traffico utenti. Wikipedia, Google, Facebook, Amazon, Yahoo!, Mozilla, Reddit sono tra i nomi più importanti di questa serrata, che danno sicuramente un’idea delle dimensioni che potrebbe raggiungere la protesta.

Molti di voi ora si staranno sicuramente chiedendo: cosa spinge aziende e community Web di questo livello ad organizzarsi per bloccare letteralmente la rete? Vediamo, quindi, che cosa prevede lo Stop Onlune Piracy Act, per avere una risposta chiara al problema: tutto parte da un disegno di legge presentato dal deputato Lamar S. Smith il 26 ottobre scorso e da una trentina di sostenitori.

A causa della poca vigilanza sui contenuti pubblicati e scambiati dagli utenti, dove viene spessissimo violato il diritto d’autore, la legge consentirebbe ai titolari di copyright di agire direttamente a livello legale contro siti Internet che non si attivano per fermare questo tipo di pratiche, vietando ad esempio alle aziende commerciali che hanno legami con i siti “incriminati” (come servizi di pagamenti online o advisor pubblicitari) di mantenere rapporti commerciali o proibendo ai motori di ricerca di eliminare i risultati con contenuti che violano il diritto d’autore. Le pene sono severissime e il alcuni casi prevedono addirittura il carcere fino a 5 anni di reclusione.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio: se un utente pubblicasse su un sito un link Megavideo di un contenuto protetto dal diritto d’autore, il proprietario del sito sarebbe considerato colpevole di non aver monitorato l’attività del visitatore. Non solo: l’utente stesso che ha linkato il contenuto potrebbe essere accusato di reato.

E’ previsto, tra le altre cose, un blocco del sito di 5 giorni qualora si scoprisse che un utente abbia violato il diritto d’autore su un proprio post e in questo periodo di tempo il sito potrà presentare appello. I tempi, quindi, potrebbero prolungarsi e, anche nel caso in cui si dimostrasse essere non colpevole, verrebbe penalizzato non poco a livello commerciale e di immagine (immaginatevi 5 giorni di invisibilità sul Web, sui motori di ricerca e il blocco completo di un sito come Facebook a causa della pubblicazione di link o contenuti protetti da copyright da parte dei suoi iscritti).

E’ abbastanza chiaro che queste forme di controllo preventivo sarebbero difficilissime, se non impossibili, in siti che si basano solamente sui contenuti pubblicati dagli utenti, come i social network e gli sharing sites.

Vedremo, quindi, che cosa accadrà nei prossimi giorni e se realmente lo sciopero più imponente del Web verrà messo in atto oggi o la prossima settimana. Il SOPA verrà ritirato o modificato ulteriormente per evitare ondate di proteste, anche da parte degli utenti? Attendiamo di saperne di più nei prossimi giorni.

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