Si dimette Arturo Di Corinto, direttore del portale nazionale turismo Italia.it

Mediante una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a parlamentari e colleghi, si è dimesso Arturo Di Corinto, direttore editoriale del Portale Nazionale del Turismo, Italia.it, dopo non aver ricevuto lo stipendio sin dagli ultimi 8 mesi. 

Si dimette Arturo Di Corinto, direttore del portale nazionale turismo Italia.it

Come avevo preannunciato nel luglio scorso […] mi dimetto da direttore di Italia.it perché ritengo ingiusto e poco dignitoso continuare a lavorare senza essere pagato. Le difficoltà finanziarie di Promuovitalia Spa e le incertezze burocratiche del Mibact hanno infatti impedito i pagamenti verso la società Unicity Spa che mi ha impiegato come direttore editoriale del portale, e che non paga le mie spettanze da otto mesi.

Così comincia la lettera di dimissione di Arturo Di Corinto, ora ex- direttore editoriale del Portale Nazionale del Turismo, Italia.it.

“Questa decisione, a lungo meditata e molto sofferta“, spiega Di Corinto, ricercatore e docente in psicologia cognitiva e della comunicazione,  “coincide oggi con una fase di esaurimento del progetto stesso del portale che nessuno ha finora spiegato come debba concretamente continuare passando all’Enit, commissariata e in crisi di liquidità”.

In effetti, il passaggio del portale all’Enit è avvenuto senza conferimento di budget, ovvero senza soldi. Nella legge 106/2014 di fine luglio, non si cita alcuna copertura finanziaria per garantire la continuità, l’evoluzione e il potenziamento del portale Italia.it.

Di Corinto ritiene che “sia stato un errore affidare il portale all’Enit prima della sua riorganizzazione e mentre Promuovitalia – la stazione appaltante dei servizi tecnici e redazionali di Italia.it – è stata messa in liquidazione, incapace di pagare i sette mesi del lavoro precedentemente svolto dalla redazione del sito”.

Nella lettera di rescissione unilaterale del contratto di gestione editoriale intestato a Unicity Spa, Promuovitalia sostieneva di non poter pagare il lavoro svolto dalla redazione per problemi di cassa, ma imponeva agli impiegati di continuare ad aggiornare il sito fino al 25 settembre.

Dalla gestione di Promuovitalia, ricorda Di Corinto, “emergono fatti delinquenziali in fase di accertamento da parte della magistratura“.

L’ex direttore riflette nella sua lettera di dimissione che “quando le cose si fanno gratuitamente, si innesca sempre un meccanismo opaco di riconoscenza, ricatto e debito, morale ed economico, che non si risolve con la sola cooptazione di chi ha lavorato senza emolumento.”

Oggi al portale Italia.it lavorano solo tre persone delle venti previste dal progetto iniziale“, continua Di Corinto che negli ultimi 7 anni ha ricoperto diversi ruoli presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri come esperto di comunicazione pubblica e di gestione dei siti web della Pubblica Amministrazione. “Giornalisti, social Media manager, traduttori, storici dell’arte, fotografi e videomaker: professionalità giovani e dinamiche che abbiamo impiegato molto tempo a formare su una piattaforma di lavoro complessa e non sempre efficiente, oggi hanno abbandonato il progetto perché non pagati da mesi.

Me ne vado sapendo di non dovermi rimproverare nulla“, conclude Di Corinto, mettendosi inoltre a disposizione per “discutere di tutto questo, anche e soprattutto in “abiti civili”, e pronto a fornire tutta la documentazione a corredo delle mie doglianze”.

Così, a quasi 6 mesi da Expo2015, Italia.it perde il suo direttore e il nostro Paese rimane senza un  portale nazionale del turismo operativo per ricevere gli oltre 14 milioni di turisti stranieri che dovrebbero recarsi nello Stivale in occasione dell’esposizione.

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