Scaglia si difende con un blog

Silvio Scaglia, ancora in carcere per l’inchiesta sulla frode e il riciclaggio che ha coinvolto Fastweb, apre il proprio blog gestito dal suo staff.

Il blog, spiegano gli addetti ai lavori di Scaglia, “è dedicato innanzitutto a Scaglia a agli stakeholder di Babelgum e delle altre società che gli fanno capo in tutto il mondo”.

scaglia-truffa-fastweb

L’intervista al rettore della Luiss, Pier Luigi Celli inaugura il blog di Silvio. Celli definisce quella di Scaglia una “situazione inaccettabile”. “Al di la’ del merito dell’inchiesta, su cui ho una mia opinione persoanle, credo che una carcerazione cosi’ lunga sia del tutto incomprensibile”, afferma.

“Il caso Scaglia e’ uno scandalo e va sottolineato perche’ non si ripetano piu’ queste cose. Ci sono limiti che vanno salvaguardati per il bene di tutti”. Il giudizio di Pierluigi Celli sulla vicenda del fondatore di Fastweb in carcere da 67 giorni a Roma non è quindi tenero nei confronti della magistratura.

Inoltre bisogna sottolineare quanta gente sia vicino a Silvio Scaglia, con tutti i commenti sul blog che adorano, adulano e prostrano Scaglia. Forse un po troppo per il tipo di informazione troppo libera in Italia.

Riportiamo questo commento di Dallapartedeltorto

COMMENTO
La prima cosa che ci viene in mente è che ci può mai interessare di Celli e della carriera di suo figlio.Il boiardo privilegiato pensa di essere un novello Rudyard Kipling o un Nazir Hickmet condannato a morte,invece del grigio burocrate che è sempre stato. Speriamo che al figlio non venga in mente di scrivere in risposta una Lettera al Padre,modello Kafka.
Ma noi conosciamo i nostri polli,e molto più probabilmente non ci sono intenti letterari o pedagogici ,ma molto più semplicemente non è altro che una ruffiana lettera di eventuale e futuro accreditamento.Coi tempi che corrono e la Luiss vicina allo sfratto,non si sa mai.Render pubblico questo piagnisteo non ha altre ragioni,a meno che anche a questo inclito bonhomme non sia venuta la fregola del predicatore,viste le frequentazioni.

Vediamo allora chi è questo ultimo arrivato sulla barca ormai stracolma degli ipocriti moralisti da cortile.

Pier Luigi Celli ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di Direttore Risorse Umane dell’ENI dal 1985 al 1993 , Direttore generale RAI dal 1998 al 2001, presidente di Ipse dal 2001 al 2002, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit e direttore Personale e Organizzazione in Enel. Attualmente è direttore generale dell’università Luiss Guido Carli di Roma. È inoltre membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri. E’ stato fra i manager partecipi dello start-up di Omnitel e Wind, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit dal 2002 al 2005 e direttore Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998. E forse abbian scordato qualcosa.
E’ altresì bene ricordare che il nostro è stato direttore della Rai ulivista,sotto la presidenza Zaccaria e scelto perchè gradito a D’Alema.Tutti sanno come si fa carriera alla Rai.
Un dirigente importante in una intervista ha affermato della sua direzione : “Chi è stato il miglior direttore generale della Rai?Biagio Agnes. L’unico che ha investito sui contenuti e sulle teste. O la Rai è un’azienda di persone o non è.
E il peggiore?Pier Luigi Celli. Il più incredibile dei supermanager per caso. S’è concentrato sulle tecnologie anziché sul prodotto. Peccato che l’abbia capito solo dopo essersene andato.
Il problema è che oggi i creativi sono pochi, si contano su una mano. I ‘grandi manager per caso’, alla Pier Luigi Celli, li hanno sistematicamente emarginati. Lui stesso lo ha ammesso in un’intervista. È pazzesco, hanno cancellato il core business dell’azienda. La politica ha grandi responsabilità”.Cioè a dire : pure Celli,”menager per caso”,è stato dentro fino al collo a questi maneggi e danni.Alla faccia della tanto invocata meritocrazia e professionalità di cui questo incredibile tartufo piange ora la mancanza.
Ora,vi pare che uno con queste credenziali,ingrassatosi per anni in tutti i meandri del potere (di cui solo ora va scoprendo i lati oscuri), possa venir qui a romperci i coglioni con questa esilarante e patetica lettera?
Chissà se anche il figlio del mio portinaio,operaio settore alimentare, ha ricevuto una tal missiva?E se sì,in che paese dovrebbe esiliarsi? Per Celli,laureato a Trento in sociologia,è facile :Cuba o Corea del Nord,dove probabilmente troverebbe tutto quello che qui da noi manca.Per il figlio non sappiamo.
Qualche peones,quelli che Celli non conosce; ha pure detto : “Mi suona un po’ di presa per il culo: la LUISS é probabilmente l’universitá italiana che sforna piú “figli di”, “amici di”, “parenti di” in assoluto.” Vero,e chissà quali difficoltà avra il buon figliolo del boiardo,con il quale solidarizziamo per esser stato così maldestramente ed ipocritamente chiamato in causa dal padre.Lo chieda al figlio del portinaio.
Altri ancora,che lottano con coraggio e amano magari anche un po’ il paese ,molto meno prosaicamente han chiesto che il padre se ne vada col figlio a quel paese,la cui collocazione geografica lasciamo a voi intuire.Speranza vana,mica son scemi.Umberto Eco insegna.

Naturalmente questo capolavoro di tartuferia chiagne e fotte,tanto piaciuto alle mezzecalzette buoniste e ai teleutenti delle novelas, è stato pubblicato sul foglio principe di tale disciplina :Pravdarepublik,noto luogo di galantuomini evasori e bancarottieri.

lia, ancora in carcere per l’inchiesta sulla frode e il riciclaggio che ha coinvolto Fastweb, apre il proprio blog gestito dal suo staff.

Il blog, spiegano gli addetti ai lavori di Scaglia, “è dedicato innanzitutto a Scaglia a agli stakeholder di Babelgum e delle altre società che gli fanno capo in tutto il mondo”.

scaglia-truffa-fastweb

L’intervista al rettore della Luiss, Pier Luigi Celli inaugura il blog di Silvio. Celli definisce quella di Scaglia una “situazione inaccettabile”. “Al di la’ del merito dell’inchiesta, su cui ho una mia opinione persoanle, credo che una carcerazione cosi’ lunga sia del tutto incomprensibile”, afferma.

“Il caso Scaglia e’ uno scandalo e va sottolineato perche’ non si ripetano piu’ queste cose. Ci sono limiti che vanno salvaguardati per il bene di tutti”. Il giudizio di Pierluigi Celli sulla vicenda del fondatore di Fastweb in carcere da 67 giorni a Roma non è quindi tenero nei confronti della magistratura.

Inoltre bisogna sottolineare quanta gente sia vicino a Silvio Scaglia, con tutti i commenti sul blog che adorano, adulano e prostrano Scaglia. Forse un po troppo per il tipo di informazione troppo libera in Italia.

Riportiamo questo commento di Dallapartedeltorto

COMMENTO
La prima cosa che ci viene in mente è che ci può mai interessare di Celli e della carriera di suo figlio.Il boiardo privilegiato pensa di essere un novello Rudyard Kipling o un Nazir Hickmet condannato a morte,invece del grigio burocrate che è sempre stato. Speriamo che al figlio non venga in mente di scrivere in risposta una Lettera al Padre,modello Kafka.
Ma noi conosciamo i nostri polli,e molto più probabilmente non ci sono intenti letterari o pedagogici ,ma molto più semplicemente non è altro che una ruffiana lettera di eventuale e futuro accreditamento.Coi tempi che corrono e la Luiss vicina allo sfratto,non si sa mai.Render pubblico questo piagnisteo non ha altre ragioni,a meno che anche a questo inclito bonhomme non sia venuta la fregola del predicatore,viste le frequentazioni.

Vediamo allora chi è questo ultimo arrivato sulla barca ormai stracolma degli ipocriti moralisti da cortile.

Pier Luigi Celli ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di Direttore Risorse Umane dell’ENI dal 1985 al 1993 , Direttore generale RAI dal 1998 al 2001, presidente di Ipse dal 2001 al 2002, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit e direttore Personale e Organizzazione in Enel. Attualmente è direttore generale dell’università Luiss Guido Carli di Roma. È inoltre membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri. E’ stato fra i manager partecipi dello start-up di Omnitel e Wind, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit dal 2002 al 2005 e direttore Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998. E forse abbian scordato qualcosa.
E’ altresì bene ricordare che il nostro è stato direttore della Rai ulivista,sotto la presidenza Zaccaria e scelto perchè gradito a D’Alema.Tutti sanno come si fa carriera alla Rai.
Un dirigente importante in una intervista ha affermato della sua direzione : “Chi è stato il miglior direttore generale della Rai?Biagio Agnes. L’unico che ha investito sui contenuti e sulle teste. O la Rai è un’azienda di persone o non è.
E il peggiore?Pier Luigi Celli. Il più incredibile dei supermanager per caso. S’è concentrato sulle tecnologie anziché sul prodotto. Peccato che l’abbia capito solo dopo essersene andato.
Il problema è che oggi i creativi sono pochi, si contano su una mano. I ‘grandi manager per caso’, alla Pier Luigi Celli, li hanno sistematicamente emarginati. Lui stesso lo ha ammesso in un’intervista. È pazzesco, hanno cancellato il core business dell’azienda. La politica ha grandi responsabilità”.Cioè a dire : pure Celli,”menager per caso”,è stato dentro fino al collo a questi maneggi e danni.Alla faccia della tanto invocata meritocrazia e professionalità di cui questo incredibile tartufo piange ora la mancanza.
Ora,vi pare che uno con queste credenziali,ingrassatosi per anni in tutti i meandri del potere (di cui solo ora va scoprendo i lati oscuri), possa venir qui a romperci i coglioni con questa esilarante e patetica lettera?
Chissà se anche il figlio del mio portinaio,operaio settore alimentare, ha ricevuto una tal missiva?E se sì,in che paese dovrebbe esiliarsi? Per Celli,laureato a Trento in sociologia,è facile :Cuba o Corea del Nord,dove probabilmente troverebbe tutto quello che qui da noi manca.Per il figlio non sappiamo.
Qualche peones,quelli che Celli non conosce; ha pure detto : “Mi suona un po’ di presa per il culo: la LUISS é probabilmente l’universitá italiana che sforna piú “figli di”, “amici di”, “parenti di” in assoluto.” Vero,e chissà quali difficoltà avra il buon figliolo del boiardo,con il quale solidarizziamo per esser stato così maldestramente ed ipocritamente chiamato in causa dal padre.Lo chieda al figlio del portinaio.
Altri ancora,che lottano con coraggio e amano magari anche un po’ il paese ,molto meno prosaicamente han chiesto che il padre se ne vada col figlio a quel paese,la cui collocazione geografica lasciamo a voi intuire.Speranza vana,mica son scemi.Umberto Eco insegna.

Naturalmente questo capolavoro di tartuferia chiagne e fotte,tanto piaciuto alle mezzecalzette buoniste e ai teleutenti delle novelas, è stato pubblicato sul foglio principe di tale disciplina :Pravdarepublik,noto luogo di galantuomini evasori e bancarottieri.

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