Rivoluzione Netflix, cosa cambia con l’arrivo della nuova tv streaming

I mesi (se non gli anni) scorsi sono stati un lungo tira-e-molla: Netflix in Italia arriva, non arriva, prima arriva altrove, non ci sono le infrastrutture sufficienti, adesso ci sono, stanno cercando esperti per la localizzazione in italiano, era solo un falso allarme e così via – ma finalmente è stata la casa madre stessa a dare l’annuncio tanto atteso a milioni di potenziali utenti, in un’intervista esclusiva a Wired: Netflix sarà disponibile in Italia da ottobre 2015, e il panorama delle tv streaming in Italia è destinato a cambiare radicalmente.

Netflix
Ottobre 2015, la tv streaming più famosa del mondo sbarca in Italia

Che cos’è Netflix, e perché è importante

Già, perché Netflix non è una semplice tv streaming fra le tante, per molti è «la» tv streaming, non foss’altro per diritto di primogenitura. Nel 1997 Reed Hastings, professore di matematica al liceo diventato ricco con la cessione della sua ditta di software, Pure Software, si unisce infatti al collega Marc Randolph per creare un’azienda di noleggio DVD via posta, rivoluzionaria soprattutto per il concetto di abbonamento mensile fisso, senza date di scadenza o spese di spedizione. L’idea era venuta ad Hastings dopo aver pagato 40 dollari per una copia di Apollo 13 restituita in ritardo.

Ma il vero salto in avanti Netflix lo compie nel 2007, quando introduce il video on demand via Internet, giusto in tempo per evitare il declino del DVD. Ora l’azienda è nota come una delle dot.com di maggiore successo di tutti i tempi, ha 60 milioni di abbonati (di cui 40 solo negli USA), vale qualcosa come 33 miliardi di dollari ed è diventata produttrice di successo di numerose serie originali, come House of Cards e Orange is The New Black. C’è Netflix anche dietro al nuovo fenomeno sociale del binge watching, cioè degli episodi di una serie visti tutti uno dopo l’altro, vista la disponibilità di tutti gli episodi del pacchetto nello stesso momento: una scorpacciata che ha dato origine a maratone di notti intere e in qualche modo cancellato la ritualità della singola puntata vista e rivista in attesa di quella della settimana successiva.

Insomma: in Italia arriva l’artiglieria pesante del contenuto on demand. Ma come sarà?

Meglio tardi che mai

Non ci si credeva quasi più. L’arrivo nel Belpaese del colosso di Reed Hastings è stato sospirato per mesi, soprattutto alla luce dell’espansione europea: nel 2012 l’american invasion iniziò con Regno Unito e Irlanda, proseguendo poi con Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, arrivando poi solo in Olanda nel 2013 (un rallentamento che ha fatto temere molti) e, un anno dopo, in Austria, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Svizzera. Non sempre l’accoglienza è stata entusiastica: in Francia, ad esempio, la paura che i contenuti a stelle e strisce di Netflix fossero troppo esterofili ha sollevato un’ondata di protesta, placata solo quando la società ha annunciato la produzione una nuova serie, Marseille, sostanzialmente un remake francese di House of Cards.

Nell’intervista a Wired Hastings ha confermato le voci che si rincorrevano su un debutto dopo l’estate: il mese è ottobre, il giorno è ancora da decidere. Quello che è certo è il modello di business, ormai ipercollaudato: tariffa fissa mensile, che, se effettivamente sarà in linea con gli altri Paesi europei, costerà a partire da 7,99 euro al mese tutto incluso, per un catalogo fatto di film e serie televisive, documentari e contenuti speciali, senza pubblicità e senza limiti. La versione video di Spotify o Deezer, in pratica, senza però la possibilità di scaricare contenuti per vederli offline: sarà quindi necessario avere una connessione a banda larga o meglio ancora ultralarga, fibra ottica o ADSL, scegliendola tra le tariffe attualmente disponibili in Italia e che possono essere confrontate cliccando sul bottone qui sotto.
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L’applicazione di Netflix potrà essere preinstallata su smartphone e tablet forniti dai vari operatori, su console e smart tv, e anche inclusa nei decoder di Sky e Mediaset. Attualmente Netflix è compatibile con la grande maggioranza dei dispositivi in commercio, dalla Apple TV al Roku, dalla Fire Tv di Amazon alla Chromecast made in Google. E i fornitori? Nessuna esclusiva, ma i partner nostrani si sono mossi per tempo: un paio di mesi fa Marco Patuano, ad di Telecom Italia (ora TIM), in occasione della presentazione a Londra del piano strategico 2015-2017, aveva dichiarato che il gruppo era in trattativa con Netflix.

Tutti gli interrogativi del catalogo

C’è da dire che Netflix non ha un catalogo unico messo a disposizione degli utenti in tutti i Paesi in cui è presente, per vari motivi, e che quindi non tutto quello che si può vedere in USA sarà disponibile anche da noi. A partire dalle due serie più note, House of Cards e Orange Is The New Black, che sono trasmesse rispettivamente da Sky Atlantic (e Sky Online) e Mediaset Premium. Le attese però non mancano, con serie che in USA vanno già per la maggiore e dai noi non si sono ancora viste come Marvel’s Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo o gli imperdibili viaggi nel cosmo dell’astrofisico Neil deGrasse Tyson, uno dei migliori divulgatori del pianeta. E poi ci sono i film originali: Beasts of No Nation, Crouching Tiger, Hidden Dragon The Green Legend, Jadotville e The Ridiculous 6, tra gli altri. Insomma, il menu suona già invitante: per conoscere meglio le portate bisognerà aspettare ancora un po’.
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Intanto va ricordato che il mercato delle tv streaming in Italia è già oggi piuttosto agguerrito, con Sky Online e TIMvision, tra gli altri, a offrire i loro contenuti su una varietà di dispositivi e con varie modalità di abbonamento. Per conoscere le offerte più convenienti basta cliccare sul pulsante qui sotto.
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