Risarcimento parenti vittime di un sinistro: si pronuncia la Cassazione

La recente Sentenza della Corte di Cassazione n°811 del 20 gennaio 2015 affronta il tema del risarcimento parenti delle vittime di un sinistro. Il dramma affrontato dai superstiti può essere quantificato? Entrano in gioco in questi casi il danno biologico e il danno catastrofale, valutati in base alle sofferenze patite dalla vittima e sulla consapevolezza dell’incombere sulla propria fine. Come funziona in tal caso la liquidazione dell’assicurazione?

Liquidazione dell'assicurazione su danno biologico e danno catastrofale

Quando un familiare rimane vittima di un sinistro l’ultima cosa della quale si preoccupano i familiari è la liquidazione dell’assicurazione. Tuttavia, per i parenti delle vittime di un sinistro, a legge prevede un risarcimento non indifferente, soprattutto se il il valore del danno biologico e del danno catastrofale è elevato.

Per danno biologico in senso stretto si intendono le sofferenze patite dalla vittima prima del decesso, mentre per danno catastrofale deve intendersi quel danno relativo alla consapevolezza dell’incombere della propria fine. Le assicurazioni risarciranno entrambi se ne ricorrono gli estremi ma la quantificazione del danno è rimessa alla discrezionalità del giudice.
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Così la Corte di Cassazione nella Sentenza n°n°811 del 20 gennaio 2015, ha ritenuto non illegittimo che il giudice, nel calcolare il danno morale richiesto a titolo di risarcimento dai parenti delle vittime, si basi sulle risultanze relative al danno biologico ma che occorre tuttavia valutare la situazione caso per caso, tenendo sempre in considerazione il grado di sofferenza e consapevolezza.

In sintesi è legittimo che l’assicurazione provveda alla liquidazione di un danno catastrofale basso e il danno biologico è stato valutato come lieve, ma l’accertamento deve essere approfondito e tenere conto di tutte le circostanze del sinistro.
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