Riparazioni e lesioni: il futuro della Rca

In Italia, nel campo delle assicurazioni Rc auto, infuria la battaglia sui risarcimenti per i danni alle cose e ai veicoli (riparazioni) e sui risarcimenti per i danni alle persone (leisoni fisiche). Vediamo quali sono gli schieramenti in campo e che cosa può accadere nelle prossime settimane.

Rca, lotta su due fronti

Risarcimenti dei veicoli

Le Assicurazioni premono per il risarcimento in forma specifica. È la riparazione in natura, consistente nella remissione in pristino: si ripara il veicolo. E non si dà nessun rimborso in denaro, da liquidarsi in base alle spese occorrenti per il ripristino.

La riparazione in forma specifica viene portata all’estremo dall’articolo 8 del decreto Destinazione Italia (poi stralciato) e con il disegno di legge Rc auto del Governo Letta (una fotocopia dell’articolo 8 del decreto Destinazione Italia). Così, secondo il legislatore, con l’automobilista che si rivolge al carrozziere convenzionato con la Compagnia, non ci sono truffe. E le tariffe Rc auto calano.

Ma le sigle della Carta di Bologna rispondono che, se il risarcimento in forma specifica diverrà legge, l’automobilista perderà un diritto preciso: quello di riparare l’auto dove ritiene opportuno. Dopo aver subìto un incidente, se il consumatore porta la macchina dal proprio carrozziere di fiducia, rimane a carico dell’automobilista una somma di denaro.

Quanti soldi restano a carico del consumatore? La differenza tra due costi: il prezzo di un lavoro eseguito a regola d’arte, e a prezzi di mercato, dal carrozziere indipendente; e la minor somma che l’assicuratore liquiderà. I soldi che, sempre secondo l’assicuratore, questi avrebbe corrisposto a un riparatore convenzionato.

Insomma, se dal carrozziere convenzionato l’Assicurazione spendeva 1.000 euro, e dal carrozziere indipendente 1.500 euro, l’automobilista sborserà 500 euro di differenza.

Su questo punto, la Carta di Bologna è categorica: se c’è una differenza di prezzo, è perché i carrozzieri convenzionati sono costretti a lavorare male e a un prezzo di manodopera bassissimo. Per sopravvivere. Mentre il carrozziere indipendente assicura una riparazione a regola d’arte. A beneficio anche della sicurezza stradale: un mezzo riparato bene non sarà un pericolo in strada, né per il guidatore né per gli altri utenti.

Codice del consumo: non si può fare

Per la Carta di Bologna, la pretesa introduzione del risarcimento in forma specifica, ove inserita in un contratto, sarebbe comunque affetta da nullità. Il motivo? Il contrasto con la previsione dell’articolo 33 lettera s) del Codice del consumo: non consente all’assicuratore (professionista) di sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche nel caso di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di quest’ultimo.

Cessione del credito

Il secondo aspetto bollente è la cessione del credito. Oggi, se un automobilista subisce un sinistro, può cedere al carrozziere indipendente il credito vantato nei confronti dell’Assicurazione. Così, sarà libero di ogni incombenza burocratica, legale, amministrativa: il carrozziere se la vedrà direttamente con la Compagnia.

Questa pratica, secondo le Assicurazioni, fa crescere i rimborsi in caso di danni alle vetture, e fa aumentare anche le frodi: quindi, va eliminata. Così, il disegno legge del Governo Letta punta a cancellare il diritto alla cessione del credito da parte dell’automobilista al carrozziere indipendente.

Ma sia sulla riparazione specifica sia sul divieto della cessione del credito, le sigle della Carta di Bologna hanno fatto una strenua resistenza, capitanate da Federcarrozzieri di Davide Galli. Per ora, l’hanno spuntata.

Tuttavia, è chiaro che gli interessi in gioco sono pesantissimi: di certo, le Assicurazioni torneranno all’attacco, e in Parlamento, col Governo del nuovo premier Matteo Renzi, ci sono ancora quegli stessi politici del Governo Letta che avevano introdotto l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia e la “fotocopia” di quell’articolo, ossia il disegno legge Rc auto.

Macrolesioni fisiche

Ancora più scottante la questione delle macrolesioni fisiche, quelle derivanti da gravissimi incidenti, con più del 9 per cento di invalidità permanente.

Da una parte, le Assicurazioni premono affinché siano riviste le tabelle delle macrolesioni, con risarcimenti più bassi. Le Compagnie vogliono uniformità a livello nazionale; mentre adesso ogni tribunale decide a modo suo. Non c’è un punto di invalidità unico nazionale.

Dall’altra, l’Associazione vittime della strada (Aifvs) afferma che, col punto unico nazionale previsto da un vecchi schema di decreto, i risarcimenti Rc auto per le invalidità permanenti si abbasserebbero di circa il 50% rispetto a quanto stabilito dalle tabelle del tribunale di Milano.

Proprio le tabelle milanesei, per le Vittime della strada, sono considerate congrue, nei valori espressi, dalla Cassazione: vengono utilizzate dalla maggioranza dei Tribunali e condivise dalla stessa Aifvs.

Invece, le tabelle del danno biologico di legge (con la tabella unica) riportano valori insufficienti a risarcire integralmente il danno subito rispetto al costo della vita nelle principali città italiane. Infatti, le tabelle del punto unico nazionale sono state elaborate da due diverse e distinte commissioni ministeriali nel 2005.

Non c’è stata, dicono le Vittime della strada, una rivalutazione e un aggiornamento dei parametri del punto unico: sono valori vecchi, bassi, fuori dalla realtà. Anche in base alla evoluzione della medicina legale, della psicologia giuridica e della giurisprudenza sul danno alla persona.

Con il punto unico nazionale voluto dalle Assicurazioni, denunciano le Vittime, aumenterà il contenzioso giudiziario con aggravio di costi sociali, costringendo le vittime ad adire l’autorità giudiziaria per vedersi riconosciuto il maggior danno non patrimoniale subìto.

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