“Bye Bye” ricetta bianca su carta. Dal 2025 anche le prescrizioni mediche per i farmaci di classe C, cioè quelli a pagamento per il cittadino, diventeranno dematerializzate, come già avviene per le ricette rosse, indispensabili per l’acquisto di medicine di classe A, cioè a carico del SSN (Sistema Sanitario Nazionale).
La novità è contenuta all’articolo 57 della Manovra 2025, in discussione alla commissione Bilancio della Camera. La ricetta bianca in versione digitale, più facile da inviare con e-mail e WhatsApp, ha l’obiettivo di “potenziare il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva nonché garantire la completa alimentazione del fascicolo sanitario elettronico”, si legge nel testo della Finanziaria 2025.
Prima di accendere i riflettori su luci e ombre del passaggio alla ricetta bianca dematerializzata dall’anno prossimo, ricordiamo che se sei a caccia di offerte telefonia mobile low cost puoi fare affidamento al comparatore di SOStariffe.it, accessibile cliccando sul pulsante verde qui sotto:
Confronta le offerte telefonia mobile »
Grazie a questo strumento gratuito e intuitivo, puoi confrontare le tariffe per il tuo smartphone proposte dagli operatori telefonia e Internet partner di SOStariffe.it a novembre 2024 e scegliere quella più in linea con le tue abitudini di consumo, stili di navigazione e budget mensile.
Ricetta bianca elettronica dal 2025, invio anche con WhatsApp
|
RICETTA BIANCA: LE DOMANDE |
RICETTA BIANCA: LE RISPOSTE |
|
Quale novità introduce la Manovra 2025 sul fronte delle ricette? |
L’articolo 54 della Finanziaria 2025 prevede che anche la ricetta bianca diventi in formato elettronico dal 2025 |
|
Che cos’è la ricetta bianca? |
La ricetta medica bianca è la prescrizione per i farmaci di classe C, ossia quelli pagati dai cittadini |
|
Che differenza c’è tra impegnativa rossa e bianca? |
La ricetta rossa è la prescrizione per i farmaci di classe A, quelli a carico del SSN (Sistema Sanitario Nazionale). La ricetta bianca, come detto, prevede che l’acquisto del medicinale sia a carico dei cittadini |
|
Che cos’è la ricetta dematerializzata? |
La ricetta dematerializzata è la ricetta elettronica |
|
Quali farmaci di classe C sono stati più acquistati dai cittadini nel 2023, secondo l’Aifa? |
- Benzodiazepine
- Contraccettivi orali
- Farmaci per la disfunzione erettile
|
Come anticipato poco sopra, l’articolo 54 del disegno di legge di Bilancio 2025 prevede che “tutte le prescrizioni a carico del Servizio sanitario nazionale, dei Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’Aviazione civile (SASN) e a carico del cittadino, siano effettuate nel formato elettronico di cui ai decreti ministeriali del MEF in materia di dematerializzazione delle ricette mediche”.
Con questa norma, dunque, il governo Meloni punta a mandare in soffitta la ricetta bianca cartacea, così come già fatto (anche su spinta della pandemia da Covid-19) per le ricette rosse. Le prime prescrizioni permettono di comprare farmaci di fascia C, quelli pagati direttamente dai cittadini, mentre le seconde sono necessarie per farsi consegnare dal farmacista le medicine di fascia A, a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo il rapporto Osmed 2023 a cura dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco), l’anno scorso la spesa degli italiani per le medicine di fascia C si è attestata a 7,1 miliardi di euro, con una crescita del +9,8% rispetto al 2022.
Le categorie di farmaci di classe C con ricetta più acquistate dai cittadini l’anno scorso sono state:
- le benzodiazepine;
- i contraccettivi orali;
- i farmaci per la disfunzione erettile.
Il debutto della ricetta bianca elettronica permetterà ai medici di inviare un codice digitale tramite e-mail e su WhatsApp, evitando così ai pazienti di dover passare nello studio del professionista per il ritiro del documento stampato.
Ricetta bianca su carta addio, i dubbi di medici e farmacisti
In linea teorica, medici e farmacisti sono d’accordo con il passaggio dalla ricetta bianca cartacea a quella digitale. All’atto pratico, però, queste categorie professionali chiedono che la dematerializzazione delle prescrizioni vada di pari passo con un potenziamento dell’efficienza delle reti e con la risoluzione dei frequenti malfunzionamenti tecnici.
“Gli strumenti elettronici devono rappresentare un ausilio per il medico e per la qualità dell’assistenza in quanto migliorano la modalità della trasmissione delle ricette alla farmacia. Il problema è se siamo pronti per farlo e se le reti di supporto tengono”, ha spiegato Filippo Anelli, presidente della Federazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) intervistato dall’Agenzia Ansa. Per quest’ultimo è cruciale anche il tema della domiciliarità perché “ci sono luoghi del Paese nei quali le linee elettroniche non sono stabili o non presenti affatto”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani: “Federfarma ha sempre collaborato con il processo di dematerializzazione fin dalla fase sperimentale”, ha dichiarato all’Ansa il vicepresidente della federazione, Gianni Petrosillo. “Oggi sono prescritti su ricette dematerializzate il 98% dei farmaci, ma il sistema funziona con criticità”, ha concluso, riferendosi sia alla rete principale lungo la quale viaggiano le ricette dematerializzate, ossia il Sistema di Accoglienza Centrale (Sac), sia alle reti locali, i Sistemi di Accoglienza Regionali (Sar).