Revisione patente: in quali casi può capitare?

La patente è un bene indispensabile per la maggior parte delle persone. Permette gli spostamenti di lunga tratta, l’andare a fare la spesa, il portare i figli a scuola o la suocera a una visita medica. Permette a molte persone che abitano distanti dal posto di lavoro di recarsi in ufficio. Ma a volte, in casi particolari, Motorizzazione o Prefetto possono disporre la revisione della patente.

Revisione patente: quali i casi e cosa fare
Revisione patente: quali i casi e cosa fare

La patente è uno strumento utilissimo, se non indispensabile, per chi necessita – per motivi personali o per lavoro – di muoversi spesso. Ma la guida è un’attività potenzialmente pericolosa, che deve essere effettuata con attenzione e idoneità. Esistono dunque dei casi in cui per vari motivi (più o meno gravi, ma anche di diversa natura) le autorità adibite possono disporre la revisione della patente di guida di un soggetto.

Vediamone i casi.

Chi può imporre la revisione della patente?

Le autorità in potere di disporre della revisione della patente di guida di un utente sono gli uffici della Motorizzazione o gli uffici del Prefetto, e ciò avviene nel caso in cui sorgano dubbi sulla permanenza dei requisiti fisici o psichici richiesti, oppure sull’idoneità tecnica alla guida. In altri casi la revisione può essere disposta in quanto il guidatore ha perso tutti i punti della patente in seguito a ripetute infrazioni del codice stradale.

Cosa si deve fare per revisionare la patente?

Una volta disposta, la revisione della patente può comportare due esami differenti e obbligatori che il conducente deve superare. Questi possono essere imposti dalle autorità singolarmente (solo l’uno o solo l’altro) oppure entrambi: si tratta dell’esame medico e dell’esame di idoneità tecnica alla guida.

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Nel caso in cui l’esito di uno o di entrambi gli esami sia negativo, il risultato verrà comunicato agli uffici competenti in materia perché si provveda con l’eventuale sospensione della patente o, nei casi più gravi, nella revoca della stessa.

Quando viene disposto l’esame medico?

Per esame medico si intende la visita medica di idoneità alla guida atta a verificare che il conducente disponga di tutti i requisiti fisici e psichici necessari per il rilascio della patente di guida.

Questo esame è sempre obbligatorio in quattro casi e deve dare un risultato totalmente positivo perché la patente venga nuovamente rilasciata.

I casi sono:

  • Nel caso in cui il conducente sia stato fermato mentre guidava in stato di ebbrezza grave oppure sotto l’effetto si sostanze stupefacenti, incorrendo così nella violazione del codice 186 e 187 del Codice della Strada;
  • Nel caso in cui il conducente, per vari motivi, sia rimasto in coma per una durata di tempo superiore a 48 ore;
  • Nel caso in cui si sia verificato un incidente che abbia causato gravi lesioni alle persone coinvolte;
  • Nel caso in cui un minorenne abbia commesso infrazioni talmente gravi da comportare la sospensione della patente di guida.

Quando viene disposto l’esame di idoneità tecnica alla guida?

Nel caso in cui il conducente, in seguito a ripetute infrazioni, abbia esaurito i punti della patente, è costretto alla revisione del documento. La revisione, in questo caso, consiste nel sottoporsi all’esame di idoneità tecnica alla guida, ossia il conducente deve rifare sia l’esame teorico sia quello pratico al fine di stabilire se il soggetto dispone ancora dei requisiti tecnici richiesti per guidare.

In realtà, non è necessario che i punti sulla patente siano esauriti per essere costretti alla revisione della stessa: è sufficiente che il conducente commetta, dopo una prima infrazione (notificata) che preveda la perdita di almeno 5 punti, altre due violazioni del Codice della Strada (non contestuali, ossia non commesse nello stesso momento e anche queste che prevedano la detrazione di almeno 5 punti dalla patente ciascuna) in un periodo di tempo di 12 mesi contati a partire dal momento in cui è stata commessa la prima infrazione. Dunque oltre alla multa, l’aumento della quota d’assicurazione e i potenziali danni è da tener presenta anche il rischio di revisione patente.

Le modalità di revisione tecnica sono di tipo informatizzato: si tratta di un quiz composto da un numero di domande che varia a seconda del tipo di patente e che sono un estratto rispetto a quelle relative all’esame per il conseguimento della patente di cui si è titolari. Questo significa, ad esempio, che chi deve sottoporsi alla revisione della patente B (quella comune per la guida degli autoveicoli, per intenderci), durante l’esame risponderà a 30 quiz  selezionati dal listato delle domande presenti per il conseguimento della patente B, in un periodo di tempo di 30 minuti e con un numero di errori consentiti pari a 3; chi, invece, necessita di revisionare la patente AM (quella relativa ai cinquantini, conseguibile dai 14 anni di età) verrà sottoposto a 20 quiz estratti dal listato delle domande per il conseguimento della patente AM, in un arco di tempo della durata di 20 minuti e con soli 2 errori consentiti.

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Superato l’esame teorico, si verrà sottoposti a quello pratico.

Cosa fare quando si riceve il provvedimento di revisione della patente?

Nel momento in cui si riceve la comunicazione relativa al provvedimento di revisione della patente è necessario presentare entro 30 giorni di tempo l’istanza per effettuare l’esame. Nel caso in cui ciò non avvenga, o se il tempo tra la comunicazione del provvedimento e la presentazione dell’istanza supera il periodo previsto di 30 giorni, scatta la sospensione della patente.

Per presentare l’istanza è necessario utilizzare un modulo apposito per la revisione allegato alla comunicazione ricevuta (o comunque scaricabile sul rito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), unito alla copia del provvedimento di revisione ricevuto e all’eventuale certificato medico conseguito (nel caso in cui, oltre all’esame tecnico, sia richiesto anche quello medico).

Tale istanza ha la validità di 12 mesi e permette di sottoporsi agli esami di idoneità per una volta soltanto. Se questi non venissero superati, o se ne fosse superato solo uno, scatterebbe la revoca della patente. In questo caso, per richiedere nuovamente la patente, è necessario ripetere tutto l’iter di coseguimento, comprese le lezioni di guida obbligatorie (le esercitazioni) con l’istruttore.

Nel caso in cui, invece, venisse superata la teoria ma non si avesse il tempo, nell’arco dei 12 mesi previsti, di conseguire l’esame pratico, sarebbe necessario fare nuova richiesta di istanza e ripetere entrambi gli esami.

L’esame pratico per la revisione della partente può essere sostenuto anche su un veicolo classico, ossia privo di doppi comandi, ma solo se sul veicolo stesso è presente anche un istruttore di guida.

Qualora tutti gli esami fossero superati, si otterrebbe nuovamente l’idoneità alla guida con il massimo dei punti per la patente (20 punti).

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