Rapporto Abi settembre 2014: prestiti, miglior risultato da maggio 2012

Aumentano le somme prestate nel mese di settembre. Per ABI il risultato di settembre 2014 è il migliore da maggio 2012. Stessa dinamica in tutta l'eurozona. Si registrano anche tassi di interesse più bassi, mentre la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta.

Rapporto Abi settembre 2014: prestiti, miglior risultato da maggio 2012
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L’ABI (associazione bancaria italiana) ha pubblicato il rapporto mensile che fa il punto su mutui, prestiti, obbligazioni, finanziamenti, tassi di interesse e rendimenti.

Della riduzione dei tassi di interesse su prestiti e finanziamenti già ne abbiamo parlato in un precedente articolo. Grazie alla progressiva riduzione dei tassi BCE, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è ridotto al 3%, segnando il valore più basso da marzo 2011.

Ma il primo dato che emerge dal rapporto è che le banche operanti in Italia, a settembre hanno erogato prestiti per oltre 1.819 miliardi di euro, superando di 110 miliardi le somme raccolte, che ammontano ad oltre 1.708 miliardi.

Per i prestiti bancari – secondo lo studio – quello di settembre 2014 è il miglior risultato da maggio 2012. E la stessa stessa dinamica si sarebbe registrata in tutta l’eurozona. In particolare, dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono aumentati da 1.673 a 1.819,5 miliardi di euro, mentre quelli a famiglie e imprese sono cresciuti da 1.279 a 1.420 miliardi di euro.
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Continua ad aumentare la rischiosità dei prestiti in Italia e il rapporto ABI imputa questo fenomeno al perdurare della crisi e dei suoi effetti. Si legge che le sofferenze lorde sono risultate ad agosto 2014 pari a quasi 174 miliardi (contro i 172,4 miliardi di luglio 2014). Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,2% ad agosto 2014 (era del 7,3% l’anno precedente e del 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 15,5% per i piccoli operatori economici (13,1% ad agosto 2013 e 7,1% a fine 2007), il 15,2% per le imprese (contro l’11,7% dell’anno prima e il 3,6% a fine 2007) ed il 6,7% per le famiglie consumatrici (6,1% il dato di agosto 2013, con il 2,9% raggiunto a fine 2007).

Anche le sofferenze nette registrano ad agosto un aumento, passando dai 78,2 miliardi di luglio ai 79,5 miliardi di agosto. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,41% ad agosto dal 4,30% di luglio 2014 (si attestava al 3,93% ad agosto 2013, mentre segnava lo 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

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