Quali banche sono le più affidabili in Italia?

Da tempo, ormai, si parla dell’affidabilità del sistema bancario italiano, con valutazioni che in più di un caso minacciano di far cadere l’impressione di solidità dei nostri istituti di credito. I recenti eventi del Monte dei Paschi di Siena, di Banca Etruria e di Carige, nonché del Decreto Salvabanche, hanno infatti contribuito a intaccare una tradizionale buona reputazione. Ma è davvero così?

Come orientarsi per trovare l'istituto più solido e conveniente

Qual è la situazione attuale delle banche italiane

A guardare il mercato, con l’altalena degli indici, le banche italiane non sono nel loro periodo migliore. Una parte consistente quest’estate l’hanno avuta gli stress test dell’Autorità bancaria europea, cioè quelle “simulazioni di crisi” che servono proprio per verificare come reagirebbe un istituto di credito di fronte a un peggioramento deciso dell’economia internazionale.

Oltre a Monte dei Paschi di Siena, che com’è noto si trova ormai da tempo in una condizione molto difficile, anche Unicredit ha fatto registrare risultati al di sotto delle aspettative, a differenza delle buone performance di Banca Intesa, Banco Popolare e Ubi.

Sono tanti i problemi che affliggono il nostro sistema bancario, malgrado la naturale vocazione degli italiani al risparmio abbia sostenuto per anni un settore creditizio abbastanza sano e funzionale; ma oggi la governance in molti casi non più adeguata, la sovradimensione di diversi istituti (con la complicità del successo dei conti correnti online e dagli altri strumenti digitali) e soprattutto lo stato dei cosiddetti “crediti deteriorati” rappresentano una preoccupante zavorra, in particolare per quello che riguarda le sofferenze.

Che cosa rischiano oggi i correntisti

Questo non significa, naturalmente, che tutte le banche si comportino allo stesso modo, anzi. Esistono diverse classifiche che aiutano a comprendere la situazione attuale con un certo grado di accuratezza, e che possono servire anche come guida ai correntisti e agli utenti intenzionati a voler dormire sonni tranquilli.

In particolare, molti sono preoccupati che i propri risparmi siano in pericolo, dopo quanto successo l’anno scorso con Banca Etruria e il Decreto Salvabanche. Va detto che non è mai il caso di essere allarmisti per i semplici correntisti e per chi non possiede obbligazioni, specie un po’ rischiose: il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, infatti, garantisce che anche nel caso in cui una banca navighi in cattive acque la liquidità per i risparmi dei propri correntisti (con qualche eccezione) sia sempre garantita.

Da gennaio 2016, infatti, anche in Italia – per ricezione della direttiva europea – vige il bail in, il sistema di “salvataggio interno” che teoricamente può mettere a rischio i conti superiori ai 100.000 euro, utilizzati per uscire da casi di grande difficoltà (200.000 euro nel caso di un conto cointestato), mentre quelli inferiori sono del tutto coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

In ogni caso, per la gerarchia del bail in, il salvataggio di un istituto di credito può avvenire prima di tutto rivalendosi su azioni e strumenti di capitale, poi su titoli subordinati, su obbligazioni e altre passività e solo dopo sui depositi superiori ai 100.000 euro di persone fisiche e piccole e medie imprese.

Allo stesso tempo, è più che legittimo voler conoscere i nomi degli istituti di credito migliori, eventualmente anche per trasferire il proprio patrimonio (operazione che, di per sé, permette oggi di avere omaggi speciali o interessi particolarmente vantaggiosi presso molte banche).
Confronta i conti correnti
Tra le classifiche meglio realizzate, relative sia alla solidità che alla convenienza per gli utenti di una banca, spicca sicuramente quella realizzata qualche mese fa dall’Università Bocconi, e che fornisce un quadro articolato della situazione, basandosi su ben sette indici differenti.

Nello specifico, sono stati utilizzati tre indici relativi alla patrimonializzazione (Cet1, Tier1, Total Capital Ratio), uno di redditività sul totale attivo (il margine di interesse più il saldo da commissioni e altri ricavi), uno relativo all’andamento in Borsa nel 2015 e due ISC. L’ISC, in particolare, è l’Indicatore Sintetico di Costo, ovvero il numero che esprime (per sei diversi profili) il costo medio annuale di un conto corrente presso un determinato istituto di credito.

La classifica è stata effettuata sui 20 maggiori gruppi italiani (con l’eccezione di Mediobanca, che non si rivolge direttamente al mercato retail, e Mediolanum, che pur vantando il maggior indice di solidità patrimoniale lavora con i promotori).

La classifica delle banche più affidabili e convenienti in Italia

Tenendo sempre conto che, come ogni classifica basata su indici, non è certo definitiva o con pretese di verità assoluta ma si comporta piuttosto da “indicatore di buonsenso”, al primo posto nella top ten per la Bocconi c’è Intesa Sanpaolo, con 118 punti totali complessivi.

Al secondo posto figurano invece Ubi Banca (111 punti) e il Banco Popolare (101 punti), seguiti dal Credem (101), dalla Popolare di Milano, dal Monte dei Paschi di Siena (forse un po’ a sorpresa, e a testimoniare che la situazione non è così disastrosa come si potrebbe pensare leggendo i giornali), dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna. Chiudono la classifica il Credito Valtellinese, Carige – che negli ultimi mesi sta faticosamente uscendo dalla crisi – e Unicredit.

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