Pubblicata Solvency II in Gazzetta UE: è legge

La Direttiva Europea Solvency II contenente i requisiti di capitale per le compagnie assicurative è diventata legge. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE ha decretato l’entrata in vigore delle disposizioni che saranno ufficialmente operative dal 1° gennaio 2016. La soddisfazione delle assicurazioni è grande, la normativa ha infatti alleggerito i requisiti per gli investimenti a lungo termine e per le cartolarizzazioni di alta qualità.

Favoriti gli investimenti a lungo termine delle assicurazioni e le cartolarizzazioni di alta qualità

Finito il travaglio delle bozze alla direttiva sui requisiti minimi di capitale, le assicurazioni possono tirare un sospiro di sollievo. Solvency II è stata pubblicata sulla Gazzetta UE ed è ora a tutti gli effetti legge. Le sue disposizioni saranno operative da gennaio 2016 ma il Governo italiano dovrà già da ora elaborare le norme di attuazione.

Le assicurazioni hanno insistito affinché i requisiti posti a carico delle compagnie fossero alleggeriti e così è stato. Dopo qualche incertezza il Parlamento UE ha esaudito le richieste e provveduto a rivedere i parametri di capitale richiesti per gli investimenti a lungo termine e per le cartolarizzazioni di alta qualità. Secondo Dario Focarelli, Direttore di Ania, le norme vanno nella giusta direzione perché cancellano le penalizzazione per le cartolarizzazioni senior contenute nelle bozze della direttiva.

Solvency II sarà dunque in grado di non penalizzare gli investimenti delle assicurazioni italiane, tuttavia – come sottolinea Focarelli – alcuni dettagli sono da definire.

Ci si chiede se il Governo non possa introdurre nell’adeguamento richieste aggiuntive che possano gravare le imprese; rimane inoltre in sospeso la spinosa questione titoli di Stato. Le assicurazioni investono più del 60% delle loro riserve in Btp ed appare probabile che i governi possano legiferare requisiti di capitale aggiuntivi rispetto a quelli previsti dall’UE con Solvency II. Il rischio di concentrazione titoli di Stato non è contemplato dalla normativa europea e non è escluso che si scoraggi a livello nazionale l’adozione dei modelli interni.

Riguardo infine al calcolo del volatility adjustment, le compagnie dovranno tener conto di uno spread di base dei Btp che riduce lo sconto sul capitale e già si parla di revisione della Direttiva prima della scadenza del triennio di prova per Solvency II, fissato nel 2018.Nell’intervista rilasciata da Focarelli a Milano Finanza il Direttore Ania conclude sottolineando un altro tema non affrontato dalle norme europee: quello delle infrastrutture.

Le compagnie assicurative si dichiarano comunque pronte ad investire per partecipare alla ripresa economica del paese, sempre che vi siano norme chiare che non disincentivino gli investimenti.
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