Pirateria Software: in Italia il 50% sono pirati

Business Software Alliance nel settimo studio sulla diffusione di software piratato a livello globale ha registrato un aumento della pirateria mondiale dal 41 al 43%.

“A dispetto della fase di recessione attraversata dall’economia a livello mondiale, la pirateria del software nel 2009 si è ridotta in ben 54 mercati ed è cresciuta solo in 19. Nondimeno, il tasso globale di pirateria è cresciuto dal 41 al 43%, in gran parte a seguito del maggior peso che rivestono sul mercato mondiale del software Paesi ad elevatissimo tasso di sviluppo quanto di illegalità diffusa come la Cina, l’India e il Brasile” le parole di Luca Marinelli, presidente di BSA Italia

Marinelli evidenzia che “lo studio dimostra che i nostri sforzi per ridurre il tasso di illegalità nell’economia italiana sono ancora purtroppo assai lontani dall’aver debellato il problema, anzi i risultati peggiorano invece che migliorare”, il presidente di SBA Italia sottolinea inoltre che “Un tasso di pirateria del 49% è inaccettabile per una nazione evoluta come l’Italia. E, in un momento di congiuntura economica non facile come quello attuale, non possiamo non sottolineare che la strada dell’illegalità e del sommerso non è certo quella che favorisce la ripresa del PIL e dell’occupazione”

Un’azione congiunta al fine di ridurre la pirateria del 10% in una decina d’anni con la collaborazione delle Forze dell’Ordine potrebbe creare 6 mila posti di lavoro e entrate aggiuntive per l’Erario di 700 milioni di euro. Inoltre tutto il settore beneficerebbe di un aumento del volume di affari di oltre 2 miliardi di euro.

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“A dispetto della fase di recessione attraversata dall’economia a livello mondiale, la pirateria del software nel 2009 si è ridotta in ben 54 mercati ed è cresciuta solo in 19. Nondimeno, il tasso globale di pirateria è cresciuto dal 41 al 43%, in gran parte a seguito del maggior peso che rivestono sul mercato mondiale del software Paesi ad elevatissimo tasso di sviluppo quanto di illegalità diffusa come la Cina, l’India e il Brasile” le parole di Luca Marinelli, presidente di BSA Italia

Marinelli evidenzia che “lo studio dimostra che i nostri sforzi per ridurre il tasso di illegalità nell’economia italiana sono ancora purtroppo assai lontani dall’aver debellato il problema, anzi i risultati peggiorano invece che migliorare”, il presidente di SBA Italia sottolinea inoltre che “Un tasso di pirateria del 49% è inaccettabile per una nazione evoluta come l’Italia. E, in un momento di congiuntura economica non facile come quello attuale, non possiamo non sottolineare che la strada dell’illegalità e del sommerso non è certo quella che favorisce la ripresa del PIL e dell’occupazione”

Un’azione congiunta al fine di ridurre la pirateria del 10% in una decina d’anni con la collaborazione delle Forze dell’Ordine potrebbe creare 6 mila posti di lavoro e entrate aggiuntive per l’Erario di 700 milioni di euro. Inoltre tutto il settore beneficerebbe di un aumento del volume di affari di oltre 2 miliardi di euro.

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