Perchè Skype rimuove Nimbuzz e Fring

Da oggi niente più supporto Skype su Nimbuzz: una tra le principali piattaforme mobile per il VoIP e istant messaging viene mutilata come è successo a Fring poco tempo fa.

30 milioni di utenti Nimbuzz, che generano 3,6 miliardi di minuti VoIP, dovranno rinunciare ad usare il servizio VoIP più famoso del mondo. Il ban nei confronti dei competitor non arriva inaspettato, anche se sicuramente non può che dispiacere per i milioni di utilizzatori.

skype-elimina-fring

Tutto questo perché?

Skype afferma che «Nimbuzz utilizza il software di Skype secondo modi che non erano stati progettati, violando le condizioni d’uso delle API e il contratto finale di licenza».

Ma la verità è un’altra: Skype vuole avere il controllo del mercato mobile senza sistemi di terze parti che offrano l’accesso al proprio network. La strategia è chiara e i motivi sono più seri di una semplice violazione API. Ecco perchè Skype insegue (a fatica) accordi gli operatori di telefonia mobile (H3G, Nokia e Verizon) cercando un modello di business per dividere i profitti VoIP che sottraggono marginalità alle chiamate voce tradizionali. Alla luce di questo non sorprende che Skype permetta l’utilizzo delle API ed SDK su hardware e terze parti solo per lo sviluppo di applicazioni software su PC desktop.

“Distribution of a third-party Skype developer application through a mobile phone network operator or mobile handset manufacturer is only permitted with the prior written consent of Skype. Because of the way our software works and the differences between the mobile and PC ecosystems, we have these rules in place to protect the Skype brand and Skype user experience. To ensure this, we only work with mobile operators and handset manufacturers committed to delivering the best Skype user experience, as we’ve shown with 3, Nokia, Verizon and, most recently, KDDI.”

Inolte, le necessità di un profitto immediato spingono ad eliminare tutte le applicazioni esterne che sottraggano ricavi a Skype, in previsione di una quotazione in Borsa.  Un azienda che vuole andare sul mercato azionario non può permettersi che altri concorrenti, utilizzando il proprio bacino di utenza, sottraggano profitti che sono ancora il principale metro di valutazione per il valore di un titolo.

Obiettivo primario quindi massimizzare i profitti, mantenere il controllo della piattaforma e blindare il mercato mobile dove si giocherà la partita delle revenues future.

E la chiusura totale della propria piattaforma è anche una conseguenza della recente mossa di Nimbuzz e Fring che hanno iniziato ad vendere direttamente ai loro utenti servizi VoIP a pagamento (NimbuzzOut e fringOut): questo dispetto non è piaciuto per niente a Skype che non ha digerito il fatto di vedersi sottratto il mercato a pagamento.

Nimbuzz-Skype-Switch-Off

Nimbuzz non è un piccolo player nel mondo della messaggistica mobile e VoIP: sono oltre 150 milioni i download effettuati su tutti i maggiori sistemi operativi. La società ha alle spalle un investitore molto importante (tra i maggiori contributor del finanziamento da 25 milioni di dollari): Naspers / MIH Group, il gruppo media multinazionale che ha investito ad esempio in Facebook.

Skype, per colmare il gap tecnologico e di usabilità, deve necessariamente spingere sull’acceleratore e utilizzare le relazioni con gli operatori per lanciare sul mercato nuovi terminali che includano nativamente l’applicazione. Terminali che esulano da un concetto esclusivamente di “cellulare”: basti pensare alle TV, ai tablet, a tutti quei dispositivi che possano collegarsi ad internet.

Entrambe le società non sembrano spaventarsi di fronte alle sfide: Skype riuscirà a fornire un’applicazione efficace su tutti i dispositivi? Riuscirà a capire come la prioritizzazione del traffico impatterà sul proprio business? A Nimbuzz non resta che fare altrettanto, il tempo delle alleanze è terminato.

nte più supporto Skype su Nimbuzz: una tra le principali piattaforme mobile per il VoIP e istant messaging viene mutilata come è successo a Fring poco tempo fa.

30 milioni di utenti Nimbuzz, che generano 3,6 miliardi di minuti VoIP, dovranno rinunciare ad usare il servizio VoIP più famoso del mondo. Il ban nei confronti dei competitor non arriva inaspettato, anche se sicuramente non può che dispiacere per i milioni di utilizzatori.

skype-elimina-fring

Tutto questo perché?

Skype afferma che «Nimbuzz utilizza il software di Skype secondo modi che non erano stati progettati, violando le condizioni d’uso delle API e il contratto finale di licenza».

Ma la verità è un’altra: Skype vuole avere il controllo del mercato mobile senza sistemi di terze parti che offrano l’accesso al proprio network. La strategia è chiara e i motivi sono più seri di una semplice violazione API. Ecco perchè Skype insegue (a fatica) accordi gli operatori di telefonia mobile (H3G, Nokia e Verizon) cercando un modello di business per dividere i profitti VoIP che sottraggono marginalità alle chiamate voce tradizionali. Alla luce di questo non sorprende che Skype permetta l’utilizzo delle API ed SDK su hardware e terze parti solo per lo sviluppo di applicazioni software su PC desktop.

“Distribution of a third-party Skype developer application through a mobile phone network operator or mobile handset manufacturer is only permitted with the prior written consent of Skype. Because of the way our software works and the differences between the mobile and PC ecosystems, we have these rules in place to protect the Skype brand and Skype user experience. To ensure this, we only work with mobile operators and handset manufacturers committed to delivering the best Skype user experience, as we’ve shown with 3, Nokia, Verizon and, most recently, KDDI.”

Inolte, le necessità di un profitto immediato spingono ad eliminare tutte le applicazioni esterne che sottraggano ricavi a Skype, in previsione di una quotazione in Borsa.  Un azienda che vuole andare sul mercato azionario non può permettersi che altri concorrenti, utilizzando il proprio bacino di utenza, sottraggano profitti che sono ancora il principale metro di valutazione per il valore di un titolo.

Obiettivo primario quindi massimizzare i profitti, mantenere il controllo della piattaforma e blindare il mercato mobile dove si giocherà la partita delle revenues future.

E la chiusura totale della propria piattaforma è anche una conseguenza della recente mossa di Nimbuzz e Fring che hanno iniziato ad vendere direttamente ai loro utenti servizi VoIP a pagamento (NimbuzzOut e fringOut): questo dispetto non è piaciuto per niente a Skype che non ha digerito il fatto di vedersi sottratto il mercato a pagamento.

Nimbuzz-Skype-Switch-Off

Nimbuzz non è un piccolo player nel mondo della messaggistica mobile e VoIP: sono oltre 150 milioni i download effettuati su tutti i maggiori sistemi operativi. La società ha alle spalle un investitore molto importante (tra i maggiori contributor del finanziamento da 25 milioni di dollari): Naspers / MIH Group, il gruppo media multinazionale che ha investito ad esempio in Facebook.

Skype, per colmare il gap tecnologico e di usabilità, deve necessariamente spingere sull’acceleratore e utilizzare le relazioni con gli operatori per lanciare sul mercato nuovi terminali che includano nativamente l’applicazione. Terminali che esulano da un concetto esclusivamente di “cellulare”: basti pensare alle TV, ai tablet, a tutti quei dispositivi che possano collegarsi ad internet.

Entrambe le società non sembrano spaventarsi di fronte alle sfide: Skype riuscirà a fornire un’applicazione efficace su tutti i dispositivi? Riuscirà a capire come la prioritizzazione del traffico impatterà sul proprio business? A Nimbuzz non resta che fare altrettanto, il tempo delle alleanze è terminato.

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