P2P in calo: Agcom fa il quadro della situazione

P2P in calo: è questo il risultato di uno studio effettuato negli USA riguardo il traffico internet globale. L’entità della diminuzione è nell’ordine di due cifre: il Peer to Peer è sceso dal 40% al 19% dell’intero traffico Internet negli anni 200 – 2009.
In particolare l’ultimo rapporto OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) del 2008, riguardo il settore IT ha messo in evidenza, nel corso del 2007, una crescita dei ricavi complesssivi, audio e video, sia online che offline.

Anche l’Agcom si è recentemente occupata dell’argomento, attraverso la pubblicazione di un’indagine conoscitiva
dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. La definizione data di “pirateria online” è:” la pirateria derivante da download, peer to peer e streaming illegale di video e audio sul web.”
L’Autorità constata di non essere in possesso dei dati relativi alle diverse tipologie di traffico (streaming e download P2P), che sono invece nelle mani dei fornitori dell’accesso a internet.

Fortunatamente lo studio mette in evidenza come gli strumenti utilizzati per le violazioni del diritto d’autore siano neutri, ovvero necessari per veicolare sia contenuti legali che illegali.

Il content filtering, il traffic shaping, il port blocking, la deep packet inspection sono alcuni tra i metodi utilizzati, senza grande successo, dagli ISP per la gestione delle reti. Questo tipo di controlli oltre a rischiare di essere discriminatori risultano anche non molto efficaci.

L’Agcom conclude ipotizzando che se fornitori dell’accesso a Internet fornissero all’autorità dati in forma aggregata e anonima (per mantenere la privacy), si potrebbe avere un quadro più completo del fenomeno e si potrebbero porre in essere adeguate contromisure che limitino gli utenti solo quanto strettamente necessario ad assicurare la tutela del diritto d’autore.

in calo: è questo il risultato di uno studio effettuato negli USA riguardo il traffico internet globale. L’entità della diminuzione è nell’ordine di due cifre: il Peer to Peer è sceso dal 40% al 19% dell’intero traffico Internet negli anni 200 – 2009.
In particolare l’ultimo rapporto OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) del 2008, riguardo il settore IT ha messo in evidenza, nel corso del 2007, una crescita dei ricavi complesssivi, audio e video, sia online che offline.

Anche l’Agcom si è recentemente occupata dell’argomento, attraverso la pubblicazione di un’indagine conoscitiva
dal titolo “Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. La definizione data di “pirateria online” è:” la pirateria derivante da download, peer to peer e streaming illegale di video e audio sul web.”
L’Autorità constata di non essere in possesso dei dati relativi alle diverse tipologie di traffico (streaming e download P2P), che sono invece nelle mani dei fornitori dell’accesso a internet.

Fortunatamente lo studio mette in evidenza come gli strumenti utilizzati per le violazioni del diritto d’autore siano neutri, ovvero necessari per veicolare sia contenuti legali che illegali.

Il content filtering, il traffic shaping, il port blocking, la deep packet inspection sono alcuni tra i metodi utilizzati, senza grande successo, dagli ISP per la gestione delle reti. Questo tipo di controlli oltre a rischiare di essere discriminatori risultano anche non molto efficaci.

L’Agcom conclude ipotizzando che se fornitori dell’accesso a Internet fornissero all’autorità dati in forma aggregata e anonima (per mantenere la privacy), si potrebbe avere un quadro più completo del fenomeno e si potrebbero porre in essere adeguate contromisure che limitino gli utenti solo quanto strettamente necessario ad assicurare la tutela del diritto d’autore.

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