Ora legale domenica 29: quanto si risparmia?

L’ora legale scatta questa domenica 29 marzo. Alle ore 02.00 in Italia dovremmo spostare le lancette dell’orologio, facendole avanzare di un’ora, e ottenendo così 1 ora in più di luce (e 1 ora in meno di sonno questa domenica). Così sarà in tutta l’UE e fino all’ultima domenica di ottobre. Secondo Terna, si risparmiano oltre 90 milioni di euro in 7 mesi.

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Ora legale ed ora solare: quanto si risparmia davvero?

L’ora legale è stata introdotta con l’obiettivo di ridurre il consumo di energia elettrica dovuto all’illuminazione.

Il risparmio, stando ai dati Terna, è reale e consistente: durante i sette mesi di ora legale del 2014 (da marzo a ottobre) si sono consumati 556,7 milioni di kWh in meno, che equivale al fabbisogno annuo medio di circa 200mila famiglie. Considerando un costo medio kWh pari a 16,6 cent al netto delle imposte, Terna stima che per l’ora legale per il 2014 l’Italia ha risparmiato 92,6 milioni di euro. Tra il 2004 e il 2013, inoltre, il Belpaese ha risparmiato complessivamente circa 6,6 miliardi di kWh, che si traducono in 950 milioni di euro.

Quest’anno l’ora legale comincia la prossima domenica 29 marzo, e ufficialmente alle 02.00 ore le lancette dovranno essere spostate un‘ora avanti. Tutti i dispositivi digitali, come smartphone, computer o tablet, cambiano l’ora in automatico, quindi non bisogna fare nulla.
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La storia dell’ora legale

Il primo ad accorgersene che cambiare le lancette dell’orologio potrebbe comportare un risparmio energetico è stato Benjamin Franklin nel 1784. In quell’anno, l’inventore del parafulmine, pubblicò una proposta di cambio d’ora sul quotidiano francese Journal du Paris, senza però riuscire a convincere la autorità del momento.

E’ dovuto passare più di un secolo perché il costruttore inglese William Willett riprenda l’idea nel 1907, momento adeguato per qualsiasi proposta di risparmio, viste le forti esigenze economiche del dopoguerra.  Nel 1916 in effetti la Camera dei Comuni di Londra avviò il “British Summer Time“, ovvero lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate, un’iniziativa che venne poi imitata da molte altre nazioni.

In Italia, dopo una breve introduzione nel 1916, è stata riammessa nel 1940 da Mussolini, fino al 1948 in cui venne nuovamente abolita. L’adozione definitiva risale al 1966; durante i primi 13 anni però l’ora legale era in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre. Dal 1981 al 1995 si è estesa dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre; il regime che abbiamo oggi è entrato in vigore nel 1996, quando si è deciso di prolungarne la durata dall’ultima domenica di marzo all’ultima di ottobre.

L’ora legale nel resto del mondo

In generale, nei Paesi tropicali l’ora legale non è adottata perché si rivela meno utile, vista la minima variazione delle ore di luce durante l’arco dell’anno. Nell’emisfero Sud, le nazioni che adottano l’ora legale seguono ovviamente un calendario invertito. In Australia, ad esempio, comincia a fine ottobre e finisce a fine marzo, in perfetta opposizione con l’ora legale nostra, seppur con variazioni da stato a stato.

Alcune nazioni dell’emisfero Nord, come la Russia nel 2011, hanno abolito l’ora legale.

 

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