Navigazione in incognito

La navigazione in incognito o anonima è una modalità supportata ormai da moltissimi browser e che permette di visitare siti senza che ne rimanga traccia sul computer dell’utente, né nella cronologia né nella cache o tantomeno nei cookies. Attenzione, però: non si tratta di un incognito a livello “globale”, ma solo “locale”, e i nostri movimenti sono tranquillamente tracciabili dall’esterno. Vediamo comunque a che cosa serve e come si può attivare.

Come fare a navigare senza che i propri dati vengano salvati dal computer

A che cosa serve la navigazione in incognito

La prima cosa da sapere è che la navigazione in incognito per una ADSL o fibra ottica (che in USA viene chiamata “privacy mode”, “private browsing” o “incognito mode”) è cosa molto diversa dalla navigazione anonima (“anonymous browsing” e così via). Quest’ultima, infatti, è una modalità avanzata che richiede di norma l’utilizzo di proxy o di browser come Tor, mentre tutto quello che fa la navigazione in incognito è garantire l’anonimato a livello locale. Spieghiamo meglio.

In sostanza, la navigazione in incognito ha uno scopo molto semplice: permettere di navigare su Internet senza la cronologia (o history) e senza che gli elementi vengano salvati nella cache. In questo modo, nessuno – in teoria – potrà essere in grado in futuro di risalire a questi specifici dati di navigazione a partire dal PC dell’utente.

Per quanto riguarda l’esterno, invece, il discorso è diverso, perché l’IP viene comunque rilevato dai siti e dal provider e quindi, sempre a livello teorico, sarebbe possibile risalire a quali siti sono stati visualizzati dallo stesso utente anche con la navigazione in incognito attivata.
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Un buon esempio della funzionalità della navigazione in incognito può essere quello relativo al banking online: ci si trova lontano da casa, con la necessità di compiere un’operazione – un bonifico, un versamento, una ricarica della propria carta prepagata – e con a disposizione un computer che non è il nostro. In questo caso, per essere sicuri che nessuno dei nostri dati venga memorizzato, si può attivare la navigazione in incognito e stare più tranquilli.

Che cosa può garantire la navigazione in incognito

Il primo browser a lanciare una funzionalità simile è stato Safari, il programma per la navigazione di OS X, nel 2005. In seguito è stata adottata praticamente da tutti i browser, come Chrome, Firefox, Internet Explorer, Opera, Microsoft Edge, Amazon Silk.

Tra i vari browser, pur con le dovute differenze, le possibilità permesse dalla navigazione in incognito sono abbastanza simili:

  • eliminare la registrazione dei dati nella history (compreso l’autofill dei moduli, la normale navigazione, le informazioni personale)
  • effettuare ricerche “pure” su Google o altri motori, cioè che non sono basate sulle ocedioprie abitudini o le raccomandazioni del proprio network
  • eliminare il rischio per il salvataggio delle credenziali per l’accesso ai vari account (username e password)
  • testare i nuovi siti per gli sviluppatori

Come attivare la navigazione in incognito

Ecco come fare per attivare la navigazione in incognito sui diversi browser:

  • Chrome: Il modo più veloce, con Chrome, per attivare la navigazione in incognito è premere la combinazione di tasti Ctrl+Shift+N (Cmd+Shift+N su Mac): in questo modo si aprirà una nuova finestra con navigazione “protetta”. In alternativa, cliccare sulle tre righe orizzontali in alto a destra nella barra degli strumenti, poi selezionare Nuova finestra di navigazione in incognito. Lo stesso procedimento si può usare anche con un dispositivo mobile, sia Android che iOS.
  • Microsoft Edge: sul nuovo browser ufficiale di Windows, dalla versione 10 in poi, molto più leggero e pulito come interfaccia del predecessore Explorer, la navigazione in incognito si attiva cliccando sul pulsante con i tre puntini in alto a destra nella barra degli strumenti, poi selezionando la voce Nuova Finestra InPrivate.
  • Internet Explorer: cliccare sull’icona dell’ingranaggio, in alto a sinistra nella barra strumenti; selezionare la voce Sicurezza, poi InPrivate Browsing. Alcune vecchie versioni di Explorer non hanno ancora l’icona con l’ingranaggio, e queste funzionalità sono attivabili direttamente dal menu Sicurezza. Su Windows Phone, il pulsante da premere per attivare la navigazione in incognito è indicato da tre puntini.
  • Firefox: cliccare sull’icona con le tre linee orizzontali in alto a destra, selezionare l’icona Finestra anonima; su versioni più vecchie bisogna invece cliccare sul pulsante arancione Firefox e scegliere la voce Nuova Finestra anonima.
  • Safari: molto semplice anche la procedura per safari: dal menu File, si trova infatti subito l’opzione Navigazione privata abilitata.

Una volta conclusa la sessione, basta disabilitare la navigazione in incognito chiudendo la pagina relativa. Ma come si fa a essere sicuri di navigare in incognito? Su Explorer, ad esempio, a sinistra della barra degli indirizzi compare un’etichetta blu con scritto “InPrivate”. Altri programmi, come Safari o Chrome, hanno il colore della pagina diverso (più scuro, grigio o nero) rispetto a quelle standard. Le pagine di Firefox hanno invece come simbolo una mascherina viola in alto a destra.

Le vulnerabilità della navigazione in incognito

Inutile comunque pensare che la protezione garantita dalla navigazione in incognito, anche per quanto riguarda il PC dove la si è attivata, possa dare una sicurezza assoluta: ci sono infatti delle applicazioni web che originano, in qualche caso, dei cookie che non vengono cancellati nemmeno con la navigazione in incognito, e un progetto di ricerca brasiliano ha mostrato come usando tecniche forensi sia possibile risalire con un certo grado di approssimazione ai siti visitati dall’utente.

Altre vulnerabilità possono arrivare dalle estensioni e dalle applicazioni web. È infatti possibile che un’estensione registri i siti visitati dall’utente senza che lui lo sappia, ed è sempre meglio disabilitare tutte le funzionalità aggiuntive prima di una sessione di navigazione in incognito.

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