Mutuo a tasso variabile: come cambia la rata se l'Euribor diventa negativo?

In mezzo alla forte crisi strutturale dell'Eurozona, con 6 Paesi su 18 in deflazione, e disoccupazione ai livelli del dopoguerra, i circa 3 milioni di italiani che stanno rimborsando un mutuo a tasso variabile potrebbero invece avere buone notizie. Dopo le recenti manovre della BCE, che hanno ridotto i tassi d'interesse ai minimi storici (0,05%), se gli indici Euribor rimangono così bassi o addirittura diventano negativi, la rata potrebbe cambiare in maniera positiva per i mutuatari.

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Il tasso BCE e gli indici Euribor a cui sono agganciati sono ai minimi storici e la tendenza è che rimangano così: una buona notizia per gli italiani che stanno sborsando un mutuo a tasso variabile.

Gli indici Euribor scendono sempre di più, soprattutto sin dal 5 settembre scorso, quando la BCE ha portato a -0,2% il tasso sui depositi. In questa maniera, non è più la Banca Centrale a pagare interessi agli istituti di credito che immobilizzano la propria liquidità a breve termine presso la BCE, anzi: con il tasso negativo sono le banche che devono pagare lo 0,2% alla BCE per depositare soldi.

Di conseguenza, molti istituti di credito scelgono di evitare l’istituto di Francoforte e si scambiano la liquidità tra loro tramite prestiti interbancari, i cui costi vengono sintetizzati dagli indici Euribor, spingendo sempre più giù questi indici.

Secondo gli specialisti del Sole24Ore, è da qualche settimana che l’Euribor a una settimana è a livelli negativi, ed attualmente a -0,006%. Resiste ancora il tasso a un mese, ma è molto vicino allo zero (0,007%), così come l’Euribor a 3 mesi (0,04%).

Se l’Euribor diventa negativo, come cambia la rata del mutuo?

A questo punto i mutuatari si chiedono: cosa succederà con la mia rata se l’Euribor diventa negativo?  Come verrà calcolata dagli istituti di credito?

La prima cosa da fare è leggere attentamente il proprio contratto, e la seconda contattare la propria banca. Perché nei mutui a tasso variabile, la rata è calcolata dalla somma tra lo spread e il tasso di indicizzazione (il tasso BCE o, generalmente, Euribor a 1 e 3 mesi). Per questo motivo, se il tasso Euribor è negativo, non sarà una somma ma una sottrazione, a meno che nel contratto sia previsto diversamente.

Secondo il Sole24Ore, dopo aver preso visione di diversi contratti di mutuo, “non dovrebbero esserci limiti oltre il quale l’Euribor non possa scendere per il calcolo della rata“. Così, almeno teoricamente, allo spread fisso dovrebbe essere sottratto l’Euribor per ottenere il tasso su cui ricalcolare la rata.

Gli esperti del settore però affermano che è difficile che gli Euribor a uno e tre mesi scivolino in territorio negativo ma, in ogni caso, meglio recarsi allo sportello e consultare il proprio istituto di credito al riguardo.

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