di

Mappatura degli obblighi, controlli e sanzioni per il rinnovabile in edilizia

Quale la situazione dell'uso delle rinnovabili nei nuovi edifici? Quali sono gli obblighi regione per regione e quali i controlli e le sanzioni? La situazione italiana è molto variegata, le direttive europee sono chiare e anche i singoli comuni, al di là dei decreti governativi che si fanno attendere, possono fare qualcosa per favorire il rendimento energetico. 

Mappatura degli obblighi, controlli e sanzioni per il rinnovabile in edilizia

Prima di procedere con l’articolo, ricordiamo che tramite il comparatore di SosTariffe.it per pannelli fotovoltaici è possibile confrontare diversi preventivi proposti dalle principali aziende di settore che permettono di avere un’idea precisa sui costi reali da affrontare per puntare sul fotovoltaico e ridurre la spesa per l’energia elettrica. Clicca sul box qui di sotto per confrontare subito i preventivi.
Confronta i preventivi per pannelli fotovoltaici »

La Direttiva 2002/91/CE, che ha introdotto precisi obiettivi in termini di rendimento energetico e di obbligo della certificazione degli edifici nuovi (con le diverse classi di appartenenza) e nelle compravendite di quelli esistenti. L’UE si è spinta anche oltre con la nuova Direttiva 31/2010: dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere “neutrali” da un punto di vista energetico, ossia garantire prestazioni di rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso l’apporto di fonti rinnovabili.

Entro il 30 Aprile 2014 il Governo italiano dovrà inviare a Bruxelles una “strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati” . Inffatti Con la Direttiva 2012/27/UE sono stati fissati obiettivi e strumenti di intervento, ma anche di verifica che non consentono più di rinviare per i Paesi membri definizione di una precisa strategia per quanto riguarda il miglioramento delle prestazioni del parco edilizio. Inoltre dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere “neutrali” da un punto di vista energetico, ossia garantire prestazioni di rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso l’apporto di fonti rinnovabili.

Uso di fonti rinnovabili per nuovi edifici e ristrutturazioni

Il “Decreto Rinnovabili” del 1o Giugno 2012 decide che per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazioni è diventato obbligatorio fare ricorso all’energia rinnovabile almeno per il 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria ed in aggiunta soddisfare sempre da fonti rinnovabili la somma di parte dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento in quantità sempre più crescenti. Oltre alle rinnovabili termiche il Decreto stabilisce vincoli importanti anche per la parte elettrica dei fabbisogni degli edifici. L’obbligo riguarda l’installazione di impianti da fonti rinnovabili proporzionalmente alla grandezza dell’edificio. Per tutti gli edifici pubblici questi requisiti vengono incrementati del 10%.

Ma per quanto riguarda l’utilizzo delle fonti rinnovabili la situazione in Italia è senza dubbio variegata. Vediamo le regioni più interessanti:

Emilia-Romagna: E’ diventato obbligatorio per i nuovi edifici e nei casi di ristrutturazione soddisfare, oltre al 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria con energie rinnovabili termiche, anche il 35% dei consumi di energia termica, mentre a partire dal 1 gennaio 2015 il requisito salirà al 50%. Per quanto concerne la parte elettrica dei fabbisogni c’è l’obbligo di installare 1 kW per unità abitativa in aggiunta alla potenza installata basata sulla grandezza della superficie dell’edificio come previsto dal Decreto 28/2011

Trentino, Liguria e Lombardia: una produzione minima del 50% di acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili per le nuove costruzioni e nei casi in cui viene rinnovato l’impianto termico

Piemonte: unica regione ad aver portato al 60% il minimo d’obbligo di installazione di impianti termici per le nuove costruzioni

Secondo lo studio di Legambiente le realtà negative sono Toscana, Campania, Puglia, Lazio ( seppur con l’obbligo), Umbria ( seppur con l’obbligo), Friuli, Veneto, Marche, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Abruzzo. Tutte queste regioni non hanno l’obbligo di uso di fonti rinnovabili, ad eccezione di Lazio e Umbria, hanno pochissimi o insussistenti controlli e sanzioni.

Guarda i prezzi di energia da rinnovabile »

Cosa può fare il singolo comune?

I Comuni hanno un ruolo e delle responsabilità importanti.
 Lo strumento per sviluppare l’innovazione energetica e la sostenibilità in edilizia a livello comunale è il Regolamento Edilizio. Come emerge dal Rapporto ON-RE 2013 di Legambiente e Cresme, sono 1.003 i Comuni in Italia che si sono attivati per inserire nei propri Regolamenti Edilizi principi e norme di sostenibilità

Controlli e sanzioni sulla certificazione energetica degli edifici

Per la certificazione energetica ogni regione segue differenti sistemi per quanto riguarda l’accreditamento dei certificatori, i controlli e le sanzioni da applicare. Un’eccezione va per le province autonome di Trento e Bolzano per le quali si è stabilito che per le nuove costruzioni la classe B sarà quella minima obbligatoria e sono incentivate le ristrutturazioni che portano vecchi edifici almeno in classe C (70 kWh/m2 all’anno).

In queste province i controlli sono sistematici e riguardano la fase di progettazione, cantiere e realizzazione degli edifici.

Liguria, Lombardia e Piemonte prevedono controlli e sanzioni sia in fase di edificazione sia successivamente alla realizzazione degli edifici. Le multe vengono date se:

  • i costruttori degli immobili non consegnino la certificazione energetica al proprietario
  • il certificatore rilascia un attestato non veritiero o dichiara un falso impedimento all’installazione dei pannelli solari

Tuttavia in queste due regioni la verifica di certificazione avviene solo nella fase finale del processo di costruzione

In Piemonte vengono sanzionati anche i proprietari degli immobili in cui non sono stati installati impianti solari termici o di solare fotovoltaico integrati nella struttura edilizia, con una multa che varia dai 2.000 ed i 15.000 Euro.

Il resto delle Regioni non legifera al rispetto. In questi casi vige la normativa nazionale entrata in vigore nel 2008 per i vecchi edifici nel caso di vendita e dal 1 gennaio 2012 obbligatoria anche nei casi di nuova edificazione.

In larga parte delle Regioni non è nemmeno chiarito chi faccia le verifiche, su quante certificazioni e in quali fasi del processo di costruzione. Ma anche in Regioni che sono intervenute in materia la situazione risulta inadeguata: ad esempio in Emilia- Romagna è prevista la verifica del solo 5% degli edifici, in Toscana il 4%, in Piemonte, Valle d’Aosta e Puglia il controllo viene effettuato “a campione”.

Commenti Facebook: