L’italia deve andare in Fibra

Il presidente AgCOM Corrado Calabrò propone una strategia per lo sviluppo della rete: i gestori italiani dovrebbero formare una new company, in parte a capitale pubblico affinché un ente super partes si occupi di sostituire la fibra ottica al doppino in rame.

L’italia deve ristrutturare e ammodernare velocemente le infrastrutture tecnologiche pena la perdita di competitività. Il futuro è la nuova rete Internet di seconda generazione su fibra ottica(”NGN”) che dovrà essere realizzata in tempi rapidi.

Il Governo Italiano è partecipe nella volontà di colmare il gap tecnologico e si dichiara pronto a stanziare fino a 1,5 miliardi di euro da investire nel settore.

Calabrò inoltre sottolinea i problemi della telefonia fissa che soffrono di mancanza di trasparenza tra Telecom e gli altri gestori/provider.

L’A.D. di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha ricordato che “noi siamo favorevoli ad accordi con gli altri operatori e li abbiamo già fatti: con Fastweb, con Vodafone e anche con H3G“.

E la redditività? Come la mettiamo? Gli intrecci tra politica e potere porterebbero ad una gestione probabilmente non economica della newco pubblica con il risultato di trovarci una nuova Alitalia, Telecom Italia o Trenitalia?

Inoltre la rete in fibra ha molti meno guasti della rete in rame ( 4 su 1000 contro gli attuali 13 su 100). Ciò comporterà molti meno costi di manutenzione, e quindi meno operai sulla rete per la manutenzione. E i sindacati, che diranno?

te AgCOM Corrado Calabrò propone una strategia per lo sviluppo della rete: i gestori italiani dovrebbero formare una new company, in parte a capitale pubblico affinché un ente super partes si occupi di sostituire la fibra ottica al doppino in rame.

L’italia deve ristrutturare e ammodernare velocemente le infrastrutture tecnologiche pena la perdita di competitività. Il futuro è la nuova rete Internet di seconda generazione su fibra ottica(”NGN”) che dovrà essere realizzata in tempi rapidi.

Il Governo Italiano è partecipe nella volontà di colmare il gap tecnologico e si dichiara pronto a stanziare fino a 1,5 miliardi di euro da investire nel settore.

Calabrò inoltre sottolinea i problemi della telefonia fissa che soffrono di mancanza di trasparenza tra Telecom e gli altri gestori/provider.

L’A.D. di Telecom Italia, Franco Bernabè, ha ricordato che “noi siamo favorevoli ad accordi con gli altri operatori e li abbiamo già fatti: con Fastweb, con Vodafone e anche con H3G“.

E la redditività? Come la mettiamo? Gli intrecci tra politica e potere porterebbero ad una gestione probabilmente non economica della newco pubblica con il risultato di trovarci una nuova Alitalia, Telecom Italia o Trenitalia?

Inoltre la rete in fibra ha molti meno guasti della rete in rame ( 4 su 1000 contro gli attuali 13 su 100). Ciò comporterà molti meno costi di manutenzione, e quindi meno operai sulla rete per la manutenzione. E i sindacati, che diranno?

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