Le tecnologie aerospaziali per monitorare l’inquinamento elettromagnetico

La prima edizione di Space Hackathon, maratona di sviluppo di idee a tema “spazio” organizzata da I3P, Incubatore d’Imprese Innovative del Politecnico di Torino, è stata vinta da Real Spectrum, un progetto che prevede l’impiego di un drone per analizzare la distribuzione del cosiddetto inquinamento elettromagnetico. L’evento è stato organizzato grazie a Tyvak International, azienda del gruppo statunitense Terran Orbital Corporation

Space Hackathon: le tecnologie aerospaziali per analizzare l’inquinamento elettromagnetico
Il progetto Real Spectrum protagonista a Space Hackathon

Un drone per analizzare la distribuzione del cosiddetto inquinamento elettromagnetico. È il progetto Real Spectrum, che si è aggiudicato la prima edizione di Space Hackathon, maratona di sviluppo di idee a tema “spazio” organizzata da I3P, Incubatore d’Imprese Innovative del Politecnico di Torino (12-14 giugno 2015).

Un sistema, Real Spectrum, in grado di analizzare i campi elettromagnetici emessi da antenne, hotspot Wi-Fi, celle telefoniche e cavi dell’alta tensione, al fine di verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di inquinamento elettromagnetico e progettare un miglior posizionamento di centrali radio.

Le attività di monitoraggio delle sorgenti di inquinamento elettromagnetico attive in Italia sono di competenza delle ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente).

«L’adozione di tecnologie a basso impatto e una buona pianificazione territoriale consentiranno di raggiungere un buon compromesso tra la diffusione delle sorgenti impattanti e la tutela dell’ambiente», si legge presso le pagine web del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La soluzione protagonista di Space Hackathon, basata sulle tecnologie aerospaziali sviluppate da Tyvak International, potrebbe contribuire a raggiungere gli obiettivi di cui sopra.

L’inquinamento elettromagnetico è dovuto alla generazione di campi elettromagnetici artificiali, non attribuibili al naturale fondo terrestre o a eventi naturali, prodotti, per esempio, dai cellulari e dalle stazioni radio base impiegate per servizi di telefonia mobile.

Confronta tariffe di Telefonia Mobile

«I campi elettromagnetici si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche, per le quali viene definito un parametro, detto frequenza, che indica il numero di oscillazioni che l’onda elettromagnetica compie in un secondo», spiegano gli esperti del Ministero.

La frequenza è misurata in hertz (1 Hz equivale a una oscillazione al secondo). Sulla base della frequenza – proseguono gli esperti – si effettua una distinzione tra:

  • inquinamento elettromagnetico generato da campi a bassa frequenza (0 Hz – 10 Hz), nel quale rientrano per esempio i campi generati dagli elettrodotti che emettono campi elettromagnetici a 50 Hz
  • inquinamento elettromagnetico generato da campi ad alta frequenza (10 kHz – 300 GHz), nel quale rientrano invece i campi generati dagli impianti per la trasmissione radio e televisiva e per la telefonia mobile

Sul secondo gradino del podio di Space Hackethon è salito il CubeSat Team, che, sfruttando le tecnologie aerospaziali e le fibre ottiche, ha sviluppato un sistema integrato per la sorveglianza e il monitoraggio di infrastrutture sensibili distribuite sul territorio, quali le reti idriche, idroelettriche e di teleriscaldamento, informa I3P.

CubeSat Team si propone di incrementare il livello di sicurezza delle reti di distribuzione di energia e migliorare l’efficacia e l’efficienza della manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti.

La medaglia di bronzo è andata a un progetto per il monitoraggio ambientale su vasta scala che poggia sull’utilizzo di sensori intelligenti, progettato per prevedere situazioni di rischio come slavine e frane, conclude I3P.

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