Jobs Act, ecco tutti i sussidi per disoccupati e licenziati

Il tanto polemico Jobs Act prevede una serie di riforme importanti nel settore degli ammortizzatori sociali, che IlSole24Ore ha recentemente illustrato in una serie di 8 punti. SosTariffe.it vi riporta a continuazione tutte le novità riguardanti i nuovi sussidi per disoccupati e per chi perde il lavoro.

jobs act quali gli ammortizzatori previsti
Ecco gli ammortizzatori previsti per chi perde il lavoro

1. Dipendente Settore Privato

Nel regime attuale gli ammortizzatori sociali disponibili per questa categoria di lavoratore sono i Mini Aspi o Aspi, che spettano ai dipendenti del settore privato che perdono il lavoro entro il 30 aprile 2015.

  • Mini Aspi: spetta a chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti;
  • Aspi: spetta a chi ha almeno 2 anni di assicurazione e almeno un anno di contributi.

In entrambi i casi l’indennità viene calcolata sulla retribuzione media mensile degli ultimi 2 anni, per una durata da 10 a 16 mesi.

A partire dal 1° maggio però con il Jobs Act scatterà la Naspi, che spetta a chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 30 giornate di lavoro effettive negli ultimi 12 mesi.

L’indennità sarà pari al 75% dello stipendio fino a 1.300 euro/mese, e verrà riconosciuta per un massimo di 24 mesi. L’importo cala del 3% al mese dal 4° mese.

2. Famiglia in disagio economico

A partire dal 1° maggio entra in vigore l’assegno di disoccupazione – Asdi – che spetta ai lavoratori che, dopo aver percepito la Naspi, non avranno ancora trovato lavoro e si trovano in situazioni di disagio economico.

Avranno priorità i lavoratori appartenenti a nuclei disagiati con componenti minorenni e, poi spetterà ai lavoratori vicini al pensionamento.

L’importo sarà pari al 75% dell’ultimo assegno Naspi e la durata massima è di 6 mesi.

L’Asdi verrà introdotto in via sperimentale solo per quest’anno, per un budget totale di 300 milioni di euro. E’ previsto l’obbligo di adesione  a un programma personalizzato di reinserimento lavorativo.

Migliori tariffe luce per le famiglie

3. Collaboratori a progetto

Per i collaboratori in monocommittenza e con reddito annuo sotto i 20mila euro viene sostituita (in via sperimentale) l’attuale indennità una tantum dalla Dis-Coll, che spetta agli iscritti alla gestione separata dell’Inps, non pensionati e privi di partita IVA, ed è pari al 75% del reddito medio mensile.

Requisiti: almeno 3 mesi di contributi dal 1° gennaio dell’anno precedente la data della fine del rapporto, oppure un mese di contributi o una collaborazione di almeno un mese, e che abbia prodotto un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto a un mese di contributi.

4. Aziende di oltre 15 dipendenti

Fino al 31 dicembre 2016, ai lavoratori licenziati si applica l’indennità di mobilità, per un 80% della retribuzione lorda (con un massimale fissato ogni anno).

Per il primo anno è pari al 100% del trattamento straordinario di integrazione. Dal 13° mese l’assegno scende all’80% e decresce gradualmente fino al 2016, secondo l’età e il luogo di lavoro (Centro, Nord o Sud). La Naspi entra poi in vigore a partire dal 1° gennaio 2017.

Per le aziende più piccole è prevista la mobilità in deroga per il 2015/16.

5. Aziende in crisi

Prevista la Cassa Integrazione Guadagni (Cgi) ordinaria in casi di sospensione o diminuzione temporanea dell’attività con ripresa entro un breve periodo di tempo; è pari all’80% dello stipendio ed è concessa fino a 13 settimane consecutive, con proroghe fino a 12 mesi.

Il Jobs Act prevede che l’accesso alla Cig ordinaria avvenga solo dopo aver esaurito le possibilità di riduzione dell’orario di lavoro; verranno introdotti incentivi all’uso di strumenti telematici e digitali, revisione dei limiti di durata e diminuzione degli oneri contributivi ordinari.

6. Società in fase di riconversione

Prevista la Cig straordinaria in caso di imprese industriali con oltre 15 lavoratori e commerciali con più di 50 addetti; la durata è variabile ma c’è un massimo di 2 anni prorogabili.

Il Jobs Act prevede l’esclusione di ogni forma di integrazione salariale in caso di cessazione definitiva di attività aziendale. Previste anche la revisione dei limiti di durata e l’individuazione di incentivi alla rotazione.

7. Impresa artigiana

Prevista la Cgi in deroga per lavoratori con 12 mesi di anzianità, in alcune categorie di aziende in attività da più di 12 mesi che non hanno i requisiti per la Cgi ordinaria e straordinaria, per un massimo di 5 mesi.

La Cig in deroga sparisce a fine 2016 e viene sostituita dai fondi bilaterali di solidarietà per le aziende con oltre 15 addetti nei settori scoperti.

8. Azienda con riduzione di orario

Nei contratti di solidarietà, datore di lavoro e sindacati firmano un’intesa per diminuire l’orario di lavoro e retribuzione per evitare la riduzione del personale (Cds difensivi) e realizzare nuove assunzioni (Cds espansivi).

Per i contratti difensivi spetta un’integrazione salariale del 60% dello stipendio perso, per un massimo di 24 mesi prorogabili. Previste misure per assumere addetti con competenze diverse e favorire l’ingresso dei giovani.

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