Italia e lavoro: a un anno dalla laurea, un italiano su quattro è disoccupato

C’è sempre meno tempo per una riforma del lavoro che permetta una maggiore occupazione, condizioni più eque e sappia valorizzare adeguatamente le competenze dei nostri giovani. Lo scenario è infatti sempre più desolante: secondo il recente Rapporto Almalaurea, a un anno dalla laurea il 26,5% dei laureati triennali è disoccupato, così come il 22,9% di quelli specialistici e del 24,4% dei magistrali a ciclo unico.

Lavoro
La retribuzione media scende a 1000 euro mensili

I risultati del dossier sono stati divulgati al recente convegno “Imprenditorialità e innovazione: il ruolo dei laureati”. Le analisi, effettuate su 64 atenei italiani, hanno evidenziato criticità davvero preoccupanti: se nel 2008 il 41,8% dei laureati triennali e il 33,9% degli specialistici riusciva ad avere un contratto a tempo indeterminato, oggi la percentuale è scesa al 26,9% e al 25,7%. La retribuzione media in termini nominali è passata dai circa 1.300 euro al mese del 2008 ai mille euro scarsi di oggi, con una discesa del 20%.

La laurea rimane comunque un sistema di difesa tutto sommato abbastanza efficace (o meno peggio di altri) dai pericoli della crisi: il differenziale del tasso di disoccupazione dei neolaureati e dei neodiplomati è infatti passato dal 2,6% al 11,9%. Inoltre, chi ha un titolo di studio universitario in una piccola impresa può ottenere un’assunzione con salario netto pari a 1.309 euro, mentre chi non ce l’ha e ha solo un diploma non supera gli 1.131 euro medi.

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