iPhone 6: Apple è in tempo per avere successo nel mercato phablet?

Apple ha accumulato troppo ritardo per competere con Samsung nel segmento dei phablet, secondo Stone Fox Capital. Non è d’accordo Todd Haselton, redattore presso TechnoBuffalo

Apple, iPhone 6, iOS 8 e il debutto nel mercato phablet
Da sin. a destra: iPhone 5S, iPhone 6 (4,7"), iPhone 6 (5,7"), iPad mini (MacRumors)

Apple avrebbe in cantiere la produzione di due modelli di iPhone di nuova generazione, stando alle indiscrezioni e alle previsioni che vanno per la maggiore. Il cosiddetto iPhone 6, quindi, potrebbe essere declinato in due configurazioni. Una monterebbe un display con diagonale da 4,7 pollici, l’altra uno schermo con diagonale da 5,5 pollici.

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La seconda declinazione di iPhone 6 segnerebbe pertanto il debutto di Apple nel segmento di mercato dei cosiddetti phablet, dispositivi che combinano caratteristiche proprie degli smartphone con quelle in dote ai tablet di dimensioni più ridotte. Il cosiddetto iPhablet potrebbe dunque muovere da una  sorta di sintesi delle specifiche di iPhone e iPad.

Secondo gli analisti di Stone Fox Capital, è improbabile che Apple possa guadagnare quote di mercato significative con l’introduzione di un phablet entro la fine del 2014. Un segmento, quello dei phablet, inaugurato di fatto da Samsung nel 2011 con il lancio di Galaxy Note e dominato dalla stessa, seppure in compagnia con i produttori cinesi.  

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È raro, in ambito tecnologico, che una posizione di mercato consolidata possa essere intaccata dall’ingresso di un nuovo concorrente, sempre che quest’ultimo non offra caratteristiche davvero dirompenti. Caratteristiche che iPhone 6, in accoppiata con iOS 8, non sembrerebbe possedere, a detta di Stone Fox Capital.

Steve Jobs aveva in parte ragione nel sostenere che i consumatori non avessero bisogno di smartphone di grandi dimensioni, perché l’assunto del co-fondatore di Apple muoveva da un mercato domestico in cui i consumatori stessi disponevano già di schermi maxi. Quelli dei personal computer, prosegue Stone Fox Capital.

Nei mercati asiatici e in via di sviluppo, però, dove la diffusione di personal computer è assai limitata, proporre uno smartphone con dimensioni proprie di un phablet è quasi obbligatorio, perché dispositivi mobili di siffatta natura costituiscono una sorta di ponte per accedere al mondo moderno, aggiunge Stone Fox Capital.

Se è vero, come sostiene Brian White, analista presso Cantor Fitzgerald, che le voci riguardanti il debutto di un iPhone 6 con schermo maxi stanno generando entusiasmo nei mercati asiatici, per Stone Fox Capital resta comunque da verificare se tale entusiasmo si manterrà forte sino al lancio del phablet Apple.

In assenza di una politica commerciale più attenta alle tasche dei consumatori, specie nei mercati emergenti, ove Juniper Research rileva un sempre maggior favore ottenuto dai phablet più economici, Apple rischierebbe di perdere la scommessa, evidenzia ancora Stone Fox Capital.

Secondo Todd Haselton, redattore presso TechnoBuffalo, gli analisti di Stone Fox Capital sbagliano quando sostengono che iOS 8 non sia un elemento sufficientemente dirompente. Ad avere maggiori difficoltà nel mercato phablet sarebbe semmai un player intenzionato a proporre un nuovo dispositivo Android, suggerisce Haselton. Perché lo stesso dovrà distinguersi dagli altri device equipaggiati con il sistema operativo mobile del robottino verde.

Un phablet basato su iOS si distinguerebbe dalla concorrenza proprio per l’impiego del sistema operativo mobile sviluppato da Apple, prosegue Haselton. Perché Android e iOS offrono due esperienze utente differenti. Haselton precisa di non voler sostenere che l’uno sia migliore dell’altro o viceversa, ma soltanto che ci sia un potenziale di mercato per un phablet firmato Apple.

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